Volevo essere Mary Poppins

A pensarci bene, la linea che separa una mamma con i contro C., che educa suo figlio facendosi largo tra bizze e difficoltà e una mamma intransigente ed opprimente, è sottilissima.

Ma anche nei bambini di ultima generazione, le istruzioni non esistono, nemmeno da scaricare nello Store.

Mille dubbi, tantissime incertezze, infiniti “se avessi fatto così”, sono all’ordine del giorno.

Giorni in cui ci sentiamo le più pignole Signorine Rottermaier ed altri, le più libere Heidi.

Circondate da continui commenti di chi ha preso la laurea in Bambinologia ed Educazione con i bollini del benzinaio ed ha avuto persino uno zaino termico in regalo.

Arriva la zia Pinuccia che sbraita: “e lascialo fare ‘sto ragazzino che è piccino!”, ma sua sorella, zia Armanda ribatte: “Ennò! Se non lo tiene a bada, l’avrà perso per sempre!”

O Santa Polpetta!!!! Che angoscia! Come ti muovi ti muovi, o ti ritroverai uno stoccafisso che dice solo “Sì certo mammina!” o un rottweiler che ti ringhierà di andare a quel paese sette giorni su sette.

Bel dilemma.

Ci pensavo proprio in questi giorni all’ansia da prestazione che avevo con Giacomo piccolo. Quella per cui non solo non sai come sarà il domani, ma quasi quasi nemmeno la sera stessa.

Un po’ come quando si impara a guidare, di fronte a certi suoi comportamenti dovevo ripetermi la sequenza frizione-acceleratore-freno per non rischiare di sfracellarmi in un muro.

Per quanto tempo va bene che guardi la televisione? 34 minuti? 47? 19,23 o 116?

A che ora è meglio che vada a letto? E quanto deve mangiare prima di poter mangiare un dolcetto? O i dolcetti non vanno dati?!?!?!

La mia ansia era così feroce che stava diventando anZia.

Così, un giorno decisi di scrivermi le istruzioni da sola.

E tra la Signorina Rottermaier e Heidi, scelsi di ispirarmi a Mary Poppins.

Ahhhhhh sì, lei sempre così sicura, sorridente, capace in ogni momento di capire cosa fosse opportuno e cosa no; ma soprattutto, capace di mettere a posto la stanza dei bambini con uno schiocco di dita!!!!

Una borsa sempre piena di mille cianfrusaglie l’avevo, qualche anno di danza alle spalle mi permetteva di poter tenere i piedi in quel suo modo buffo –  e mi sarei potuta attrezzare per un ombrello con manico a forma di pappagallo.

Cominciai a cantare con i passerotti e a dire “opplà” ogni due parole.

Un giorno decisi di misurare la mia altezza, certa che avrei trovato scritto. “Praticamente perfetta sotto ogni aspetto”.

Ma con mio grande stupore, trovai un altra dicitura:

Com’era mai possibile? Mi indignai!!!!

Ma poi mi si accese la lampadina e capii l’unica cosa vera di tutta questa storia:

che noi mamme dobbiamo fare quello che ci sentiamo e non quello che ci dicono gli altri. Sia se siamo delle istitutriciinside, degli spiritiliberi o delle mammebradipe come me. Possiamo chiedere consigli, farci aiutare, ma ascoltiamo quello che dice il nostro cuore.

Non ci serviranno poteri magici, ma solo il nostro istinto.

Nulla ci vieta comunque, di sperare sempre in un po’ di magia portata dal vento!

Vento dall’est
la nebbia è là
qualcosa di strano fra poco accadrà.
Troppo difficile capire cos’è  
ma penso che un ospite arrivi per me.

 

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