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Bimbi sicuri in auto

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Bimbi sicuri in auto

Come tutte ormai saprete, dal primo Gennaio 2017 sono entrate in vigore le nuove regole del codice della strada per quanto riguarda il trasporto dei bambini (vedi QUI per saperne di più).

Ma l’inghippo qual è?

L’inghippo c’è! Come sempre, aggiungo!

Hanno pensato a quel che riguarda il trasporto in auto… ma per quanto riguarda al trasporto su pullman, pullmini e taxi?

Basta guardarsi qualche crash test per apprendere quanto sia pericoloso tenere un bambino in braccio quando siamo in auto. Spesso si è portate erroneamente a pensare che basti tenere in braccio il bambino e stringerlo forte per tenerlo al sicuro… ma non è assolutamente così!

Vi metto un video molto esplicativo e forte… che spero serva ad aprire gli occhi a tutte quelle persone che portano i bambini in auto senza legarli al seggiolino.

 

Terribile vero?

Ecco, alla luce di ciò mi domando perchè sia così proibitivo portare i bambini in sicurezza anche su un taxi, un pullman o qualsiasi altro mezzo che non sia la nostra auto appositamente fornita di sistemi di sicurezza.

Trovo un po’ ipocrita preoccuparsi di far stare su un seggiolino auto bambini fino ad 1.50 cm di altezza (dato che è palese che ci siano anche adulti di tale altezza e che non si trovano certo su un seggiolino da bambino), per poi non preoccuparsi di fornire adeguata sicurezza anche a mezzi di trasporto alternativi.

Della serie: voi arrangiatevi pure a comprare un seggiolino auto ad ogni persona che potrebbe dover trasportare vostro figlio, ma se prendono un taxi va bene anche tenerseli in braccio!

Sembra che ci si occupi della sicurezza dei bambini solo quando gli acquisti dobbiamo farli noi. Non vanno più bene i rialzi per bimbi un po’ più grandini, ma devono essere sostituiti da rialzi con schienale… Poco importa se chi ha tre figli dovrà fare i salti mortali per chiudere le cinture dei tre seggiolini posti sul sedile posteriore perchè hanno gli attacchi troppo ravvicinati tra loro.

Qui passano le leggi, ma per il resto dobbiamo arrangiarci noi!

Attenzione, non sto dicendo che questa legge sia sbagliata… anzi! Sicuramente ci saranno dei buoni motivi per asserire che il semplice rialzo non sia considerato idoneo alla sicurezza del bambino, noi guardiamo dal lato del consumatore che con 15 euro poteva comprare un rialzo facilmente trasportabile da un veicolo ad un altro, ma delle ragioni dietro ci devono pur essere!

Sto solo dicendo che bisognerebbe pensare di più ad avere bimbi sicuri non solo sulle nostre auto, ma a 360 gradi.

Certamente non possiamo salire su un aereo portandoci dietro un seggiolino auto omologato se poi dobbiamo prendere un taxi!

Gli scuolabus sono dotati di opportune dotazioni di sicurezza? In fondo trasportano solo bambini… ma basta vedere Striscia la notizia per scoprire che sono spesso veicoli con poco di omologato a bordo (non tutti per fortuna).

E se dovessimo organizzare una gita fuori porta in pullman con dei bambini??? Ahhhh, in quel caso diventa sicuro farli scorrazzare per il corridoio tra i sedili o tenerli in braccio??? Ho capito bene?

Quanti taxi hanno seggiolini auto? Eppure può capitare di aver bisogno di spostarsi così!

Detto ciò… io vedo ancora troppe mamme con bambini seduti in braccio davanti o sui sedili posteriori… e allora vi chiedo… meglio lasciarli piangere perchè legati nel seggiolino o piangere poi dopo, ma solo noi???

Vi ricordo che fino ai 9 kg i bambini devono viaggiare legati nell’ovetto e in senso contrario di marcia… e, nel caso si trovino sul sedile anteriore, l’airbag deve essere disattivato!

Sedere un bambino sul seggiolino con le cinture legate sotto all’ascella, non serve a nulla! Legateli per bene e con cinghie strette (adattatele in base all’ingombranza dell’abbigliamento e se d’inverno gli levate la giacca è pure meglio (anche se anche lì la fanno facile, ma se il bambino dorme, ha senso spogliarlo, svegliarlo per poi rivestirlo e risvegliarlo quando scendiamo? Noi ci leviamo la giacca in inverno in macchina? Mmm…).

Applicate giuste leggi sicuramente, ma rendetele più realistiche e pratiche per certi versi pensando anche a sistemi di sicurezza su mezzi alternatitivi!

Qualcuno ci ascolterà? no, non credo!

Vi invito alla mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza e su Instagram @mammahopersolapazienza con consigli Beauty e Fashion.

Bambini al mare

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Tutti al mareeee a mostrar le chiappe chiare!

Ma come comportarsi coi bambini al mare?

Senza agitarsi! State portando i bambini al mare non in guerra!

bambini al mare

Da persona nativa al mare, coi piedi nell’acqua direi, dato che sono nata il 26 di giugno e che ho SEMPRE vissuto al mare, ho deciso di darvi il  mio punto di vista.

Chi nasce e vive al mare non può fare a meno della spiaggia, o comunque per la gran parte è così… Quindi noi gente di mare ci agitiamo quando vediamo arrivare famiglie che non hanno come habitat naturale una foresta di ombrelloni.

Li vedi da lontano quando arrivano armati di cappelli, bandane, creme bianco fluo e quei costumi dal collo alle ginocchia anti uv stile Fantozzi bagnino addosso ai propri figli. Vi prego, mi spiegate perchè questa esagerazione?

Non me ne volete eh, chi è di montagna penserà la stessa cosa di noi quando arriviamo sulla neve vestiti da astronauti e chi mi vede a Milano girare sulla metro col copricostume bianco in sangallo perchè per me è normalità da Maggio a Settembre mi guarderà come se fossi una rincoglionita! Ogni persona ha il suo habitat e comunque ci ironizzo parecchio su…

Passino le creme bianco fluo anche se una protezione 50 spalmata a dovere non dovrebbe fare l’effetto del grasso di foca perchè svolge comunque la sua funzione. Se a maggior ragione siete di quel genere che arriva al mare quando il bagnino è ancora in cabina a mettersi la canottiera perchè il sole è appena sorto, rilassatevi un pochino, per voi stessi e per i vostri bimbi.

I neonati in spiaggia ci possono andare (detto dal mio pediatra, ma lo avrei fatto comunque) e non c’è bisogno che siano coperti come sulla neve perchè fate peggio e il beneficio a questo punto non ci sarà. L’aria di mare fa benissimo ai bambini, basta avere qualche accorgimento e non dovrete assolutamente rinunciare alla vostra vacanza al mare solo perchè avete avuto un bebè.

Innanzi tutto c’è questa fobia del caldo. Se a casa vostra c’è un caldo torrido e non avete il climatizzatore, è inutile che stiate in casa a farvi evaporare anche la saliva perchè vi hanno detto che i bambini al mare devono andarci solo all’alba e al tramonto, sicuramente starete meglio in spiaggia tutti quanti! La spiaggia è quasi sempre ventilata e offre una cosa chiamata mare che è un’ottima soluzione per rinfrescarsi, non è lì solo per fare paesaggio…ovviamente con un bambino la cosa irrinunciabile è l’ombrellone e una vicina zona d’ombra dove magari fare due passi, ma vi prego, vi supplico…. non costruite tende canadesi coi parei sopra la carrozzina o il passeggino perchè così il bambino me lo fate ribollire! Non fate il suo bene, gli create una serra! Vedo gente passeggiare con le carrozzine allestite a tendone da circo per non far giungere nemmeno un microraggio di sole, sull’asfalto rovente perchè al mare noooo, al mare si va solo negli orari sovracitati!

Non lo trovate un controsenso? Non sarà meglio stare sotto ad un ombrellone con il venticello di mare, senza costruire serre che farebbero appassire persino il basilico?

Altra dinamica che non capisco… il cappellino messo obbligatoriamente fino tipo alla maggiore età! Il capellino ha la funzione di riparare la testa ( principalmente la cute) dal sole. I neonati e i bimbi piccoli non hanno molti capelli e così il cappellino salva la capoccia da ustioni dato che mettere la crema dove ci sono comunque dei capelli creerebbe un pastone buono forse per i pesci, ma se vostro figlio di tre anni ha più capelli di voi, perchè garantirgli una sudata inutile obbligandolo a tenerselo?

