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I diritti dei bambini all’asilo nido

bambina dipinge
Bambina dipinge all’asilo nido

Educatrici che cambiano in continuazione. Educatrici a cui non vengono rinnovati i contratti (o che magari vengono prese solo per pochi mesi per un tirocinio formativo). Educatrici che trovano altri lavori (sicuramente in condizioni migliori) o che non riescono a trovare un accordo per rimanere al nido. Educatrici che vengono spostate da una classe all’altra in base alle necessità.

E’ stata questa la situazione al nostro asilo nido nell’anno scolastico che si concluderà la settimana prossima. Ed in tutto questo, i bambini si ritrovano in continuazione a doversi abituare a nuove facce e nuove persone. Non fanno in tempo ad affezionarsi ad una educatrice che devono salutarla perché “dalla settimana prossima” andrà altrove.

Cerchi di parlarne con la coordinatrice, per sottolineare come appena due anni fa la situazione fosse migliore e venisse almeno garantita una continuità educativa per i bambini (continuità con le stesse educatrici). E ti senti rispondere “In Italia adesso è così“. E ti cadono le braccia. Una risposta più inadeguata di questa non poteva dartela. L’Italia sarà pure piena di problemi, ma allora dobbiamo rassegnarci a mandare all’aria anche tutto il lavoro del nido? Tu, come coordinatrice, non sei in grado di assicurare una certa continuità per il benessere dei bambini? Non ti pagano anche per questo?

Io penso che i bambini dovrebbero essere rispettati maggiormente al nido. Bisognerebbe cercare di rispettare i loro bisogni e le loro necessità, evitando di sballottolarli sempre da un’educatrice all’altra. All’asilo nido sono così piccoli che hanno bisogno di certezze. Hanno bisogno di vedere volti familiari che possano occuparsi di loro quando non sono a casa. Non devono essere sottoposti a tutti questi continui cambiamenti.

E poi vieni a sapere che una delle nuove educatrici più brave di quest’anno, una di quelle a cui i bambini sono più affezionati, il prossimo anno verrà spostata nella classe dei piccoli (perché lì serve di più) e non seguirà i grandi per il loro ultimo anno al nido. Cerchi di parlarne con la coordinatrice che o non riesce a trovare 5 minuti per riceverti o comunque ti risponde di non doverti spiegare le motivazioni organizzative che l’hanno spinta a prendere questa decisione.

Noi mamme chiediamo solo un po’ di continuità per i bambini. Non ci sembra una richiesta così assurda. Con la prima figlia la continuità l’abbiamo avuta. Ma negli ultimi anni è stata decisamente messa all’ultimo posto delle priorità nella gestione del nido.

Ed allora mi chiedo: quali dovrebbero essere i diritti dei piccoli bambini che frequentano l’asilo nido?

Ecco il decalogo stilato dal Comune di Roma per i nidi comunali (dovrebbe essere valido anche per i nidi convenzionati, ma in questi ultimi nidi spesso c’è un regolamento interno che a volte non segue alla lettera le indicazioni comunali):

  1. Garantiscono i diritti delle bambine e dei bambini
  2. Tutelano i bisogni dei bambini e delle famiglie
  3. Concorrono alla costruzione dell’identità del territorio
  4. Promuovono progetti educativi che sviluppano le capacità delle bambine e dei bambini
  5. Considerano il gioco, l’apprendimento e la socialità centrali nella crescita delle bambine e dei bambini
  6. Favoriscono processi inclusivi
  7. Sono attenti all’organizzazione degli spazi e dei tempi di vita
  8. Considerano la continuità dell’esperienza dei bambini un valore da sostenere e promuovere
  9. Valorizzano e promuovono le professionalità che in essi operano
  10. Promuovono il sistema integrato dei servizi per garantire a tutti i bambini il diritto all’educazione e all’istruzione

Leggendo i vari punti del decalogo e le spiegazioni su ogni punto, mi ha fatto sorridere una frase:

Per i funzionari educativi, i coordinatori, le educatrici e le insegnanti, il coinvolgimento e la collaborazione con i genitori significano: assumere e mantenere un atteggiamento di ascolto e di accoglienza

Quando viene a mancare l’atteggiamento di ascolto… quando la coordinatrice non ti richiama o non ha tempo per riceverti… quando nessuno vuole confrontarsi su un problema che tu ritieni importante… quando dall’altra parte trovi soltanto un muro con cui scontrarti… cosa si dovrebbe fare?

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