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Mirabilandia ai tempi del coronavirus: la nostra esperienza

Mirabilandia ai tempi del coronavirus
Mirabilandia ai tempi del coronavirus

Mirabilandia ai tempi del coronavirus

Com’è Mirabilandia ai tempi del coronavirus? Noi ci siamo stati e vi voglio raccontare la nostra esperienza.

Ammetto di aver avuto qualche dubbio se andare o meno. Più che altro ero spaventata dall’idea di dover indossare la mascherina tutto il giorno (visto che tra le norme della riapertura del parco c’era scritto che l’uso della mascherina era obbligatorio durante la permanenza).

Magari vi chiederete: “E allora perché hai prenotato?“. In realtà avevo prenotato molti mesi fa, ad inizio anno. Ben prima del lockdown. E decisamente prima che il coronavirus fosse una pandemia globale. Qualche settimana fa mi hanno anche chiamata per comunicarmi che l’albergo che mi avevano assegnato non avrebbe riaperto e me ne hanno dato un altro, sempre a Cervia. Ho anche chiesto se ci fosse la possibilità di un rimborso, ma in realtà, se non volevamo più andarci, avrei dovuto comunicarlo al massimo due settimane prima della riapertura ufficiale ed avrei ricevuto un buono da usare entro giugno del prossimo anno.

Così alla fine non ho richiesto il voucher ed al massimo avrei perso i soldi (o potevamo semplicemente andare a farci 3 giorni al mare a Cervia). Volevo aspettare a decidere per leggere i commenti dei primi giorni dopo la riapertura. O per vedere come procedeva la pandemia…

Diciamo che i primi commenti non sono stati molto incoraggianti. Ho letto molte critiche e lamentele, soprattutto per gli orari del parco. Io avevo prenotato per 3 giorni con chiusura alle 23 e mi sono ritrovata con un giorno di chiusura alle 18 e due giorni alle 22.

Poi critiche anche per gli aumenti (il parcheggio è passato da 5 a 6 euro); per alcune norme che non vengono rispettate (nessuno ad esempio ci ha misurato la febbre all’entrata); per le giostre chiuse (in teoria sono pochissime quelle che non apriranno per niente quest’anno) o spesso chiuse per manutenzione (noi, appena arrivati, siamo rimasti bloccati 10 minuti sulla Casa Matta, che si era bloccata in alto; ed il secondo giorno siamo rimasti bloccati su Autosplash… ma per fortuna sono arrivati subito a farci scendere).

Com’è Mirabilandia ai tempi del coronavirus?

Strana. Diciamo che il primo effetto che ti fa è proprio questo. Il primo giorno che ci siamo andati c’erano veramente pochissime persone ed il parco era praticamente vuoto. Cosa che per noi visitatori è sicuramente buona, perché possiamo goderci il parco senza problemi, girare tranquillamente senza il pericolo di assembramenti e salire e scendere dalle attrazioni senza fare file… ma per il parco non è altrettanto buono, visto che gli incassi saranno molto bassi.

Il sabato e la domenica c’è stata un po’ più di gente, ma comunque era sempre assolutamente fattibile (al massimo abbiamo fatto 3 o 4 file da 15/20 minuti per salire sulle attrazioni acquatiche… ma ci può stare!). La maggior parte delle attrazioni erano spesso vuote e potevi salire, scendere e risalire o restare direttamente per fare un secondo o un terzo giro. Calcolate che abbiamo sempre parcheggiato nel settore A del parcheggio esterno, mentre gli altri anni ci è capitato di parcheggiare al settore D, arrivando all’apertura del parco (e comunque non abbiamo mai trovato tantissima gente… pensate quest’anno).

Il fatto che ci siano poche persone che girano nel parco ha determinato anche la decisione di lasciare i chioschi chiusi. Probabilmente anche per risparmiare sul personale (ipotesi mia). Certo, girando per il parco e vedendo tutti i chioschi (ed anche diversi negozi) chiusi, fa un po’ tristezza. Eravamo abituati a prendere le foto scattate su varie attrazioni, ma molti chioschi di foto erano chiusi e non abbiamo potuto farle. Io, da esterna, penso che sarebbe conveniente lasciarli aperti, per aumentare i guadagni, perché alla fine c’è sempre chi compra qualcosa (che sia un gadget, una foto o uno spuntino), ma evidentemente non gli conviene. Peccato, perché qualche foto (da aggiungere alla nostra collezione) ci è mancata.

Come ci è mancato anche il fatto di fare la patente a Dinoland. Il primo giorno non l’abbiamo fatta, pensando che tanto avremmo avuto altri due giorni per farla… ma poi invece sabato e domenica il negozio all’interno di Dinoland, dove solitamente si potevano acquistare le patenti, non ha aperto. E così non abbiamo potuto prendere la patente del 2020. Peccato…

Siamo comunque riusciti a trovare qualche negozio aperto, per comprare un po’ di regali e ricordi di questa quarta vacanza a Mirabilandia. Non possiamo andarcene senza aver comprato qualcosa!

Il parco ci è apparso comunque ben organizzato. Tutte le strade erano divise in due parti, con una segnaletica sulla strada e le frecce che indicavano la direzione (in pratica per girare nel parco bisogna sempre tenere la destra!). In ogni attrazione o al ristorante le file erano state organizzate per mantenere la distanza (ed ho visto in varie occasione il personale che ha ripreso ragazzi che non rispettavano le distanze o che non indossavano la mascherina durante la fila). Nei ristoranti e nei bar, quando prendi qualcosa, ti danno anche un talloncino da lasciare sul tavolo per indicare che il tavolo è da sanificare e non può essere usato dopo di te.

Nella piazza grande dove ci sono 2 spettacoli sul palco esterno, hanno sistemato una serie di panchine su cui sedersi. Messe a distanza e che, se non ci fa parte del proprio nucleo familiare, non si possono occupare completamente. Al teatro dove c’è lo spettacolo di Oz, ci si può sedere solo ai posti contrassegnati (un posto sì ed uno no).

Gli spettacoli sono in numero ridotto rispetto agli scorsi anni. Al teatro c’è solo uno spettacolo (Il Mago di Oz) e sul palco esterno ci sono 2 spettacoli (uno ambientato nel Far West ed uno su Hook). Noi abbiamo visto Il Mago di Oz e lo spettacolo del Far West. Quello di Hook per una questione di orari non siamo riusciti a vederlo.

Per quanto riguarda le mascherine, sono richieste nelle file (le q-line), nei negozi/ristoranti/bar e sulle attrazioni (ad eccezione di quelle acquatiche). Per i bambini al di sotto di 6 anni sono fortemente consigliate. Poi per il resto, mentre si gira nel parco, si può anche non indossare, l’importante è mantenere le distanze dalle altre persone. Le mani, invece, devono essere disinfettate con l’apposito gel, prima di salire su qualsiasi attrazione o entrare in qualsiasi negozio.

Tutto sommato, quindi, posso dire che la nostra visita è stata positiva. E probabilmente è questo il momento ideale per andare a Mirabilandia e per godersi tranquillamente tutto il parco. Approfittatene!

Per maggiori informazioni sugli orari (o altro), consultate il sito ufficiale del parco.

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