Bisogna prima imparare a mediare se stessi (sembra facile!)

MEDIAZIONE FEUERSTEIN

Ho finito il corso PAS BASIC 1 Feuerstein la scorsa settimana e non sono riuscita a scrivere una parola per giorni. Quello che sta accadendo dentro di me mi piace a fasi alterne.

Non mi riconosco più. E mi manco anche tanto. A volte.

In altre situazioni mi stupisco delle mie insolite reazioni.

Quello che mi lascia il corso è una metamorfosi che piano piano sta modificando alcuni lati del mio carattere, quelli più istintivi e passionali. Nel corso degli anni avevo imparato a non considerare la mia impulsività come un difetto ma ne avevo fatto una risorsa. Non reagire più agli stimoli nella maniera prevista mi spiazza.

Non ho ancora capito se sia un bene oppure no.

Quel che è certo è che ho acquisito una nuova consapevolezza di me stessa e delle mie potenzialità e che gli stimoli esterni non vengono più elaborati dalla mia mente nello stesso modo. Ad esempio mi è capitato di essere molto arrabbiata con mio figlio. Prima avrei sicuramente urlato. Invece mi sono seduta, ho chiamato mia figlio a sedersi accanto a me e gli ho spiegato con fermezza per quale motivo il suo atteggiamento mi amareggiava.

Ecco. Poi mi sono sentita meglio. Sicuramente meglio di quando urlavo.

Oppure ho tenuto un corso per adulti e non ho avuto bisogno di usare le tecniche d’aula per mantenere viva la concentrazione. Sembrava che fossi magnetica.

CHE COS’E’ LA MEDIAZIONE

La mediazione è uno dei punti cardine del metodo Feuerstein.

Ma se cercate in rete che cos’è la mediazione non troverete una definizione ma solo tanti esempi di apprendimento mediato. E dunque la mediazione è quel processo per cui il mediatore elabora gli stimoli dell’ambiente per proporli all’organismo della mediazione (bambino o adulto che sia). Ho usato i termini specifici ma l’idea è che tu, adulto, prima di proporre qualsiasi input ad un bambino selezioni accuratamente cosa fare. Il caso classico è quello della pentola sul fuoco. Per insegnare ad un bambino che la pentola sul fuoco brucia fai avvicinare la sua manina alla pentola e gli fai sentire la differenza di calore. In questo modo lui imparerà che la pentola scotta e non la toccherà prima di averne testato con cautela, avvicinando la manina, il grado di calore. Senza mediazione, probabilmente, il bambino si sarebbe bruciato.

I CRITERI DELLA MEDIAZIONE

La mediazione è un processo che viene fatto da genitori ed insegnanti quotidianamente, quasi senza accorgersi ma è importante capire come fare una mediazione efficace. Ci sono ben 12 criteri di mediazione:

  •     Intenzionalità e reciprocità;
  •     Trascendenza;
  •     Mediazione del significato;
  •     Mediazione del senso di competenza;
  •     Mediazione della regolazione e del controllo del comportamento;
  •     Mediazione del comportamento di condivisione;
  •     Mediazione dell’individualità e della differenza psicologica;
  •     Mediazione della ricerca, della pianificazione e del conseguimento degli scopi;
  •     Mediazione della sfida nei confronti di sè stessi, della ricerca della novità e della complessità;
  •     Mediazione della consapevolezza della modificabilità umana e del proprio cambiamento;
  •     Mediazione dell’alternativa ottimistica;
  •     Mediazione del sentimento di appartenenza alla collettività.

E dunque quello che sta accadendo nel mio caso è una mediazione della regolazione del controllo del comportamento e dell’impulsività.

Ma io non sono sicura di voler essere mediata nonostante i risultati molto positivi in ambito lavorativo. Mi sembra di vivere una vita a metà senza picchi di esaltazione pura e di pessimismo cosmico.

Precedente Tornano al cinema Ash e Pikachu con i Pokémon | video Successivo Come sopravvivere a tua suocera: post semiserio tra consigli e riflessioni