Stessi genitori ma figlie diverse

La mia prima figlia l’avevo immaginata così, come in realtà è, con le guance paffute e i capelli mossi sulle punte che la faranno litigare con la piastra una volta grande.
Con la costanza e la pazienza di suo padre, con la mia lacrima facile.
Sapevo che sarebbe stata dolce come quelle torte al cioccolato che nelle diete non puoi nemmeno guardare.
Sempre allegra, con gli occhi grandi e ciglia lunghe.
Quel fiore viola di cui porta il nome, che le calza alla perfezione e quella complicità tra noi che spero non finisca mai.

La mia seconda bimba la pancia la divideva con suo fratello, è nata guerriera e un po’ incazzata col mondo, come sapesse già dall’ inizio che avrebbe dovuto urlare più forte di lui per farsi sentire.
Aveva sempre il broncio sotto quel ciuccio enorme, immersa in quel colore confetto che tanto mi piaceva.
Permalosa e bellissima, affettuosa e sfacciata con un l’ unicorno sotto il braccio che non lasciava mai.
Iris, e la cotta per il suo compagno di banco che le fa battere il cuore, che fa si abbia una “vita sentimentale” più stabile della mia, che disegna cuori sui vetri appannati, sulle pagine del diario. Che ama tanto e lo dimostra senza dirlo.
Gaia, che se le vai a genio ti prende la mano e ti trascina con se, che non ha mezze misure.
Che parla coi sassi, che tenta di fidanzarmi con chiunque abbia un cane e un po’ di tatuaggi, e non serve a nulla dirle un minuto prima di arrivare alla cassa del supermercato “Gaia non dire niente al cassiere NON MI PIACE” perché lei mentre appoggia i kinder e il sapone gli racconterà che la sua mamma (Io) non si cerca un fidanzato e quindi lo sta facendo lei per me.

Lei che per anni ha sposato la dieta del latte con le gocciole e alla soglia della prima elementare ha capito che mangiare è un’ altra cosa.
Lei che ama e te lo dice, e se non capisci ti guarda negli occhi e te lo ripete.
Tulle e ballerine, portate con eleganza da una, e con disinvoltura e leggerezza dall’ altra.
Da una parte Barbie e Ken che si amano, dall’ altra la stessa barbie che esce a cena con Batman. Due sogni diversi, uno ambientato a Parigi a fare la stilista sposa del suo Riccardo, l’ altro in un bosco incantato a curare gli unicorni.

Stessa mamma e stesso papà ma due mondi opposti, due linee parallele che non si incontrano mai, se non raramente.

Precedente Caro Babbo Natale, da quest' anno non ti scrivo più.. Successivo Sei mesi per lasciarlo. Quei 180 giorni che non ci restituirà indietro nessuno

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.