I costumi a tutina (tipo muta da sub) in che cosa li possono giovare secondo voi? Fanno snorkling? Non credo, quindi quando sarà bagnata gli terrà dell’umidità addosso facendogli freddo e da umidi o asciutti li farà sudare che manco dentro ad un bagno turco! Fate fare il bagno turco ai vostri figli? Mmm direi proprio di no… e allora perchè mai fargli ciò mi chiedo, magari dopo una bella passata di crema alta un cm??? Mi viene un’irritazione solo a pensarci! Sela usate perchè hanno un filtro di protezione solare 50, io li sotituirei con un’apposita crema solare allo stesso filtro… sicuramente la pelle del bambini respirerà e il bimbo pure.

Il bagno in mare no fino ad agosto inoltrato… Perchè??? Per quale motivo? Me lo sapete dire? Non sarebbe meglio sentire la temperatura piuttosto che guardare il calendario? Poi li fate sudare come un cavallo da corsa sotto al bazar che costruite coi parei sui passeggini… ed sono peggio del sudore addosso e dell’aria viziata da respirare piuttosto che un bel bagno!

Un’altra strana dinamica che non comprendo proprio è l’asciugatura col phon anche ad agosto, ma solo dopo la doccia! Se fanno il bagno in mare o in piscina no problem, se hanno i capelli puliti dopo la doccia vanno asciugati col phon rovente, perchè non sia mai che gli venga male al collo. Forse lo shampoo crea raffreddori? State tranquille! A meno che dopo il mare non andiate in qualche luogo con aria condizionata a -5°…

Noi gente di mare siamo tutti qui, vivi e vegeti anche se abbiamo avuto i capelli bagnati e anche se siamo campati al mare a giornate! Abbiamo mangiato la sabbia, bevuto l’acqua di mare a catinate dopo un tuffo o travolti da un’onda inaspettata e siamo qui a raccontarvelo!

Lasciate divertire i vostri bimbi in spiaggia (che sono sempre i ricordi migliori che avranno), usate qualche precauzione ed accorgimento ma rilassatevi, non state portando vostro figlio in guerra, lo state portando al mare e una volta preservata la salute della pelle, pensate a preservare la salute mentale vostra e loro! La spiaggia è un luogo di divertimento, relax e di gioco…, se dovete viverla come uno stress assoluto di divieti che magari avete letto girando sul web… allora andate da un’altra parte perchè sarà tutto fuorchè una vacanza, sia per voi, che per i vostri piccoli.

Dopo i tre mesi possono addirittura (pensate che news che vi do) fare il bagno in mare o in piscina e non sapete quanto di divertiranno! Certo è che se sarete voi le prime ad essere in ansia, lo saranno anche loro!

bambini al mare

Vi invito come sempre alla mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza luogo per mamme ironiche, non bacchettone, non maestrine e magari pure fashion (o aspiranti tali) che sappiano cogliere l’ironia del dietro alle quinte dell’essere mamma. Nessuno concorre al premio mamma perfetta o casalinga più disperata (almeno qui)..

Vi invito anche su Instagram con qualche consiglio BeautyAndFashion e per seguire le nostre peripezie quotidiane!

Se volete essere fashion anche in spiaggia QUI trovate qualche dritta e qualche trucchetto! Non vi resta che preparare secchiello e paletta!

Look da spiaggia

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Summer time e profumo di mare in vista!

Cosa non può mancare nella valigia per il mare?

Look da spiaggia

Ecco qualche look da spiaggia per mamme e piccini…

Si è fatto di nuovo strada ed è tornato di gran moda, quindi almeno uno bisogna per forza averlo… è il costume intero! Io non lo indosso dai tempi di Miss Italia perchè, aimè quel fisico non credo che riavrò mai, ma l’ho rivalutato… Basta scegliere il giusto modello! Se non avete cosce propriamente filiformi escluderei un modello supersgambato, ma ora ce ne sono veramente per tutti i fisici e per tutti i gusti. Alcuni riprendono i modelli di una volta, altri hanno subito il fascino di quest’anno della stampa coi fenicotteri… le righe sono intramontabili e si fanno largo le fantasie Jungle! Mettetelo magari verso sera o quando siete già abbronzate se poi non volete indossare un bikini con la pancia color mozzarella di bufala campana.

Look da spiaggia

Se quest’estate siete in dolce attesa, non vi preoccupate, ce n’è anche per voi! Dal reparto ASOS Maternity del sito ASOS.com ecco qualche modello premaman, ma non per questo meno fashion da riutilizzare anche quando il bebè non sarà più nella vostra pancia!

Look da spiaggia

Carini vero? A me piacciono molto e probabilmente risulteranno poi più morbidi sulla pancia, cosa che a me non dispiacerebbe dato che piatta non l’ho mai avuta!

Altra cosa che in valigia non può mancare sono le espadrillas, anche queste sono un grande ritorno. Sono tornate le classiche, ma si sono anche modernizzate con borchie, zeppe, disegni, laccetti vari, pietre preziose, pizzo e chi più ne ha più ne metta! Ho raccolto alcuni esempi per voi e per i vostri piccoli. Io personalmente impazzisco per i maschietti con le espadrillas! Da H&M ne trovate svariati modelli sia per bimbe (ovviamente con molta più scelta come sempre) che per bimbi!

Look da spiaggia

 

Potete abbinarle ad un abito lungo, a dei jeans lunghi (anche se io in estate non riesco a metterli), a shorts di jeans, abitini svolazzanti e copricostume… Sì con pantaloni stretti, no coi pantaloni dal fondo ampio a meno che non abbiate una zeppa bella tosta e gambe magre!

Look da spiaggia

 

Per quanto riguarda i costumi per bimbi e bimbe direi che c’è l’imbarazzo della scelta. Per le ciabattine offre molta scelta iPanema dall’infradito, al sandalo granchietto, ai sandalini da bimba utilizzabili anche per uscire dalla spiaggia senza sfigurare perchè sono veramente deliziosi!

Potete sbizzarrirvi anche con ampi cappelli di paglia che, oltre a riparare il viso dal sole, danno anche uno stile fashion vacanziero, soprattutto se abbinati con grandi occhiali a specchio dorato (must have di quest’anno) o con occhiali vintage per un tocco da vera diva!

Arriviamo alla mia parte preferita! Quella che farà storcere il naso a molte… il grande protagonista di quest’estate… Signore e signori (ma a voi poco importerà), sua maestà il Kimonooooo! Ecco, io impazzisco per lui, e saranno almeno tre anni che l’ho scoperto, molto molto prima di Gabbani con la sua scimmia nuda che balla!

Look da spiaggia

 

Il kimono è molto versatile, quindi almeno uno infilatelo in valigia! Tinta unita, di pizzo, colorato, con fantasie floreali o uccelli stampati, con cintura o senza lasciandolo aperto… a lui tutto è concesso! Potete usarlo come copricostume, potete usarlo al posto di una giacca, potete usarlo per impreziosire un paio di shorts e una semplice maglietta bianca e prendervi un aperitivo direttamente dopo essere state al mare senza avere un look da “appena uscita dalla spiaggia”.

Mi raccomando gli abbinamenti però, per favoreeee!

Pensavo fosse ormai cosa scontata, ma se avete un kimono a fiori abbinatelo ad una tinta unita. Badate ai colori anche in vacanza e vi prego, non andatemi in giro di sera con le infradito della spiaggia! Se non volete riempire a tappo la valigia scegliete dei sandali di un colore neutro e idem la borsa.

Non è che perchè siamo al mare siamo autorizzate a una borsa a righe, una scarpa a pois di colore opposto e un kimono floreale, per carità!

Come dico sempre, per vestirsi bene non occorrono necessariamente grossi badget, basta avere gusto e non eccedere nei mix di colori e fantasie! Questo vale per borse, scarpe, cinture, pantaloni, magliette e accessoriami vari, devono essere in armonia, massimo massimo tre colori!

Idem per i bambini! Non sovraccaricateli di multicolor! A loro sta bene tutto, è facile renderli fighi con veramente poche mosse e poca spesa!

In estate col bianco non sbagliate mai! Il total white è sempre una mossa giusta purchè non sia roba aderente se non avete il fisico di Belen! Optate per roba ampia, svasata e svolazzante che oltre ad essere fresca camuffa i difetti (sì, anche con il bianco). Vi siete mai chieste perchè dovunque andiate in estate qualche White party c’è sempre???

