Se sei felice, tu lo sai…sarai invidiata!

Care Mamme,

oggi parlo di una questione vecchia come il cucco, che però, nonostante la veneranda età, rompe sempre come se fosse una giovinetta. L’invidia.

Avete presente quelle persone che ti invidiano solo perché sei felice? Che se posti una foto col sorriso, pensano “fanculo”, se ti incontrano mentre ridi, mordendosi la lingua dicono “fanculo” e se vengono a sapere che ti è successo qualcosa di bello, urlano “fanculo”?!

Ovvio che se hai avuto una vita difficile o stai attraversando un periodo difficilissimo, mi auto mando a quel paese da sola per conto tuo. Ti passo pure un detto e non pensato fino in fondo “Accidente”,  nei giorni di ciclo guarda.

Però se la tua vita è nella media, sta cosa dell’invidia mi fa imbestialire.

Perché non è che ti ho fregato l’ultimo pc scontatissimo alla Mediaworld. Se sono felice, puoi esserlo anche tu. Non c’è un quantitativo limitato di felicità.
E se svolazzi di fiore in fiore perché non hai voglia di impegnarti in una relazione, poi non è che puoi rosicare se mi sposo.

Se vai in giro  a fare shopping, aperitivi, feste e chi più ne ha più ne metta e non studi una cippa lippa, non puoi odiarmi perché mi laureo.

Se dopo un’invernata coi bimbi malati, ci godiamo un pic nic, perché devi pensare le peggio cose su di me?

E chiacchierando e guardandomi in giro, di queste persone invidiate ce ne sono a bizzeffe.

Il brutto è che l’invidia secondo me è trasmissibile geneticamente e quando fai un figlio, se sei cresciuta invidiando, lo crescerai facendolo stare male per la felicità altrui anziché esserne felice.

Non è che sia Miss Cuore d’Oro eh?! Cioè non è che se leggo che qualcuno ha vinto alla lotteria mi nutro della sua felicità! Mi dispiaccio del fatto che non sia toccato a me! Però manco gli auguro cose brutte!

Ma mi sembra che oggigiorno siano tutti affaccendati a pensar male, più che a far bene. Piccole cose, mica chissà che.

Sempre meno persone che ti fanno passare avanti alla cassa se hai solo due oggetti;

Sempre meno persone che si fermano per farti passare sulle strisce;

Sempre meno persone che ti sorridono se incroci il loro sguardo per caso.

Ne stiamo perdendo così l’abitudine, che quando accadono ci stupiamo.

L’altro giorno ero al mare, sotto l’ombrellone, ed è passato il venditore di cocco. Non avendo un chiosco, ma dovendo muoversi, ovviamente deve far sapere che sta passando. E quindi urla.
Arrivato vicino a me, ha visto Aurora nel passeggino e mi ha chiesto “Dorme?” ed io “No no, grazie!” ed allora ha ricominciato con “COCCO BELLO, COCCO FRESCOOOOO!”

Poteva benissimo fregarsene e magari invidiarmi, lì seduta all’ombra a rilassarmi e lui a camminare nella sabbia rovente, affaticato e sudato. E invece no. Ha avuto un pensiero altruista nei confronti della mia bimba.Sono rimasta un bel po’ con il sorriso stampato sul viso. Non me l’aspettavo proprio.

Ma sapete una cosa?

Se l’invidia è trasmissibile geneticamente, i pensieri altruisti e positivi sono trasmissibili semplicemente con le parole e sono altamente contagiosi; diffondiamoli!!!

 

 

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