Allergia al frumento, celiachia, intolleranza al glutine

ALLERGIA AL FRUMENTO, CELIACHIA, INTOLLERANZA AL GLUTINE: “Cosa hanno in comune? Beh, a pensarci bene… solo il glutine!”

L’allergia al frumento, la celiachia e l’intolleranza al glutine spesso vengono confuse. In realtà l’unico elemento che le accomuna è il glutine.

glutine
Vediamo insieme di chiarire le idee, per aiutarci ed aiutare quanti siano affetti da queste patologie.

 

  • L’ALLERGIA AL FRUMENTO
    Il glutine è un complesso proteico contenuto nel frumento. Nell’allergia il sistema immunitario reagisce in maniera anomala ad una o più proteine del frumento, generando sintomi di varia gravità che possono interessare l’apparato respiratorio (rinite, starnuti, tosse, asma, senso di soffocamento, difficoltà respiratoria), la cute (orticaria, prurito, edema, dermatite), l’apparato gastrointestinale (nausea, crampi addominali, vomito, diarrea, muco e sangue nelle feci), l’apparato circolatorio (calo della pressione, collasso), l’apparato neurologico (senso di stordimento, perdita di coscienza), fino ad arrivare all’anafilassi, o “shock anafilattico”, una reazione allergica sistemica e pericolosa per la vita.

    I sintomi generalmente si manifestano entro due ore circa dall’ingestione dell’alimento contenente l’allergene. In alcuni casi l’esercizio fisico, dopo aver ingerito frumento, può far scatenare una reazione allergica, che altrimenti non si sarebbe manifestata. Nei casi più gravi i sintomi possono comparire anche dopo l’inalazione o il solo contatto cutaneo.
    Se si sospetta allergia verso il frumento, occorre effettuare al più presto una visita specialistica. Quindi, il medico di riferimento è l’allergologo. L’allergologo provvederà a diagnosticare la presunta allergia raccogliendo la storia clinica del paziente e approfondendo tramite il prick test, ovvero il test allergologico cutaneo, le analisi del sangue per ricercare gli anticorpi specifici ed il test di provocazione orale (TPO). Eventuali test alternativi sono assolutamente da evitare.
    A seconda delle proteine coinvolte nell’allergia sarà necessario seguire una dieta rigorosa, prescritta dall’allergologo. I prodotti per la celiachia e gli alimenti senza glutine non sempre sono adatti alla dieta dell’allergico al frumento, in quanto il glutine non è la sola proteina del frumento a cui si può essere allergici. La presenza anche in tracce dell’allergene potrebbe essere causa di una reazione allergica anche grave. Occorre perciò leggere sempre molto attentamente le etichette dei prodotti. In caso di dubbio, è bene accertarsi dell’effettiva presenza dell’allergene, contattando direttamente l’azienda produttrice.
    È infine indispensabile avere sempre con sé i farmaci prescritti dall’allergologo e saperli utilizzare correttamente, soprattutto l’iniettore o penna di adrenalina, farmaco salvavita nelle reazioni di anafilassi, ed è importante verificare nel tempo l’evoluzione dell’allergia, pianificando controlli regolari in accordo col proprio allergologo.