Spero di avervi dato qualche dritta utile… vi aspetto alla mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza la pagina del blog per mamme ironiche, un po’ esauritelle e perchè no, Fashion (siamo donne oltre che mamme)!

Se vi va sono anche su Instagram @mammahopersolapazienza dove potete seguire le peripezie mie e di Uragano T. e qualche consiglio BeautyAndFashion

Puerpera, istruzioni per l’uso.

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Puerpera – Significato: donna che ha appena partorito.

 

puerpera

Ciò comporta ormoni che volano liberi facendo le montagne russe con triplo giro della morte,

Kg di troppo che pesano sulle gambe e sull’umore,

Bernarda, o cicatrice del cesareo, che duole,

turbinio di emozioni contrastanti che oscillano tra gioia e panico e paura,

stanchezza perenne o iperattività (io ero iperattiva e non andava bene… mi sentivo dire che erano gli ormoni e che sarebbe passata, invece, per fortuna no!),

capezzoli dolenti come se avessi due rami di more piantati nel reggiseno,

paura di sbagliare qualcosa,

ormoni, ormoni, ormoni… l’ho già detto?

Vediamo un po’ se ci sono delle “istruzioni per l’uso” per stare vicino ad una puerpera senza farla imbestialire (troppo).

  • Primo punto indiscutibile: NON chiamatela MAI puerpera! – Io quando lo dicevano all’ospedale volevo scappare a gambe levate e fingere di non esserlo. Non lo so perchè ma mi suona male all’orecchio… Voi nel dubbio non fatelo! Neo mamma è molto più chic!

 

  • Chiedere “quando nasce”? – Se siete nei pressi del reparto maternità fatevi i fatti vostri, tappatevi la bocca… se avete il dubbio che il bambino sia ancora in pancia o già nato, TACETE! La puerpera ha la pancia! E può variare da un quinto ad un ottavo mese solitamente (se tu che stai leggendo sei uscita dall’ospedale spingendo la carrozzina con la pancia pseudo piatta, sappi che ti odio… amorevolmente eh, se sei uscita senza invece non voglio nemmeno saperlo!). Se invece la incontrate per strada con la carrozzina e le fate questa domanda… siete deficienti, non c’è altra spiegazione!

 

  • Se non ti dice di andarla a trovare non farlo! – Vuol dire che non ha voglia alcuna di avere visite e se sì, decide lei chi, come e quando!

 

  • Non dire che il bambino è uguale al padre! – Ha appena partorito, ha ancora nitidi i ricordi di gravidanza e ancor di più del parto e sarà ancora seduta su una ciambella per il dolore dei punti e se non ha punti ha comunque dolore alla Bernarda, anche se il bambino fosse la palese fotocopia del padre e ve lo facesse notare lei, voi dite che i bambini fanno mille cambiamenti! L’80% delle future mamme immaginano per 9 mesi di mettere al mondo la sua copia in formato mini! Non credo che tu abbia così culo da incappare in una di quel 20%!

 

  • Se è distrutta dal parto e vi siete precipitati a trovarla mentre lei ancora impreca, non ditele che ne è valsa la pena! Lo sa già, ma in quel momento si sta chiedendo perchè non poteva ordinare il bambino e farselo portare da un corriere Bartolini!

 

  • Se proprio devi immortalare il nuovo arrivato, cerca di non zoomare il capezzolo della mamma mentre lo allatta… 1) Perchè i suoi capezzoli saranno grandi come pizze. 2) Perchè magari non ha piacere che le sue pizze facciano il giro di Whatsapp in 24 ore. 3) Perchè magari sta già detestando allattare mentre tu sei lì perchè all’inizio non è una passeggiata nel parco ma dato che il bambino strilla lei lo deve fare!

 

  • Se il bambino nasce a maggio è completamente inutile che tu le porti un sacco nanna fatto con le tue manine a maglia in lana merinos taglia max 3 mesi, perchè tra 3 mesi sarà agosto e lei dovrà far finta di non saperlo sorridendoti imbarazzata! Bello il gesto eh, ma magari era meglio dedicare le tue energie nel ricamo di un lenzuolino da carrozzina!

 

  • Se hai fretta di regalarle 20 tutine e calzine per il neonato, sono ben accette, ma ricorda che tutte le attenzioni ora sono solo ed esclusivamente per il nascituro e se le porti una piadina al crudo di Parma avvolta nella stagnola e magari tiepida con un fiocco rosso, lei la vedrà come gesto di amore estremo!

 

  • Se andate a trovarla in casa (su invito eh), anzichè strapparle il neonato dalle braccia come prima cosa, o fiondarsi sulla carrozzina urlandogli a un cm dall’orecchio “dorme???”, chiedetele se per caso ha voglia di farsi una doccia già che ci siete voi a sorvegliare il piccolo o se per caso le farebbe piacere che le facciate una lavatrice! Si sa che il desiderio di approcciare col nuovo arrivato è grande, ma è anche grande per la puer… ops, la neomamma, la quantità di roba da fare!

 

  • Se vi venisse in mente di prelevare il bambino dalla carrozzina mentre dorme, solo per tenerlo in braccio e ninnarlo quando già sta dormendo, sappiate che vi state giocando il rapporto con la mamma del bebè, qualsiasi esso sia! Via.. perso, perduto per sempre, ciaoneeee (anche se non ve lo dice)!!!

Diciamo che questi sono i punti più molesti (sempre insieme a quelli alla povera Bernarda dolente), ma ce ne possono essere molti altri.

puerpera

Ah, dimenticavo una cosa importante… Cari papà fate delle foto alla neo mamma col bebè, ma usate il cervello, non agite d’istinto come sempre! Fatele foto quando non è proprio distrutta in faccia, evitate di immortalare la panza molla post parto, evitate di immortalare un qualunque altro difetto, fate foto strategiche, ma fatele! Io ho solo selfie col bambino… mio marito servizi fotografici interi che gli ho fatto io. Lui mi ha fatto forse due foto, di cui una con la panza di una di 8 mesi e il bambino in braccio, i capelli da lavare e due occhiaie che manco Zio Fester degli Adams!

Ribadisco, come ogni volta che si ironizza eh, prima che arrivino per la centesima volta le ramanzine e le sviolinate varie sulla meraviglia della maternità… queste cose già si sanno e si leggono ovunque… qualcuno dovrà pur fare il duro lavoro di guardare in faccia la realtà senza arcobaleni… ecco… quella sono io! Miss Mamma ho perso l pazienza, la pseudo blogger più irriverente tra le mamme blogger (vedi Ci sono le blogger, e poi ci sono io! così vi fate un’idea).

Se siete ironiche, simpatiche e moderne, vi aspetto alla mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza , un’area protetta “bacchettone free”, dovrei scriverlo come ora scrivono sui biscotti “senza olio di palma”…

Mi trovate anche su Instagram @mammahopersolapazienza, vi aspetto eh!

Mirror il powerbank di Custom

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Mirror, il powerbank di Custom

Oggi voglio parlarvi di una grande scoperta per me. Mirror, il powerbank portatile multitasking di Custom. In parole povere un caricatore portatile per cellulari e non solo (dato il cavo universale in dotazione).

Mirror di Custom
Telefono in carica ovunque

Perchè lo adoro? Perchè sono il tipico esemplare di donna con la borsa sempre stracolma… figuriamoci da quando sono mamma! Se poi ci aggiungo il fatto che ora sono anche mamma blogger, ecco che la mia borsa pesa come un macigno.

Mi sono innamorata di Mirror, un oggetto che, oltre ad essere molto chic, ha anche un sacco di funzioni utili… è multitasking come me! Racchiude due degli oggetti che ho sempre in borsa e anche di più con poco ingombro e soprattutto poco peso!


Non solo mi permette di ricaricare il telefono che ho spesso scarico (troppo spesso direi)  perchè da brava blogger lo frusto tutto il giorno per tenere sotto controllo tutti i miei social, ma mi permette anche di dare un’occhiatina al trucco grazie ai suoi due specchietti (di cui uno che ingrandisce).

Mirror pensa addirittura alle situazioni con scarsa luminosità e la sorpresa è che è fornito di luce a led così posso ritoccare il mio amato rossetto ovunque mi trovi!

