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La scelta del nome del bambino spetta alla mamma

scelta del nome
Scelta del nome

Stanno facendo discutere le recenti dichiarazioni di Raffaele Morelli, il famoso psichiatra, medico e scrittore del piccolo schermo. Intervistato da Rtl 102.5, lo psichiatra avrebbe dichiarato che la scelta del nome da dare al bambino spetta esclusivamente alla mamma. Mai al papà. E soprattutto mai dare il nome dei nonni!

Già mi immagino tutte le famiglie del sud Italia in cui, per tradizione, si dà il nome dei nonni ai bambini. Prima i nonni paterni e poi quelli materni. Oppure le coppie che stanno mesi a confrontarsi sulla scelta del nome più adatto per il loro bimbo.

E invece no! Deve essere solo la mamma a scegliere! Il nome della mia prima bimba l’ho scelto io… alla fine eravamo arrivati a 2 nomi… uno preferito da me ed uno preferito da mio marito. E per la prima ha prevalso il nome che piaceva a me. Quello preferito da mio marito è stato dato alla seconda (e per la seconda non ci siamo posti nemmeno il problema di che nome darle… sarebbe stato quello e basta!). A saperlo che potevo sceglierlo io…

Scherzi a parte, le dichiarazioni di Morelli hanno proprio una spiegazione “scientifica“…

Ecco la sua spiegazione:

Qualche giorno fa una signora che è incinta mi parlava del dibattito che ha in famiglia col marito e coi nonni sul nome da dare al bambino. Le ho detto: “I nomi li devono scegliere le mamme, mai i papà! Mai chiamare i figli come i nonni perché ogni volta che la mamma lo chiama, se il suono è gradito alla mamma si crea una tattività, perché il suono è un tatto che tocca le orecchie quindi tocca la parte antica del cervello”. Quindi quando una mamma chiama suo figlio e lo chiama con un nome che a lei piace emette una vibrazione sonora che entra nell’affettività del bambino, che quindi si sente chiamato, riconosciuto. Per questo i nomi devono sceglierli sempre le mamme, mai papà, mai i nonni. Noi siamo prima di tutto un suono.

Quindi il suono del nome del proprio bambino deve prima di tutto piacere alla mamma (e questo avviene solo se è la mamma a scegliere il nome). Solo così la mamma riuscirà a trasmettere tutto il suo amore al bambino (almeno mi pare di aver capito che sia questo il problema principale!).

 

 

Ed aggiunge sul fatto di dare ai figli il nome dei nonni:

Chiamare il bambino come il nonno è un piacere che fai al nonno ma a tuo figlio, come dire, togli l’identità. La gravidanza non è solo nell’utero ma soprattutto nel cervello. La mamma pesca il nome dall’immensità del suo mondo materno.

Quindi il nome che io ho scelto per la mia bambina era dentro di me… nascosto da qualche parte nel mio inconscio. E sarebbe il nome giusto perché l’ho scelto d’istinto. Ma che dovrei dire ora all’altra figlia che ha il nome scelto dal papà?!?

Lo psichiatra aggiunge qualcosa anche sui papà che potrebbero sentirsi esclusi dalla scelta e, magari, offendersi:

Sono cretini, perché ancorati a superstizioni. Il papà è decisivo dopo, dopo quel mondo materno, dopo quelle vibrazioni.

La scelta del nome non deve essere una imposizione, ma trovo che sceglierlo insieme al proprio compagno, al padre del bambino, non sia poi così sbagliato. Parere personale!

Un’ultima cosa che riguarda invece la presenza dei papà in sala parto:

Ormai è una consuetudine ma le consuetudini ci schiacciano. Gli uomini stanno con le donne per affinità elettive legate al desiderio, all’intimità. Il mondo materno non è il mondo erotico. Le donne detestano essere chiamate dal marito ‘mamma’.

Quindi i papà, oltre a non poter scegliere il nome, devono anche stare fuori dalla sala parto!

Mio marito ha assistito ad entrambe le nascite delle nostre bambine ed io ne soon contenta. Contenta perché ha potuto vederle, come me, appena nate. Contenta perché in quel momento mi è stato di grande aiuto. Contenta perché ho potuto condividere con lui un momento così importante per entrambi.

3 Risposte a “La scelta del nome del bambino spetta alla mamma”

  1. Se a mio marito dovesse far piacere io sarei molto più felice di lui. Ma sarà così per una questione di valori comuni… se non avesse questo desiderio mi preoccuperei, si tratta delle fondamenta della mia famiglia. Oggi ho lettoil pensiero di una ragazza che per sensibilità non si sentiva affine a chi si era abituato a ricevere i regali della madre. Si tratta di un altro punto di vista. Per me ad esempio è un onore, non un privilegio. Quando mi sposerò andrò a lavorare con lo stesso spirito e quando mai dovessi decidere di restare a casa non mi sentirei una “mantenuta”. Si tratta dei miei valori… ho sempre vissuto con questo stile! E’ importante non essere precipitosi e curare i preparativi del matrimonio per evitare di sentirsi un peso in quella che sarà la vita matrimoniale. Per quanto mi riguarda sono sempre stata favorevole alla divisione di tutte le spese e la mia famiglia troverà un modo per sposarmi, dovrà trovarlo. Trovarlo significa anche pianificare il mio lavoro e mettermi nelle condizioni di poter essere una moglie realizzata.

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