Come sono fatti i flauti? L’ho visto dal vivo!

Quando mi è arrivata la mail dell’invito stentavo a crederci. Ad invitarmi è stato merendine italiane insieme a the talking village e alle agenzie INC e dell’associazione italiana industrie pasta e dolci AIDEPI.

Ci tengo a ringraziare tutti loro per avermi dato questa grande opportunità. le mie strepitose compagne di viaggio blogger, alcune già le conoscevo, altre sono diventate una piacevole scoperta!

Avevo una lista lunghissima di domande, TANTI PREGIUDIZI, e le domande le ho fatte tutte. Domandare è lecito. rispondere è cortesia. Io mi sarei mandata a quel paese dopo 10 minuti. da sola.

Mi ritrovo nello stabilimento di Melfi, in Basilicata, non c’è il mulino Bianco. Non c’è Banderas. Ma c’è il signor Paolo che ci accoglie. Il signor Paolo è il direttore dello stabilimento e ci tiene, come primo argomento, a dirci quanto si senta fiero di far parte di quella squadra di 350 persone che non hanno mai conosciuto cassa integrazione, che si aiutano a vicenda come una grande famiglia. (la famiglia ideale del mulino bianco?)

Ascolto.  E mi conquista con la sua semplicità. E le mie certezze vanno a farsi friggere pian piano.

Cominciamo a rompere le uova nel paniere. La prima domanda riguardala lievitazione naturale. “che vuol dire naturale?” vuol dire che non usiamo il lievito chimico-spiega il signor Paolo-qui facciamo la pasta madre. HA DETTO PASTA MADRE. l’ha detto. ho capito bene. Ma io sono come san Tommaso. Se non vedo non credo.

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E le uova? da dove vengono le uova? Sono allevate a terra-spiega il signor Corrado-eh si. si fa presto a dire allevate a terra. Ma di che categoria sono? zero-1-2? Non lo sanno. Attendo risposta. Ma ci tengono a dire che son 2 anni che vincono il concorso Good egg che premia le aziende che scelgono le uova di galline non allevate in gabbia.

E la farina? da dove viene la farina? Il signor Paolo ci spiega che la farina è italiana all’85% francese e americana per il restante 5%.  Rispondono a tutto con gentilezza e semplkicità. Rispondono con grafici, numeri, con garbo e criterio.

E vi giuro che io e le mie colleghe non facevamo domande simpatiche.

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E perchè tanti zuccheri in una merendina? e perchè tanti grassi? loro si sono rifatti agli studi delle tabelle nutrizionali e ci fanno vedere come un panino con il prosciutto cotto contenga più calorie e grassi e proteine di una merendina. E poi si, hanno fatto anche lo studio sulla sazietà. Una merendina, un frutto e un succo sono sufficienti per una merenda bilanciata.

ma mi conquistano davvero quando mi portano dietro le quinte. lì dove si fanno i flauti. lì dove la mia amica chiara rompe la pagnotta di pasta madre di fronte all’addetto al rinfresco siG. Nicola Cringoli (io non potevo perchè avevo lo smalto. maledetta HACCP!!!)

li dove il signor Corrado mi dice:”venga, le farò fare una esperienza indimenticabile che non si ripeterà mai più” e prende un flauto al latte dalla macchina, caldo e fragrante e me lo fa assaggiare. E’ buonissimo. niente a che vedere con quello che arriva sugli scaffali.

E perchè? e perchè anche la torta di casa mia il giorno dopo è meno buona. e dopo una settimana meno ancora. Nessun conservante. le merendine vengono imbustate ancora calde.

certo è che da oggi non diventerò una consumatrice seriale di merendine. Ma non mi sentirò nemmeno più in colpa a comprarne un pacco ogni tanto.

Perchè io ci credo all’etichetta ora che ho visto coi miei occhi. e caspita! penserò al signor Paolo e a questa meravigliosa esperienza comprando un pacco di Flauti!

chiara ed io allo stabilimento di melfi

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