Mirror di Custom
Luci a led all’opera per una ritoccata del rossetto

Se dovete fare un regalo ad un donna, soprattutto se telefonodipendente, lo consiglio. Farete un figurone! E’ disponibile in vari colori e viene fornito in un’elegante confezione in tinta con il colore scelto e una custodia da borsetta. Vi carica il telefono, vi permette di controllare il trucco e con poca luce vi illumina pure… che volere di più da un oggetto da borsetta?

Potete trovare Mirror powerbank di Custom QUI e vedere tutti i colori a disposizione… ce n’è per tutti i gusti!

Una bella idea regalo (anche autoregalo eh) è piccolo, leggero, elegante e soprattutto utile! Io ce l’ho fisso in borsa! Lo consiglio davvero!

Post in collaborazione con Custom spa .

Vi invito alla mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza dovre troverete un sacco di mamme un po’ esauritelle come me e felicemente imperfette e su Instagram @mammahopersolaazienza dove troverete anche suggerimenti BeautyAndFashion! Vi aspetto moms! Scoverò per voi altre chicche!

 

 

 

Essere moglie di un calciatore

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Essere moglie di un calciatore…

Chi non lo sogna?

moglie di un giocatore
Foto presa da web, ma è mio marito…potrò? Se sei il fotografo fatti vivo che ti cito volentieri e se ne hai altre mandale!

Bhè voglio raccontarvi cosa c’è dietro… senza con ciò lamentarmi di quello che è stato, ma giusto per smontare qualche castello dorato ed enfatizzato che gira intorno a questo mondo…

  • Primo indiscusso punto: prima o poi la festa finisce! – Più prima che poi, a meno che non si tratti di Francesco Totti, re di Roma che ha tirato il carretto fino a 40 anni… e qui cara Ilary sappi che hai tutto il mio appoggio per ciò che verrà, se vuoi sfogarti c’è il mio gruppo Facebook eh! Sicuramente il vostro tenore di vita è salvo, ma ciò che non è affatto salvo è l’umore di Francè, per i primi tempi cambierà proprio il suo DNA… Ti avviso, ci sarà qualche anno (molti) di assestamento… e che assestamento! Tipo sciame sismico. Sono previste forti piogge, ondate di nevrosi, miste a scazzo completo e condite con apatia e voglia pazza di allenamento che si inventarà pur di farlo. Perchè anche se il Francescone nazionale di sicuro ha già qualche ruolo pronto, stare a bordo campo non è uguale che scorrazzarci avanti e indietro coi capelli al vento e una palla al piede. Loro hanno dedicato quasi una vita intera al calcio… e ciò non vuol dire solo incassare un lauto stipendio (vi ricordo però che non sono tutti Totti o Messi eh…).

 

  • La vita gira intorno al calcio – Finchè dura e anche dopo! Finchè giocano tu dovrai programmare pranzi e cene sempre alla medesima maniera: pasta in bianco o al pomodoro (pesata eh), petto di pollo o bresaola, insalata o pomodori o verdure varie condite con una lacrima d’olio… Tranne la sera dopo la partita, lì è il giorno gioiglorioso, ma essendo di domenica quasi sempre…ricordate che il giorno dopo è lunedì e si ricomincia! Questo però potrebbe consentire a noi cosiddette WAGS un fisico da angelo di Victoria’s Secret e invece io sono ingrassata 5 kg che non riesco a togliermi perchè il mio maledetto metabolismo si è abituato a mangiare questo menù ospedaliero e basta l’odore di una pizza per far lievitare adiposità qui e là (ed ovviamente la mangio)! Il sabato te lo passi da sola ovunque tu ti trovi perchè vanno in ritiro (spirituale?) barricati in qualche albergo in camere da due… e se il compagno di stanza è uno spaccamaroni, potresti non riuscire nemmeno ad avere contatti telefonici dopo una certa (mi ricordo che un suo compagno X era infastidito dal ticchettio dei tasti del cell. quando mi mandava SMS prima dell’arrivo degli smartphone… ed io ero a casa a guardare il soffitto)!

 

  • Sono irreperibili – Durante gli allenamenti, il pre partita, i pasti del ritiro e le riunioni, sono irreperibili come uno sulla stazione spaziale che gira nell’orbita di Saturno! Che sarà mai direte voi? Bhè, c’è che molto probabilmente tu ti trovi una città a te sconosciuta dove non conosci anima viva e se ti rapisse un alieno, manco Barbara D’Urso se ne preoccuperebbe! E se devi partorire? Lui potrebbe essere sul dischetto del rigore a tirare il calcio decisivo… quindi arriverà dopo i tre fischi dell’arbitro!

 

  • Cambi casa nel tempo di una chiamata – Le Wags hanno due mesi l’anno in cui vivono col “chi va là?”… ogni chiamata sul cellulare del marito sudano freddo e hanno il riflesso ormai incondizionato di inscatolare tutto ciò che riescono per non essere impreparate! Io ogni Giugno e ogni Gennaio nel dubbio inscatolavo! Il primo anno che stavamo insieme ha ricevuto una chiamata e tempo due ore Mirko era in macchina per Livorno senza farne più ritorno… io piangevo ed inscatolavo roba senza sapere dove sarei andata. Siamo stati tre settimane in una fattoria, poi ho riinscatolato tutto e dopo varie ricerche ci siamo trasferiti nuovamente in un’altra casa, per poi cambiarla ancora dopo un anno e mezzo (ma nel mentre ad ogni calciomercato riinscatolavo qualcosa perchè “non si sa mai, non ci casco più”).

 

  • I ritiri – C’ è un mese in estate in cui in fila indiana, muniti di divisa e cuffie, salgono su un pullman (i più fighi griffati dalla squadra, altri stile gruppo vacanze Val Brembana) e spariscono in un buco nero per un mese. Se hai voglia di farti lo sbattone di raggiungerli (e di solito si scelgono luoghi ad ore ed ore da dove stai tu), hai l’ora (anche meno) d’aria serale in cui intravederli. Dopo di che sono azzi tuoi di quello che fai sperduta sui monti con Hannette. L’unica volta che sono andata a trovarlo qualche giorno facendo tre ore di macchina che per me sono panico totale perchè odio stare in macchina ore (perchè c’erano le terme), lui a sorpresa è dovuto partire il giorno seguente per un provino in Gran Bretagna, su nei mari del Nord insieme alle foche, quindi io (senza voce in capitolo alcuna) ho solo potuto portarlo all’aeroporto e salutarlo con fazzolettino bianco!

 

  • Programmare il tuo matrimonio – Ehhh che credete? Che sia cosa facile? Innanzi tutto devi calcolare la data in base a possibili Play out, Play Off, ritiri punitivi vari, Coppe, Coppine, Coppette e Coppe del nonno, anticipi, posticipi e condizioni astrali! E sapete cosa? Io avevo calcolato tutto ciò ma…. c’era una minaccia di ritiro punitivo tutto Giugno perchè la squadra era andata male e, in quel caso, avrebbe avuto il permesso solo per il giorno del sì…. viaggio di nozze? Chissene! A loro dei piani alti non gliene può fregar de meno! Inutile dirvi che mi è costato un herpes sul labbro grosso come una ciliegia (e alle spose lo consigliano eh ad una settimana dalle nozze, pare faccia parte degli accessori!)… Poi per fortuna erano solo minacce ma io ve lo giuro che mi stavo sentendo male! Viaggio di nozze salvo ma con risentimento per richiesta di permesso di una settimana di permesso perchè tra calcolae le cose sovacitate e tutto, il tempo rimasto erano 10 giorni…. e col piffero! Mi sposo cribbio!

 

  • Il sole e l’allenamento – Poco importa che tu possa abitare coi piedi nella sabbia o in cima al Monviso…. ci sono allenatori che pensano che prendere il sole stanchi. Quindi se sei una WAG, non ti venga in mente di dire a tuo marito di venire al mare con te prima dell’allenamento se il campionato non è finito… il sole li stanca! Poi… finchè si ustionano allenandosi alle 4 di pomeriggio a fine maggio sfoggiando segni dell’abbronzatura con maglietta, calzettone e pantaloncino, va bene… ma guai a levarsi il segno del gambaletto prendendo il sole in giardino… giammaiiiiiii! Stattene pure da sola come un cane come praticamente sempre! Eh sì care mie… voi credete che i giocatori si allenino due ore al giorno e poi stiano a viziarci come dannate, ma la triste realtà è che che loro pensano all’allenamento ( o almeno, l’esemplare che ho a casa io) da come aprono gli occhi (con sveglia perchè dormire troppo no) a quando rientrano a casa. Già la colazione è in funzione dell’allenamento. Il pranzo??? C’è un timer nel loro cervello che scatta all’ora X e si DEVE mangiare subito! Poi vanno un ora prima (almeno) a farsi incerottare gli acciacchi e tornano secoli dopo la fine dell’allenamento perchè un massaggino non lo vuoi fare? E tu da sola dove non conosci manco il barista sotto casa per scambiare un “ciao” prendendo un caffè… Poi conoscerai qualcuno eh…. sì, probabilmente quando stai facendo gli scatoloni per andartene e ti eri appena imbastita un accenno di nuova vita!

