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Come sgridare i bambini: il metodo delle educatrici

Come sgridare i bambini
Come sgridare i bambini

Come sgridare i bambini

Riunione di inizio anno all’asilo nido. Tra i vari argomenti, le educatrici ci hanno anche spiegato il metodo che utilizzano per riprendere i bambini che fanno qualcosa di sbagliato (come dare morsi, tirare i capelli o lanciare i giocattoli). Si tratta comunque di bambini di circa due anni (più o meno). E bisogna fargli capire che certi comportamenti non sono corretti.

Le educatrici hanno voluto spiegarlo perché tra alcune mamme si stava spargendo voce che erano abituate a mettere i bambini in punizione, con la faccia al muro. Questo perché un bimbo ha raccontato alla mamma di essere stato messo “al muro” e giustamente la mamma aveva chiesto spiegazioni alle educatrice sui loro metodi educativi.

Il metodo delle educatrici

In pratica, se un bambino fa qualcosa che non dovrebbe fare, le educatrici gli dicono che non si fa. E per spiegarglielo si mettono alla sua altezza, guardandolo negli occhi. E facendo con la mano il gesto che non si fa.

La faccia deve essere seria e non arrabbiata. Ma è importante che sia seria perché il bambino deve capire che in quel momento non stanno giocando o scherzando. Inoltre non si devono etichettare i bambini dicendo loro che sono stati cattivi o monelli. E’ il comportamento che è sbagliato, ma questo non significa che il bambino abbia problemi. Bisogna solo fargli capire che quel determinato comportamento non si deve fare.

Se il bambino continua a fare le stesse cose, anche dopo che l’educatrice gli ha spiegato che non si deve fare, allora a quel punto il bambino viene fatto sedere per calmarsi. Viene messo o vicino al muro oppure vicino a un mobile (perché secondo loro sarebbe il posto migliore per contenerli) e l’educatrice si siede vicino a lui o a lei.

Cosa molto importante, il bambino non viene mai messo con la faccia al muro, ma sempre rivolto verso la classe. Quando poi il bambino si è calmato, torna da solo a giocare con gli altri.

Nel momento in cui un bambino viene fatto sedere, le educatrici non parlano mai di “punizione“, ma di “riflessione“. Il bimbo viene invitato a riflettere sul comportamento che ha avuto. Nel periodo in cui il bambino rimane a riflettere sul suo comportamento, è sempre affiancato dall’educatrice e non viene lasciato solo.

Inoltre a nessun bambino viene detto di chiedere scusa a un altro bambino, perché secondo loro, essendo così piccoli, non comprendono fino in fondo il significato delle scuse. E quindi obbligarli a chiedere scusa non avrebbe molto valore per loro. Ma gli fanno vedere qual è stata la conseguenza del loro comportamento, ad esempio se l’altro bambino piange oppure se gli è rimasto un segno sul braccio per il morso ricevuto.

Ci hanno anche consigliato di utilizzare lo stesso metodo anche a casa, in modo da garantire una continuità tra casa e nido. A dirlo sembra facile… ma è la pratica che è più complicata!

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