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Asilo nido notturno: opportunità o inutilità?

bambino dorme
Bambino dorme

A Roma apre il primo asilo nido aperto anche di notte e sul web scoppia la polemica. In pratica la notizia è questa: il prossimo 10 aprile aprirà nel quartiere romano di Torrevecchia il primo asilo nido che sarà aperto 24 ore su 24 e darà la possibilità ai genitori di lasciare i bambini anche di notte (o dalle 19.00 alle 24.00 o dalle 24.00 alle 7.00). Una notizia che è rimbalzata su molti gruppi frequentati da mamme e genitori su Facebook ed i commenti hanno rasentato la polemica.

Questo perché sono in molti a ritenere che sia vergognoso o addirittura indecente e “fuori di testa” che si possano lasciare i bambini al nido di notte. Il bambino, soprattutto durante la notte, ha bisogno di stare con i genitori. Ha bisogno di dormire nel suo lettino. Di stare in un posto dove si sente al sicuro. E soprattutto, se si sveglia, ha bisogno di essere coccolato dalla mamma e non da una estranea. E quindi vengono attaccate le mamme che possono anche solo pensare di lasciare i bambini a dormire in questa struttura.

Molte persone hanno contestato anche il fatto che si possa parlare di questa struttura come di un asilo nido serale e notturno. Piuttosto dovrebbe essere definito un dormitorio. Perché l’idea di asilo nido presuppone che si educhi il bambino e che venga portato avanti un percorso formativo, mentre se viene lasciato solo per la notte, non si può parlare di educazione. Per questo “dormitorio” sarebbe la dicitura più corretta.

Questo nido nasce dall’idea che nella città di Roma mancava un servizio simile, nonostante ci fosse una reale esigenza. In questo modo i genitori potrebbero avere la certezza di lasciare i propri bambini in un “luogo sicuro e professionale“. L’idea è nata pensando soprattutto ai “lavoratori con turni serali e notturni e alle famiglie monoparentali“. Al momento sarà aperto solo per il turno serale e notturno, poi da settembre aprirà anche il giorno, in convenzione col Comune di Roma. Per lasciare i bambini nel primo turno (fino a mezzanotte) si pagheranno 19,50 euro. Mentre per lasciarli tutta la notte, si pagheranno 45 euro.

Ovviamente pensare che questo nido notturno possa servire a chi deve fare turni di notte per lavoro o a chi è separato dà all’idea un altro significato. Pensare di lasciare il bambino a dormire al nido per andarsi a divertire sarebbe un po’ diverso. Ma nonostante questo l’idea non convince molte educatrici e maestre e molte persone che hanno voluto dire la loro opinione, contrastando chi invece la considera una opportunità per tutti quelli che lavorano di notte e non hanno nessuno che li possa aiutare con i bambini.

E la polemica procede. C’è chi sostiene che piuttosto che pagare 45 euro per lasciare il bambino tutta la notte al nido, sarebbe meglio pagare una baby-sitter, che può venire a casa, in modo che il bimbo possa dormire nel suo ambiente familiare. C’è chi sostiene che non è possibile che chi lavora su turni di notte non riesca ad organizzarsi diversamente e possa pensare di lasciare il bambino al nido. Ed ancora chi sostiene che bisogna pensare prima di tutto al bene del bambino, che deve assolutamente dormire a casa, nel suo letto. Chi arriva a dire che poi non ci si deve lamentare se, una volta diventati adolescenti, questi bambini avranno dei problemi relazionali e comportamentali (ma non sarà troppo?!?)

Se non si riescono a trovare altre soluzioni o non si vogliono fare sacrifici per il loro bene, allora sarebbe meglio non farli i figli. Se si fanno turni di notte ed il datore di lavoro non è disposto a modificarli, almeno per i primi anni di vita del bambino, allora meglio licenziarsi. Meglio fare qualche sacrificio in più e non pensare ai soldi, piuttosto che ricorrere a simili soluzioni. Meglio non avere un lavoro se questo toglie troppo tempo e non permette di potersi occupare dei propri figli. Tutte accuse che chi invece la ritiene una buona idea trova assurde, sottolineando che invece si tratta di un “grande esempio di civiltà“.

A parte il fatto che, di questi tempi, chi può permettersi di rinunciare al lavoro? E comunque le persone favorevoli cercano di far capire che potrebbe essere un’utile occasione per chi deve uscire molto presto la mattina (penso a chi ad esempio fa le pulizie negli ospedali ed esce da casa alle 4.00 di mattina) o chi deve fare turni serali e/o notturni. Ma chi si oppone è fermamente contrario al principio alla base di questa iniziativa. Si possono trovare benissimo soluzioni alternative, che rispettino i reali bisogni del bambino e non le esigenze dei genitori.

A me comunque qualche dubbio rimane. E penso magari alle donne separate o alle ragazze madri, che fanno lavori in cui si deve lavorare anche di notte e non hanno parenti vicino che possano aiutarle. Donne a cui magari un servizio del genere potrebbe essere d’aiuto. Perché magari potrebbe essere più economico rispetto a dover pagare una baby-sitter che rimanga tutta la notte (veramente come dice qualcuno una baby-sitter rimarrebbe per meno di 45 euro per tutta la notte?!?).

Ovviamente soluzioni alternative si possono trovare. Ma se una persona non riuscisse a trovarle, sbaglierebbe così tanto nel pensare di lasciare il bambino al nido di notte? Alla fine qualunque genitore cerca di agire per il bene del proprio figlio. E se sceglie di lasciarlo al nido di notte non lo fa di certo pensando che questa cosa possa nuocere al suo bambino.

Insomma, l’idea di un asilo aperto anche di notte è una interessante opportunità da cogliere (per chi ne ha reale necessità) oppure un’idea malsana che si propone come un “appoggio alle famiglie” ma in realtà non è così?

Il dibattito continua…

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