 

  • Amicizie – Appena fai amicizia con un’altra WAG (e comunque non andrai mai d’accordo con tutte, quindi le scruti e le riscruti prima di trovare un’amica), stai pur certa che o il suo o il tuo di marito verrà venduto ad un’altra squadra nel tempo di un batter di ciglio e via di trasloco! Io non avevo ancora figli a quel tempo, ma in tante li hanno e bisogna abituare anche loro a questi cambiamenti repentini!

 

  • Lavoro – Tu sarai sempre e comunque la stronzetta mantenuta, nessuno pensa che sono ben pochi i fortunati a stare nella stessa città per anni. Cercare un lavoro (e trovarlo, che non è mai cosa facile) quando i soldi sono l’UNICA cosa che non ti mancano, per poi non avere lo stesso giorno libero del marito e quindi non poter nemmeno rimpatriare nella tua città per un week end è alquanto insensato per poi magari scappare 6 mesi dopo causa calciomercato.

moglie di un calciatore


Questo è un po’ per farvi un’idea delle insidie che si celano dietro a questo rinomato “mestiere”.

Le insidie che però si beccano tutte queste Wags che per voi sono mocciose viziate e schifosamente ricche (ribadisco che non sono tutti Messi e che questa vita la fa anche chi milita in serie C,D,E,F,G…. che poi ora si chiamano Lega Pro e non so quelle a seguire, e che quindi non guadagnano cifre da capogiro come tutti pensano) passano sempre in terzo piano. Avremo belle borse e abiti firmati, ma credo che chiunque abbia disponibilità economica non disdegni tutto ciò, non facciamo gli ipocriti! Se la squadra ha perso una partita importante, non importa che voi siate andate a prendere vostro marito scodinzolando come un cagnolino rimasto solo in casa tutto il giorno sognando solo una cena fuori in pace, c’è il coprifuoco e si starà barricati in casa perchè o Società o tifosi faranno un bel tour nei posti che frequenti di solito per farti il culo a strisce se per disgrazia sorridi e sei spensierato. Hai perso e quindi devi stare a casa a meditare!

E quando la carriera da calciatore finisce? Tu per gli altri sarai sempre la moglie di un calciatore!

moglie di un calciatore

Quando i riflettori si spengono e le scarpette scassate e puzzolenti le appendono al chiodo? Bhè spesso non vogliono mordere la mano che li ha nutriti… quindi vogliono rimanere nell’ambito. C’è da non sottovalutare il fatto che verso i 35 anni la loro carriera va comunque ad affievolirsi o a concludersi… Vi sentite vecchi voi a 35 anni???

La moglie di Serse Cosmi mi disse un giorno “vedrai… quando allenano è peggio!” e io le risposi con sorriso beffardo pensando “ma vah… ma che dici? Finalmente avremo tempo per noi senza timer fissi persino per il pranzo, sai che pacchia?“. Carissima…. non avevi ragione… la tua era proprio una profezia! Ora allena…. e io che da cretina credevo che avremmo fatto vita normale una volta appese le scarpe al chiodo (che manco puzzano più dopo anni)! Sì, normale nel senso che ci siamo dovuti privare di tutti i vizi e gli sfizi che il calcio ci permetteva di avere e siamo tornati coi piedi per terra (e qualche mese anche il culo per terra, dipende da che bolletta arriva)…. ma per il resto??? Due palle a grappoli per me che manco l’uva passa (e non di cuoio!). Lui per disegnare schemini con omini, per me assolutamente insensati, si chiude in una stanza per ore ed ha persino una scrivania per tre penne blu e un blocco appunti… io invece per disegnare vignette, scrivere articoli e leggere cose sul web di cui poi trattare nel blog, mi accampo sul tavolo della cucina con portapenne stracolmi di pennarelli, album da disegno penne e pennine colorate, pc col filo che gira per tutta casa e mio figlio che ronza chiamandomi 678 volte e poi devo pure rimettere tutto a posto! Ah e ho un pc scassato che si blocca ogni mezzora e care mie gli allenatori non percepiscono stipendi da festeggiare come un tempo… quindi mi tengo sta baracca a pedali finchè funziona… poi bho… quando si romperà del tutto sarà lutto nazionale.

Voi direte: “eh bhe, non è sempre epoca delle vacche grasse” ed avete ragione… ma immaginate di poter mangiare tutta la cioccolata del mondo, i dolci, gli hamburger del Mc Donald’s che vi pare senza che facciano male o facciano ingrassare…. per poi passare a fare la dieta ed ingrassare a dismisura! Metaforicamente è questo che accade!

Tiu il giorno del matrimonio hai dichiarato fedeltà ed amore eterno ad un palla di cuoio al piede… ma non te lo hanno detto ad alta voce… “in ricchezza e in povertà” voleva dire con pallone tra i piedi (e quattro palle, ma le tue!) o con un fishietto al collo… “nella gioia e nel dolore” vuol dire che lui abbia trovato squadra o meno.…!!! Tu praticamente hai sposato uno stadio con le gambe!

Non insultatemi è un post ironico, so bene che ci sono mestieri duri nel mondo e poco remunerati, situazioni dure ecc. ecc., sono una WAG non una demente, ma non voglio trattare di cose tristi perchè basta accendere il tg per mettersi le mani nei capelli! Spero cogliate il senso e l’ironia di questo articolo che racconta di un mondo che alla fine desta la curiosità di tanti.

 

Se l’avete colta siete idonee a seguire la mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza per mamme ironiche, fashion e felicemente imperfette e il mio profilo Instagram @mammahopersolapazienza con consigli di look e beauty.

Però ho una maglia di Beckham originale e indossata durante Milan-Sampdoria eh, mica pizza e fichi… e vi do questa notizia, lui suda come tutti gli umani, la sua maglia a fine partita era fradicia, ma non puzza!!! Zeroooo, Victoria deve avergli fatto qualche magia alle ghiandole sudorifere! Ho lavato maglie di giocatori di mezza serie A e B e uscivano dalla lavatrice ancora correndo… la sua no ragazze!

Sos spannolinamento?

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Sos spannolinamento?

In pochi parlano della fase di transizione!

Le teorie ci dicono che dovrebbe funzionare così… Pannolino sì o pannolino no e stop, fine delle opzioni a disposizione.

Ahahahahahah che belle le teorie!

spannolinamento

Come vi raccontavo in Via il pannolino! Missione fallita., io la prima volta ho fatto flop… e col senno di poi posso dire che avevo sbagliato i tempi.

Non c’è un tempo universale, come in ogni cosa, e a volte accanirsi fa peggio anzi che meglio! Non guardate cosa fa il vicino di casa o il compagno di asilo nido, perchè non mi stancherò mai di dirvi, che i bambini sono tutti diversi perchè troppo spesso ce lo dimentichiamo, o ce lo fanno dimenticare le grandi linee guida!

Questo non vuol dire che debbano comandare loro, ma bisogna capire quando sono pronti a fare certe cose. Inizialmente ci vuole una spintarella di incoraggiamento, ma bisogna stare attente a non far diventare la spintarella un obbligo, specialmente se si ha a che fare con un gran testone (come ad esempio mio figlio) che finirebbe per impuntarsi per la cosa opposta.

Qualche incidente di percorso deve succedere per forza, per fargli capire che all’azione della pipì corrisponde l’inzupparsi quasi da capo a piedi, in modo che anche loro, abituati da sempre a restare asciutti con il pannolino, capiscano perchè la pipì non va fatta addosso. Più complicato è spesso per la cacca (e in un blog per mamme direi che cacca si può dire).

Come ho capito che mio figlio questa volta era pronto?

