Chiamatemi pure papà

PAPÀ

papà

Era già successo con tuo fratello due anni e mezzo fa.

Già lui mi aveva fatto questo scherzetto trasformando un uomo tutto di un pezzo in un ospite qualunque della De Filippi che si commuove senza ritegno.

Io me ne stavo lì tranquillo e come sottofondo avevo i gorgoglii di Samuel, i suoi versetti indefiniti e poi di improvviso lui mi aveva sparato in faccia la sua prima parola:

PA-PÀ!

Così a tradimento. Senza preavviso. Senza neanche preannunciarmi l’evento che so con un invito su Outlook, su Facebook o almeno con la classica frase:

“siediti un attimo uomo. Devo dirti una cosa”.

Io però dopo due anni e mezzo mi ero dimenticato che cosa volesse dire essere chiamato “PAPÀ” per la prima volta. Mai nessuno lo aveva fatto prima. Con quella vocina così incerta eppure così decisa.

Sopratutto ormai mi ero convinto che quelle fortune capitano una sola volta. Che quel momento sarebbe stato archiviato nella libreria della mia memoria sotto la voce: “COLOSSAL, IRRIPETIBILE”.

Pensavo che tu avresti detto prima altre parole nell’ordine :

-mamma,
-pappa,
-nanna,
-top,
-non c’ho sbatti,
-non taggarmi,
-acido deossiribonucleico

E poi, forse, PAPÀ ma solo per chiedermi la prima mancia.

Invece anche tu mi hai fatto lo scherzetto. Due giorni fa. Sempre a tradimento.

Proprio mentre tuo fratello era via con i nonni e io già pensavo: “bella adesso mi godo questa libertà vigilata.”

E invece come un’emozione che esplode in petto anche la tua prima parola è stata quella:

PA-PÀ!

L’ho ascoltata più volte. Non era pappa, non era Peppa. Volevi proprio me.

Due su due. Mannaggia a te. Mi sa che devo far posto nella mia libreria.

Il colossal non è stato irripetibile, anche il sequel non scherza.

Autore Daniele Marzano di Guida senza patente (mettete un bel like alla sua pagina)

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Mamma e figlio

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