  • LA CELIACHIA
    Nella celiachia il glutine è il “trigger” della reazione immunitaria, che però si scatena verso costituenti propri dell’organismo, causando ingenti danni alla mucosa intestinale, come l’atrofia dei villi, e un’infiammazione cronica. Non a caso questa patologia è detta di tipo “autoimmune”.
    Le conseguenze tipiche della celiachia vanno dalla diarrea profusa con marcato dimagrimento, fino a sintomi extra-intestinali e ad altre malattie autoimmuni. La celiachia non trattata può portare a complicanze anche severe, come ad esempio il linfoma intestinale.
    La celiachia, come l’intolleranza, ma non come l’allergia al frumento è indotta esclusivamente dall’ingestione di alimenti contenenti glutine.
    Il medico di riferimento per le persone affette da questa patologia è il gastroenterologo. La ricerca degli anticorpi anti-gliadina, anti-endomisio e anti-transglutaminasi, che si formano quando il glutine viene ingerito dal paziente con celiachia, e la biopsia della mucosa duodenale sono i test che di norma vengono utilizzati dal medico per diagnosticare la celiachia.
    Il glutine è presente nel frumento (grano tenero o grano duro), farro, orzo, avena (tranne quella presente nel Registro Nazionale del Ministero della Salute), segale, monococco, grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut®), spelta (o greunkern o grano verde greco), triticale. In linea di massima tutti i cereali e gli alimenti contenenti glutine devono essere esclusi totalmente dalla dieta. La sua presenza, anche in tracce, potrebbe generare problemi. Occorre perciò leggere sempre molto attentamente le etichette dei prodotti alimentari, affidandosi ai prodotti specifici inseriti nel Registro Nazionale del Ministero della Salute. Questi alimenti devono riportare l’indicazione “senza glutine, specificamente formulato per celiaci” o “senza glutine, specificamente formulato per persone intolleranti al glutine”. Ricordiamo che anche la dicitura “senza glutine” o “gluten free” garantisce non solo l’assenza di glutine o cereali contenenti glutine tra gli ingredienti (glutine < 20 ppm), ma anche l’assenza di potenziali fonti di contaminazione durante tutto il processo produttivo.
    La terapia è la dieta priva di glutine e va seguita con rigore per tutta la vita.
  • L’INTOLLERANZA AL GLUTINE
    L’intolleranza al glutine, anche conosciuta come Gluten Sensitivity o NCGS (Non Celiac Gluten Sensitivity), è una patologia caratterizzata dalla presenza di sintomi intestinali ed extra-intestinali a seguito dell’ingestione di alimenti contenenti glutine, in pazienti in cui celiachia e allergia al frumento siano già state escluse.
    Fra i sintomi intestinali troviamo: dolori addominali, meteorismo, rumori intestinali, diarrea, ridotta consistenza delle feci, urgenza alla defecazione, stitichezza, sensazione di incompleta evacuazione delle feci, nausea, bruciore a livello dello sterno, eruttazioni, mal di stomaco. I sintomi extra-intestinali invece sono: ridotta energia, malessere generale, mal di testa, depressione, ansietà, mente annebbiata, afte, alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo, dolore alle articolazioni, dolori muscolari, asma, riniti, eruzioni cutanee.
    L’intolleranza al glutine, come la celiachia, ma non come l’allergia al frumento è indotta esclusivamente dall’ingestione di alimenti contenenti glutine.
    Gli specialisti a cui rivolgersi nel caso di una presunta intolleranza al glutine sono: l’allergologo, il gastroenterologo e il nutrizionista. Purtroppo non esistono al momento test specifici per diagnosticare la patologia, quindi l’unica cosa da fare è escludere l’allergia al frumento e la celiachia con gli opportuni test diagnostici.
    Il glutine è presente nel frumento (grano tenero o grano duro), farro, orzo, avena (tranne quella presente nel Registro Nazionale del Ministero della Salute), segale, monococco, grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut®), spelta (o greunkern o grano verde greco), triticale. In linea di massima tutti i cereali e gli alimenti contenenti glutine devono essere esclusi totalmente dalla dieta.
    Se ci sono quindi evidenze sufficienti per supporre l’intolleranza al glutine, la terapia è evitarlo, con la finalità di controllare i sintomi.

Dott.ssa Rachele Cesaroni

Vicepresidente di Cibo Amico Allergia Alimentare e Anafilassi

FONTI:
Cibo Amico Allergia Alimentare e Anafilassi (www.ciboamico.it)
AIC, Associazione Italiana Celiachia (www.celiachia.it)

 

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