Si è fatto tutto addosso due o tre volte, non l’ho assolutamente sgridato, ma sorridendo gli ho detto “capita, non ti preoccupare, la prossima volta quando la mamma ti porta in bagno prova a fare pipì“.

La seconda volta si è fatto di nuovo pipì addosso e due o tre volte (anche poche obiettivamente) anche la cacca. Mi sono accorta che era momento più che giusto perchè è corso da me affranto e con la voce tremolante mi ha detto: “scusa tanto mamma!“. Vi giuro che ero incredula, l’ho abbracciato e gli ho detto: “amore, non importa, la prossima volta starai più attento, succede!” lui mi ha abbracciato e mi ha ripetuto “scusa tanto mamma” anche se non è stato rimproverato. Ho capito che allora si stava rendendo conto!

Giuro che questo modo calmo e sereno non mi contraddistingue per nulla (e chi mi segue lo sa), ma su questa cosa mi sono messa nei suoi panni… anzi pannolini! D’altronde nascono e dopo 3 minuti hanno un pannolino addosso ed è assai comodo il fatto di non dover perdere tempo prezioso mentre stanno giocando, per andare in bagno! Sgridarlo non ha senso alcuno, almeno all’inizio. Poi se andando avanti, gli chiedi se deve fare pipì e ti dice no per farsela addosso dopo 3 secondi… allora una brontolata ci sta!

Devo dire che questa volta se l’è cavata alla grande, come vi dicevo 3\4 incidenti di percorso e basta… molto, molto meglio delle aspettative! Ma non siamo ancora arrivati alla svolta finale.

Innanzi tutto c’è stato un grande problema iniziale: la paura del water! Sono così andata a chiedere al fedele amico Google se ne sapesse qualcosa ed è emerso che è una cosa comunissima nei bambini! Vi chiederete perchè non ho provato col vasino, bhè… mancavano due mesi al suo terzo compleanno e transitare per il vasino per poi rispiegargli del water poco dopo mi sembrava insensato data la veneranda età.

Per la pipì siamo riusciti bene a superare l’ostacolo paura dato che essendo un maschietto la fa in piedi. Ci siamo attrezzati di sgabello a fianco al water e non solo fa pipì, ma si pulisce e tira anche lo sciacquone (a volte eh)! Risultato sorprendente che non credevo raggiungibile in così poco tempo! Per la cacca chiede il pannolino, anzi proprio me lo porta se siamo a casa, mi dice che la vuole fare lì e tempo 3 secondi la fa. Pare sia una cosa comune anche questa. Non mi lamento perchè è stata una sorpresa! Di notte il pannolino glielo metto ancora, ma si sveglia quasi sempre che è asciutto!

Ho appurato che sa anche tenersi la cacca perchè al nido non la fa e a casa invece dopo colazione arriva a portarmi il pannolino! Se ha addosso il pannolino e deve fare pipì me lo viene a dire e la fa comunque nel bagno.

Vi racconto questo non perchè ci siano trucchi magici o grandi verità in questo articolo, perchè io non credo ai grandi guru che ti insegnano cosa fare con tuo figlio…, figuriamoci se ho la presunzione di insegnarvelo io! Ve lo scrivo a titolo informativo se come me state brancolando nel web per capire se il water del terrore sia cosa comune o se vostro figlio di 3 anni ha ancora il pannolino e vi guardano come foste matte!

Per farlo avvicinare al water di cui era terrorizzato gli ho chiesto che cosa gli faceva paura e lui mi ha detto che aveva paura di cadere nel buco e che l’acqua lo portasse via! Così gli ho fatto vedere che lo sciacquone lo attiviamo noi e lo si fa quando siamo già scesi, e che comunque quel buco è decisamente troppo piccolo per farci passare uno come lui. Non è molto convinto, ma non ha più il terrore… Per la cacca, come vi dicevo, siamo ancora al pannolino (che però su richiesta e per il tempo necessario ha il suo senso!). Siamo armati di riduttore per il water, ma non gli va per niente a genio e se non gli metto il pannolino è in grado di tenersela fino al giorno dopo!

Care mamme, insieme alla pazienza, armatevi sempre e comunque di un cambio completo, un asciugamanino, salviette e pannolini… praticamente un bagaglio a mano, lo so…, ma è sopravvivenza e prevedere intoppi magari mentre fai la spesa!

A proposito di spesa… se siete nella fase di transizione e vostro figlio (come è successo a me una settimana fa) ti dice “pipì, pipì” nel mezzo del supermercato e quando hai il carrello stracolmo, preparati all’abbandono della spesa sorella e corri a gambe lavate all’uscita (quella per chi non ha comprato, sennò la cassiera ti impreca la qualunque) e fagliela fare dove puoi! Poi rientra e cerca il carrello che avrai rimosso dalla mente dove sia!  #imprevistidelmestiere!

La faccenda cacca mi costa ancora crisi di nervi multiple, mie e sue… Lui piange come un forsennato su water e piuttosto di spingere si fa venire il sedere ovale come il water… e io, mentre gli tengo le mani per non fargli capire che effettivamente potrebbe davvero caderci dentro, inizio a dare cenni di cedimento in cui darei testate nei muri perchè non ne posso davvero più di stare lì a pregarlo in giapponese più volte al giorno per poi cedere dopo ore e dargli il pannolino per non fargli venire blocchi intestinali!!!

Spero di avervi quanto meno rincuorato e di avervi dimostrato che il momento giusto è la cosa più importante! Se avete letto l’altro mio articolo linkato all’inizio, troverete la situazione spannolinamento completamente ribaltata… Avevo proprio sbagliato completamente momento, ora sperate per me che quasta fissa del water killer passi perchè me lo sogno anche di notte, sono mesi ormai che combatto col mostro mangia pupù! Lui dice che non vuole fare la cacca perchè il water è “butto” e io gli rispondo “uno che mangia cacca e pipì blèèèè può essere bello?”, ma niente non ci sente!

Spannolinamento, missione compiuta a metà… riusciranno i nostri eroi ad eliminare i pannolini???

Se vi va vi invito alla mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza per darci una pacca sulla spalla e ridere delle nostre peripezie, perchè il mio blog non è qui per insegnare niente, ma è per consolare le mamme esauritelle e felicemente imperfette come me!

Mi trovate anche su Instagram con qualche consiglio Beauty and Fashion @mammahopersolapazienza.

Mamme abbiate coraggio

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Care mamme abbiate coraggio… ci vuole coraggio! 

Cosa avete capito? Non parlo del coraggio che ci vuole per essere mamme, parlo del coraggio di sfogarvi!


Mamme abbiate coraggio

Per fare la mamma ci vuole coraggio.

Sei il punto di riferimento di tuo figlio e dovrai fare cose che fanno paura anche te… Tipo tenerlo fermo per fare un vaccino mentre tu, alla tua veneranda età, ancora fai le sceneggiate per farti fare una puntura, ma lui non lo dovrà sapere e tu lo dovrai rassicurare sdramatizzando.

Ci vuole coraggio anche a vedere una ferita quando si farà male, disinfettarla e vederlo patire senza per questo dargli a vedere che sei in agito pure tu. Io per farmi tatuare le sopracciglia mi cospargo di anestetico, quindi figuratevi voi la soglia del dolore che posso avere. Anche io strillerei se qualcuno mi disinfettasse un ginocchio sbucciato, ho sempre preferito fare da sola.

Ci vuole coraggio per milleuna altre cose, come ad esempio aiutarlo a levare un dentino che dondola parecchio e che gli fa più male tenerlo lì piuttosto che tirarlo via, ma noi ci ricordiamo l’orribile sensazione che danno e ci fanno spesso senso!

Io però non parlo di questo di coraggio, parlo del coraggio di continuare anche a pensare a noi stesse.

Ad oggi sembra quasi una vergogna, ad oggi le mamme non si comprendono facendosi forza, no… si schiacciano come scarafaggi cercando di primeggiare l’una sull’altra. “Mio figlio ad un anno parlava già in due lingue” dice la mamma 1 alla mamma 2 preoccupata perchè il figlio di 2 anni non parla. “Mio figlio a 5 mesi camminava” dice la mamma 1 alla mamma 2 se vede che il figlio di 14 mesi non cammina ancora da solo.

