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Il Signore di Notte: Un giallo nella Venezia del 1605, di Gustavo Vitali

Il Signore di Notte
Il Signore di Notte

Il Signore di Notte

Oggi vi voglio parlare de “Il Signore di Notte”, un romanzo che mi è stato segnalato. Non ho ancora avuto modo di leggerlo, però dalla trama sembra interessante. Un romanzo che lega verità (è ambientato in un periodo storico preciso, che cerca di delineare facendo riferimento a come era veramente la vita in quel periodo) a finzione (la storia che racconta non è accaduta realmente). Quindi una sorta di romanzo storico!

Il romanzo è stato scritto da Gustavo Vitali ed è il suo primo romanzo. Un romanzo che, in fondo, vuole raccontare la città di Venezia, in tutte le sue sfumature… Vi racconto qualcosa in più sulla trama e qualche curiosità su quest’opera.

Venezia, 16 aprile 1605. Viene rinvenuto nella sua modesta dimora il cadavere di un nobile caduto in miseria, primo delitto di un giallo molto fitto che ha come sfondo la Venezia alle soglie del Barocco. Sul luogo si precipita il protagonista del racconto, Francesco Barbarigo. Si tratta di una persona realmente vissuta ai tempi così come i principali personaggi della storia che, al contrario, è di pura invenzione. Questo particolare ha comportato un copioso lavoro di ricerca come documentato nella bibliografia del libro.

È solo il primo dei delitti che affiorano in una trama intensa ed intrigante. Sono coinvolte le figure più varie, da quelle di primo piano, a quelle defilate nei contorni. L’autore fa un’ampia carrellata su aristocratici ricchi ed altri che invece vivacchiano malamente, mercanti, usurai, bari, prostitute e così via. Nella vicenda tutti recitano i rispettivi ruoli e la vicenda stessa viene contestualizzata in quella società veneziana che si era appena lasciata alle spalle un secolo di splendore per infilarsi in un lento declino. Compaiono anche personaggi sgradevoli, come i “bravi”, perché il tempo del declino è anche il loro, accomunati agli sgherri da una violenza sordida e sopraffattrice.

Sempre nell’ottica di ambientare perfettamente il libro nella sua epoca, sono state aggiunte anche brevi divagazioni su curiosità, usi e costumi, aneddoti e fatti di vario genere. Costituiscono un bagaglio di informazioni sulla storia della Serenissima, senza interrompere la narrazione e senza che gli attori si defilino da questa.

Per quanto riguarda invece il protagonista, se qualcuno spera nello stereotipo dell’eroe positivo, resterà deluso. Il Barbarigo è un uomo contorto che affronta le indagini con una superficialità pari solo alla sua spocchia. Vorrebbe passare come chi sa il fatto suo, spargere sicurezza, ma nel suo intimo covano ansie e antichi dolori. Non sa come togliersi dagli impicci, cambia idea e umore da un momento all’altro, insegue ipotesi stravaganti e indaga su persone del tutto estranee al delitto. Il suo linguaggio è spiccio, crudo, spesso beffardo e dissacratorio, mette in ridicolo difetti del protagonista e insieme quelli della società del tempo. Sull’onda dell’improvvisazione e di una acclarata incapacità non si fa mancare nulla, nemmeno una relazione disinvolta, o quella che lui vorrebbe tale, con una dama tanto bella, quanto indecifrabile. Non capisce nulla neppure di questo strambo amore che gli causa presto nuovi turbamenti.

E così nelle indagini finisce con il collezionare una serie di disfatte clamorose fino a quando in suo aiuto accorre un capitano delle guardie che ha tutta l’esperienza e l’astuzia che mancano al magistrato. Tuttavia i due dovranno faticare ancora un bel po’ per scrivere la parola fine a tutto il giallo che nel frattempo si è infittito di colpi di scena, agguati e delitti, compresi quelli che riemergono dal passato. Il finale sarà inaspettato e sorprendente.

Per maggiori informazioni sul romanzo, potete consultare il sito ufficiale di Gustavo Vitali oppure il sito ufficiale del libro.

Una risposta a “Il Signore di Notte: Un giallo nella Venezia del 1605, di Gustavo Vitali”

  1. Gentile Kira, la ringrazio per l’attenzione che ha prestato al mio libro.
    Ha colto perfettamente la linea guida: collegare realtà a finzione.
    Anche se si tratta di un giallo fitto fitto con colpi di scena, agguati, vittime e carnefici, i brevi risvolti storici lo potrebbero collocare in quella nicchia, ma solo un poco. Per il resto gli ingredienti del giallo ci sono tutti, compreso un finale sorprendente che rovescia in zona Cesaroni le poche certezze alle quali era giunto l’investigatore protagonista del racconto.
    Grazie ancora e a resto
    Gustavo Vitali

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