Viaggi selvaggi a 20 anni e viaggi sicuri a 40

L’11 Settembre partiremo per Londra.
Non è una data casuale: Andrea compirà 42 anni e Matteo 7. E’ il regalo che la mia famiglia fa a se stessa per festeggiare anche i miei 40 compiuti a Maggio. Diciamo che è un dono cumulativo!
VIAGGI E PIANIFICAZIONE – Ho pianificato tutto nei minimi dettagli: appartamento in centro prenotato a maggio, volo prenotato a Giugno, attrazioni prenotate a Luglio, itinerari pronti e stampati con tanto di persorsi bus e metro.
L’ultimo viaggio all’estero risale al 2002. Avevo 28 anni ed ero “inconsapevole”.
Mi piace definirmi “consapevole” a 40 anni.
VIAGGIARE CONSAPEVOLMENTE – Nel lontano 1995 visitavo India, Bangladesh e Thailandia, nel 1996 ero in Nepal e sull’Everest. Poi ho visto la maggior parte delle capitali europee ma quei viaggi selvaggi, senza prenotare, con un trolley e poco più sono dentro di me a ricordare che no: non si può partire “inconsapevolmente” a 40 anni.
LE CAPITALI EUROPEE – Mi sono innamorata di Rotterdam e ho fortemente voluto andare a viverci per anni. Ho amato le strade pulite e l’aria gelida del nord di Copenaghen e la multiculturalità di Amsterdam con le sue biciclette e i palazzi variopinti. Ho adorato Praga e i castelli, i palazzi e il Danubio.

                                                                          Rotterdam

L’ASIA – Ho visto piantagioni di oppio e miniere di gemme preziose, ho visto mari di cristallo popolati da barracuda, ho visto bambini con i nasi schiacciati contro la vetrina del ristorante in cui stavo cenando. Mi sono dovuta fermare per un tempo interminabile a causa di una mucca che stava attraversando la strada. Ho visto templi d’oro e povertà infinita. Ho visto la kumari. E dopo averla vista, una volta tornata a casa, ho guardato tutti i documentari a riguardo.

                                                                   La Kumari

Ho dormito in un rifugio con 8 candele a disposizione sull’Everest.
Ho viaggiato a più 10.000 mt su un aereo non pressurizzato con l’ovatta nelle orecchie e sono atterrata in un campo sterrato.
Ho volato 14 ore da sola da Roma a Bankok, poi altre 2 ore per kophangan. Ho preso un battello per ko samui e poi per ko tao.
Ho ballato al “full moon party” per una notte intera.

                                                                          Ko samui

Non lo rifarei mai oggi.
Non perchè non abbia il senso dell’avventura, solo perchè oggi mi piace tenere le cose sotto controllo. Voglio sapere cosa visitare nei luoghi in cui vado prima di andare, voglio sapere quali sono le abitudini, le usanze, i piatti tipici prima di lasciare casa mia.
E ho voluto essere assicurata stavolta con una polizza simile a quella di Allianz global assistance.  Perchè i bagagli si perdono, i coralli fanno venire le infezioni, i bellissimi hotel sui volantini potrebbero assomigliare alla stamberga strillante di Harry Potter. Non succede, sia mai. Ma se dovesse accadere io mi sentirei più protetta.

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