Noi, la scuola e il metodo Feuerstein

Non abbiamo passato dei mesi tranquilli da quando è cominciata la scuola. Abbiamo attraversato momenti di grande sconforto alternati a mesta rassegnazione.

Una scuola che non è come ce l’aspettavamo. 
Fare spallucce di fronte ai problemi non è quello che avremmo voluto trovare.
Invece è andata proprio così. 
La mensa non funziona.
C’è la muffa in classe.
Alcuni bambini non riescono a seguire il programma.
Le classi non vengono deterse da 4 mesi.

Nonostante una preside molto attenta ai problemi dei genitori, delle maestre capaci, i problemi della scuola pubblica rimangono tutti nella loro grandezza: l’immobilismo dei genitori. 
La mancanza della forza della coesione nel PRETENDERE che la scuola funzioni davvero. Perchè in fondo, a tutti va bene così. 
MA A NOI NO. 
E dopo aver lottato con un manipolo di genitori infelici abbiamo deciso che no. Noi vogliamo un ambiente diverso per nostro figlio. 
La risposta univoca è stata:”Nessuno si lamenta, solo voi avete recriminazioni, a tutti sta bene ma non a voi. Andate via voi.
Abbiamo cercato delle alternative nella zona fino a quando siamo approdati in un mondo sconosciuto, un metodo educativo diverso, che sconvolge per la estrema semplicità pedagogica: 
potenziare i punti forti e migliorare i punti deboli
E così il prossimo anno cominceremo l’avventura in una scuola che applica il metodo Feuerstein
Avrò modo di affrontare l’argomento nei prossimi post, intanto posso dire che la scuola è molto graziosa, adotta il maestro unico e i bambini ruotano nelle tre classi: aula polivalente, aula scientifica e aula letteraria. In quest’ultima c’è la lim e i tablet perchè i bambini utilizzano gli strumenti multimediali in classe, nella quotidianità. Mangiano cibo bio ogni giorno e fanno inglese ogni giorno.

Completano l’offerta formativa laboratori di arte e drammaticità, psicomotricità e musica.

Matto sembra felice di cambiare scuola. Purtoppo non è contento di frequentare quella in cui va attualmente. Nonostante si sia integrato con i compagni e voglia bene alle maestre, nonostante abbia un buon profitto, lamenta il fatto di sentirsi stupido, poco stimolato (nessuno è mai felice delle cose che faccio) e poco compreso. Inoltre mal sopporta i compiti a casa, ogni giorno si lamenta perchè non ha più tempo di giocare, di pensare, di oziare.

Speriamo, con questa scelta, di ritrovare la serenità di un bambino e di tutta la famiglia.
Avere il coraggio di cambiare e tornare sui propri passi, rivedere scelte e convinzioni è d’obbligo quando si sbagliano le valutazioni iniziali. E noi l’abbiamo fatto.

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5 commenti su “Noi, la scuola e il metodo Feuerstein

  1. Seguirò con molto interesse questa serie di post, la mia piccola è solo al primo anno di asiloma la sua scuola (che comprende anche scuole elementari) organizzerà dall’anno prossimo una sezione sperimentale Montessoriana, sto cercando di capire com’è il mondo scolastico al di fuori di cattedra e compiti. Sperando che questo esperimento duri almeno fino al suo primo anno. I dubbi sono molti, ma ho tempo per leggere e capire!
    Spero per voi che riusciate a ritrovare la serenità e che la nuova scuola sia quella giusta!

  2. grazie a tutte, è stata una scelta molto sofferta ma necessaria. Io non reggo nemmeno questo ultimo mese figuriamoci altri 4 anni.

  3. Ciao, non conosco il metodo di cui parli ma se non vi trovate bene fate BENE a cambiare. Non è facile, ma a volte non c’è alternativa. Bello però che non eravate da soli a manifestare il vostro disagio..

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