La cosa più intelligente da fare sarebbe invece dire con un sorriso alla mamma 2 col figlio che non parla ancora “ahhhh, guarda, goditi il silenzio che poi ti rimbambirà di parole a raffica” e che comunque la capiamo perchè anche noi non vedevamo l’ora che parlasse. Oppure dire alla mamma 2 con figlio che non cammina “avrai tutto il tempo di rincorrerlo mentre scappa a gambe levate… almeno per ora non scappa!“. Invece no… L’empatia è cosa ormai sconosciuta, quasi proibita, si preferisce primeggiare.

Si fa a gara a chi rinuncia di più per i figli, si fa a gara a chi sta più tempo coi figli, si fa a gara a chi ha fatto più lavatrici e ha strirato più roba, si fa a gara a chi ha il marito che meno le aiuta,….

ma cavolo, ma perchè questa psicologia inversa???

Per sentirvi migliori? Per far credere agli altri che va meglio così?

O forse per non dare a vedere che vi girano gli zebedei del fatto che i marito non muove un mignolo dentro casa?

Belin ragazze (e qui il “belin” ci sta, è rafforzativo ma non troppo volgare), ma non sarebbe meglio sfogarsi???

Perchè voler indossare questo cilicio del sacrificio portandolo quasi con l’orgoglio con cui si sfoggia una Chanel 2.55 Jumbo rossa fiammante?

mamme ci vuole coraggio

Non sarebbe meglio imprecare un po’ con un’altra mamma con gli stessi nostri inghippi e magari farlo davanti ad uno spritz mentre i nostri bimbi giocano tra loro e quindi non ci chiamano 345 volte, ma solo 200?

No, pare di no. Pare che il coraggio di fare ciò in tante non lo abbiano e preferiscano criticare chi, stufo della routine, e stanca ed esaurita da suo figlio, si prende una boccata d’aria fuori da sola.

Dai su mamme perfette (che aimè, devo darvi la brutta notizia, non esistete), anche i vostri figli vi sfilettano i nervi uno ad uno qualche volta, spesse volte, sempre…. ma non MAI! Lo sappiamo che anche i vostri figli sanno essere trapananti, capricciosi e fetenti… Sappiamo che anche voi qualche volta in un momento buio vi siete chieste chi ve lo ha fatto fare? Sappiamo che anche la vostra di pazienza ogni tanto spicca il volo come Peter Pan, fuori dalla finestra!

O avete dei figli come Super Vicky (vi ricordate la bambina robot con botola sulla schiena con pannello di controllo?), o voi mentite non si sa a che pro.

Lo sappiamo che vostro marito lo prendereste a ciabattate un giorno si e l’altro pure… Lo sappiamo che stirare ad agosto è tra i mali del mondo, lo sappiamo che a volte vi berreste un Moscow Mule con cetriolo, indisturbate, davanti ad un tramonto e magari coi piedi nell’acqua. Lo sappiamo che non vi piace avere lo smalto sbeccato perchè vostro figlio non vi da il tempo di farlo asciugare perchè si sta facendo la pipì addosso… Sappiamo anche che quando vedete una mamma con capelli perfetti, freschi di parrucchiere con un colore super e la piega da modella di Victoria’s Secret, vi mangiate le unghie (sbeccate) perchè voi lo shampoo lo avete fatto 4 giorni fa per poi non averne più tempo, e sapete cosa? Ci patite (giustamente) ma non volete ammetterlo, perchè preferite dire che per i figli si fa tutto!

Con “voi” parlo in generale eh…

Chiariamo un punto… Per i figli si fa tutto, ma quello che non andrebbe fatto è dimenticarsi di noi stesse. Non tanto per egoismo (aggettivo che la mamma che si crede perfetta da a chi lo fa), ma per non essere oggi, domani o dopodomani… frustrate!

Non dobbiamo pensare a fare bella figura con le altre mamme, non dobbiamo pensare a risultare martiri agli occhi del marito o dei parenti…. Dobbiamo avere il coraggio di farsi dare una mano! Il marito è a pancia all’aria sul divano e tu hai da fare i bagno ai bambini, mettere a posto e sistemare i piatti? Ecco, il marito è fornito di motricità e capacità per poter fare una delle cose. E’ stanco? Ha lavorato? Pure tu!!! E il datore di lavoro lo ha messo al mondo pure lui (con molta meno fatica già in partenza, quindi con tanta strada da recuperare)….

Sei stressata a livelli epici e incontri un’altra mamma stressata marcia al parco?

(Come? Come fai a capire che è stressata? Ho sentito bene? Cara, è mamma, e quindi è stressata per forza anche se mente dicendo di no!).

Bene, hai trovato la cuccagna, sfogatevi, consolatevi, non gareggiate! L’unione fa la forza!

Vogliamo un bene immenso ai nostri figli lo stesso eh, non crediate che sfogandoci non sia così!

Abbiate il coraggio di raccontare il meno bello perchè il bello è già noto a tutti e già sufficientemente enfatizzato OVUNQUE! Scoprirete sicuramente di non essere le sole con 4 esaurimenti che vi tengono per mano due a due!!!

Se la pensi così ti aspetto alla mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza e su Instagram @mammahopersolapazienza. 

Pavor nocturnus… cos’è?

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Pavor nocturnus

Pavor nocturnus… di quale cosa oscura si tratta?

Alcuni bambini di notte hanno delle vere e proprie crisi nel sonno e ci possono volere del tempo e più episodi prima di capire di che cosa si tratti.

Quando sono in età da dentizione si tende a dare la colpa ai denti, altre volte si da la colpa ad una giornata particolarmente stancante o diversa dal solito… Ma quando il bambino inizia ad urlare, piangere, dimenarsi e scalciare nel cuore della notte ed è inconsolabile, si può trattare del non abbastanza noto “pavor nocturnus“.

Il pavor nocturnus, che tradotto significa terrore notturno, è un’alterazione della qualità del sonno come il sonnambulismo. 

Ogni tanto (non spessissimo per fortuna) mio figlio ha di queste crisi notturne e ci siamo accorti che fosse “sonnambulo” perchè non c’era modo di calmarlo e, accendendo la luce, a volte notavamo che aveva gli occhi aperti ma era come se non ci vedesse… aveva lo sguardo nel vuoto… urlava e piangeva disperato e noi potevamo dirgli o fare qualsiasi cosa ma non serviva a nulla. Anzi… come appunto con i sonnambuli, se presi dal panico finivamo per scuoterlo e quindi svegliarlo (anche se noi credevamo fosse già sveglio), la crisi si triplicava, diventava panico puro.

Inizialmente davamo alla colpa ai dentini, poi quando qualche episodio si è verificato a dentizione finita, mi sono informata e ho scoperto di questo pavor nocturnus, di cui io non avevo mai sentito parlare.

E’ un fenomeno innocuo e non prevedibile. Pare non si tratti di sogni od incubi come spesso siamo portati a pensare per dare una giustificazione a questi episodi notturni.

Non ha nè causa patologica, nè alcun significato patologico, nè conseguenza immediata o negli anni a seguire.

Vi ricordo sempre e comunque di chiedere parere al vostro pediatra qualora i vostri figli ne soffrissero.

Il pavor nocturnus crea comunque sempre panico nei genitori perchè si sentono inutili non potendo fare nulla. Svegliare all’improvviso il bambino potrebbe rendere la situazione molto peggiore! Quello che possiamo fare è limitarci a stare attenti che i bambini non cadano dal letto o si facciano male mentre si dimenano in preda al panico. Per consolarci possiamo ricordare che i bambini il mattino seguente NON ricorderanno nulla di ciò che è avvenuto perchè NON erano svegli!

Non si sa bene se ci siano dei motivi scatenanti per queste crisi. C’è chi asserisce di sì e chi invece dice che siano crisi totalmente casuali.

E’ sconsigliato parlargliene al bambino al mattino o nei giorni successivi perchè potrebbe spaventarsi non essendone lui cosciente.

Spero di avervi fatto conoscere una cosa, che magari è successa ai vostri figli e che non conoscevate, e di avermi un minimo tranquillizzate. Ho scritto questo articolo perchè io non ero minimamente a conoscienza di questo pavor nocturnus che a quanto pare non è così cosa rara!

La mia domanda è: perchè queste cose non ce le dicono e le dobbiamo scoprire in versione live in piena notte???

Perche ci tengono tanto ad inculcarci in testa che la TV la dobbiamo concedere un’ora al giorno con cronometro alla mano, ma non ci danno istruzioni su cose oscure come questa???

