Quando si fa marketing in cucina

Sorrido sorniona.
Penso che il web mi da tante soddisfazioni.
Ieri, dopo il consueto appuntamento creativo all’agrinido, sono stata all’open kitchen day a casa di Flavia con Chiara e Marcella.
Con Flavia e Chiara ho passato insieme anche il capodanno, Marcella è stata una piacevole sorpresa.

E si perchè ho deciso che milioni e milioni di idee, miriadi di “annamo, facciamo, brighiamo, famolo, dimolo…” andavano, in qualche modo, selezionate per essere messe in pratica.
Ne abbiamo scelte un paio con Chiara. Per le altre due avevo bisogno di Flavia.
Lei mi ha mandato una fantastica mail piena di parole incomprensibili. Mi sono sentita come una matricola all’università quando legge i titoli degli esami e non capisce il perchè debba studiare certe cose: nel mio caso specifico non ho capito perchè ho sostenuto un esame chiamato matematiche complementari e non ho capito rispetto a cosa erano complementari le matematiche. Dubbi pedagogici.

Detto ciò io mi sono sentita rispondere via mail, con la professionalità che andavo cercando, frasi contenenti: “etnografia digitale, sentiment dell’ecosistema” e ho pensato:”forse la matematica complementare era più comprensibile. occorre un vis-a-vis”
Ed eccoci tutte e 3 proiettate a preparare deliziosi manicaretti a casa di Flavia. Tra uno spritz e un bicchiere di vino rosso, tra cristallerie, tovaglie ricamate a mano e servizi di piatti impeccabili.

Che Csaba avrebbe buttato via il grembiule immacolato.
E noi preparavamo fettuccine fatte a mano, ragù e ravioli di pesce, parfait di mandorle, verdure e carne alla brace, tortini di cioccolato dal cuore morbido e intanto parlavamo di marketing e qualcos’altro che ancora mi sfugge.
e postavamo il tutto su facebook. Che sembrava di avere Sara Salvarani con noi, in cucina.
Quando dici condivisione.

Parlavamo di bio. Dei numerelli impressi sulle uova, di quali supermercati e quali aziende offrono servizi ecosostenibili.

E facevamo un pò di sano taglia e cuci su amicizie comuni e mettevamo a punto, tra una visita alla casa, una controllata ai 7 ragazzini che giocavano allegramente, un riappaiamento di calzini, il piano di battaglia che non avevo compreso via mail.

Senza nemmeno accorgerci dell’ora (ci siamo alzati da tavola alle 17 e riseduti alle 21) abbiamo riso, e abbiamo parlato di cose serie. E poi riso ancora. Senza soluzione di continuità.

E questo post vuole essere un ringraziamento al web. Alle sinergie e al motto che non tutto il male viene per nuocere.
E se dovessi passarci altre 10 volte lo rifarei.
magari solo per questi tortini. che meritavano

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