Come sempre vi invito alla mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza (dove solitamente parlo di cose spensierate ed ironiche con qualche parentesi su curiosità come questa)…

…e su Instagram  @mammahopersolapazienza dove troverete outfit e consigli di moda per voi e per i vostri bimbi!

 

 

Le amiche senza figli

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Le amiche senza figli, anche quando tu hai dei figli, sono un bene prezioso!

Mantengono un contatto con quella realtà che spesso abbiamo lasciato fuori dalla porta di casa tempo fa.

Le amiche senza figli

Prendere una boccata d’aria lasciando ogni tanto i figli a casa sembra troppo spesso essere una cosa da pessima madre… ma per quale oscuro ed ignoto motivo?

Chiariamo una cosa: uscire con l’amica senza figli e magari single, NON IMPLICA andare a caccia di uomini, che razza di idea a avete di noi???… Eppure c’è ancora gente che la pensa così… Al massimo la tua amica ti chiederà di farle da spalla per raggiungere da qualche parte il tipo che le piace… e tu, da AMICA lo farai sicuramente!

Quando sei a fare un aperitivo con una (o più) amiche senza figli i casi sono due: o lei, colta da istinto materno ti farà domande sulla maternità e tutto ciò che ne consegue, sperando di apprendere qualche segreto utile in futuro… o lei di parlare di cacche di vari colori e di rigurgiti, non avrà alcuna voglia nè interesse alcuno (e meno male!). Io in passato ero un po’ il primo e un po’ il secondo caso. Spesso mi incuriosivo e facevo domande e ascoltavo volentieri i racconti, altre volte… magari dopo il secondo giro di aperitivi, tutto volevo sentire tranne che parlare di pannolini e credo fosse pure lecito.

Le mamme (compresa me eh, mi metto nel mezzo) parlerebbero ore dei propri figli anche quando non ci sono. Di come sono orgogliose o di quanto sono stressate da fare spavento a causa loro (non per questo volendogli meno bene, credo sia ovvio, ma è sempre meglio specificare).

Ci sono mamme che archiviano le amiche senza figli, ci sono mamme che vengono archiviate dalle amiche senza figli e ci sono mamme che hanno bisogno dell’ora di svago con le amiche senza figli una volta ogni tanto, quando riescono!

Come al solito, sempre per la parità sei sessi che sembra esistere solo a tratti, se è l’uomo a saltare il cancello di casa per andarsi a bere una birra con gli amici che abbiano o no figli, che siano scapoli o “ammogliati” va bene, nessuno obietta, se la donna esce dopo il tramonto senza famiglia a seguito è una sciagurata!

Vedi Sono una mamma non sono una santa così mi arrivano pomodori in faccia dalla mamme perfette che sono al 200% solo madri.

amiche senza figli

Per me “l’ora d’aria” (come la chiamo IRONICAMENTE io) è sacra anche per le mamme. C’è chi ne fa a meno e asserisce con fermezza che nemmeno le manchi, c’è chi sputa veleno su chi ne necessita (la serpe sputa veleno c’è sempre da qualche parte), c’è chi dice addirittura “cosa hai fatto un figlio a fare?” frase di senso logico pari a zero…

Quando i figli non ci sono poi ti mancano eh, ma basta ricordare che tra qualche ora verrai di nuovo chiamata 1784 volte all’ora, che dovrai smorzare 12 capricci e che dovrai avere occhi anche sulla nuca, per goderti qualche ora di pace senza sentirti in colpa.

Le amiche senza figli servono anche a ciò!

  • Servono a ricordarti che prima che ci fossero loro riuscivi a rilassarti sul divano guardando il vuoto,

 

  • ti ricordano che esistono aperitivi in cui non devi nascondere le noccioline per non fargliele rifare nel pannolino tali e quali il giorno dopo a come le hanno mangiate,

 

  • che puoi andare al ristorante senza zainetto dei Minion con 35 macchinine dentro e poi ricercarle tutte e 35 prima di andare via,

 

  • che puoi usare una mini pochette perchè non avrai dietro pacchi formato famiglia di salviette e un cambio completo di vestiti nel caso si rovesciasse un litro d’acqua addosso…

 

  • che si può parlare d’altro che non siano malattie, vaccini, cacche, pappe e capricci, che puoi non pensare che qualcun’altro potrebbe dover andare in bagno e chiederglielo ogni 10 minuti per non fagliela fare addosso, che si può ridere a crepapelle parlando nel niente!

 

  • Puoi indossare per una volta tacchi alti senza rischiare la distorsione alle caviglie perchè tuo figlio potrebbe scappare e tu corrergli dietro,potrai mettere maglie scollate senza rischiare di scapezzolare perchè tuo figlio ci si aggrappa…

 

  • Puoi ricordarti che si può farsi una piega ai capelli per un’ora senza arrivare in ritardo perchè non dovrai calcolare anche gli imprevisti quali cacca prima di uscire di casa o appena saliti in macchina, vestizione del bambino che starà guardando un cartone e non vorrà alzarsi, perdita di mezz’ora per scegliere i giochi da portarsi dietro, discussione per scegliere la giacca perchè quella blu è bleeee, non dovrai pensare a cosa si mangia in quel ristorante e vedere se può andare bene per lui (vedi sushi al quale di solito mio figlio mangia un gelato, ma ci andiamo di rado quindi va bene così)…

Per me è roba sacrosanta e ogni tanto (quando riesco ad organizzarmi a dovere) mi fa proprio proprio bene farla!

Un lusso che mi ha ricordato un’amica qualche tempo fa è che chi è senza figli gira in scooter! Il senso di libertà dell’amica che ti citofona con un casco in mano e ti porta a destinazione in scooter è meraviglioso e me lo ero dimenticata!

Non fraintendetemi, per nulla al mondo potrei pensare di fare a meno di mio figlio (credo sia ovvio, ma meglio precisare perchè basta una parola storta per far costruire castelli alla gente), ma una cosa secondo me non esclude l’altra! Anzi, queste piccole cose tipo il giro in scooter con l’amica, le apprezzi molto di più quando le fai raramente!

Anche il sentir parlare dello stronzo di turno che ha fatto ammattire la tua amica, delle sue peripezie amorose, di quanto ci siano degli uomini del caaaa…ppero in giro, ti fa apprezzare il marito (che hai lasciato a casa per una sera) al quale tiri i piatti a giorni alterni e ti farà rivivere certe situazioni del passato che nel bene o nel male qualcosa trasmettono sempre e ti ricordano che eri ccccciovane e ti ci senti ancora lo stesso! Come dice la mia amica A. “il mondo là fuori è duro” (riferito a quando non sei accasata)…

Sapete quand’è che torno alla realtà? Quando è l’ora di andare via e la tua amica senza figli domenica mattina dormirà fino a quando non avrà più sonno e tu invece sai che tuo marito uscirà di mattina presto per giocare una partita e tu dovrai fare i conti con tuo figlio (andato a letto prima di te e quindi riposato) e coi postumi di qualche bicchiere di troppo… ecco, questa è una cosa che dovrebbe essere illegale, ma mica per tutelare il bambino, ma per te che sconterai subito la tua serata di svago!!!

Se invece trascorrerai del tempo con l’amica senza figli portandoti dietro il bambino, molto probabilmente lei che non ha esaurimenti nervosi in atto e che non viene chiamata 3456 volte al giorno, lo farà anche divertire assai e sicuramente non resisterà al comprargli qualche aggeggio che tu non gli compri perchè glielo hai comprato ieri e anche l’altroieri.

Insomma, per quel che mi riguarda l’amica senza figli è patrimonio dell’umanità per una mamma,

a patto che comprenda che tu non puoi uscire di casa alle 10 di sera perchè innescheresti un meccanismo infernale!

Dovrà farsi una ragione del fatto che tu te la devi svignare prima che lui inizi la cena!

L’amica senza figli, se è veramente tua amica e ci tiene a vederti anche se sei piena di piccole regole anche quando esci da sola, queste cose le capirà…

Se non stai pensando che io sia una scigurata irresponsabile ed egoista (cosa che non mi sento affatto di essere), ti invito alla mia pagina Facebook Mamma ho perso la pazienza. Questo è un blog per mamme ironiche, che sanno ridere del dietro alle quinte dell’essere mamma, che si ricordano di essere anche donne e che non per questo sono pessime madri come vogliono farci credere. Aiutatemi a scovare rari esemplari come me, come noi…!

Mi trovate anche su Instagram come @mammahopersolapazienza.

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