Downshifting: in medio stat virtus

Ho letto questo articolo della mia amica Flavia e ho pensato che era il momento giusto per parlare del cambiamento che è appena accaduto nella mia vita.
In un periodo di crisi nera, fortunatamente, il mio lavoro è raddoppiato.
E io non ho detto di no.
A Dicembre ho guadagnato il triplo di quello che guadagnavo di solito perchè a Novembre ho lavorato il triplo e…sapete una cosa? MI E’ PIACIUTO!!!<

br />Dopo anni di lavoro part time, (spesso da casa) tornare in ufficio tutti i giorni mi ha galvanizzata! e ricevere uno stipendio che mi ha permesso di pagare l’IMU, le bollette, l’assicurazione della macchina, i regali di Natale, e tutto quello di cui avevo bisogno, in totale serenità, mi ha davvero entusiasmato.
Così ho deciso di tornare a lavorare in ufficio tutti i giorni (anche se ho optato per le 6 ore…perchè col traffico del grande raccordo anulare di Roma sono fuori casa 8 ore lavorando lontano da casa)
IL RAPPORTO CON MIO FIGLIO E’ CAMBIATO. è cambiato in meglio.
Prima ci davamo un pò per scontati. Io c’ero sempre. Lo accompagnavo a scuola, andavo a riprenderlo e passavamo tutti i pomeriggi insieme. Spesso io cucinavo e lui giocava per conto suo oppure io facevo le faccende e lui giocava per conto suo.
Io c’ero. Ma non ero lì per lui.
Adesso c’è Natalia, la nostra au pair di cui ho parlato qui e qui, che va a prenderlo a scuola e quando io torno, non dovendo pensare alle faccende ma solo alla cena, mi siedo con lui e STO con lui. Non solo fisicamente. Ci sto e ci gioco. Non vado in un’altra stanza presa dalle autoproduzioni o dalle mille faccende in cui ero affaccendata. Io mi fermo là, con lui.
In ufficio Matteo mi manca tanto, non vedo l’ora di tornare a casa e di vederlo, e non do più per scontata la sua presenza come prima.
E lui si ferma a raccontarmi cosa ha fatto a scuola (prima si scocciava tanto quando glielo chiedevo e mi diceva sempre “gnente“) mi parla dei suoi amici e dalle sue maestre, mi descrive momenti di gioco e attività, mi corre incontro e mi abbraccia quando mi vede…
Questo prima non accadeva MAI.
Quindi, l’articolo della mia amica Flavia, che avrei demonizzato fino a 2 mesi fa, dice delle verità. Io mi sento felice perchè il mio lavoro mi piace tanto, le responsabilità che ho in ufficio, i laboratori creativi che faccio ogni giorno, i progetti e le programmazioni, le selezioni del personale e la formazione, mi gratificano come persona, come donna e come professionista. E la felicità e l’appagamento si sentono in ogni campo della mia vita.

Eh no. Non mangio Nutella e non uso il dash. Come prima. Faccio da me la colazione del mattino e la merenda del pomeriggio, compro detersivi bio e alla spina, coltivo le mie erbe aromatiche e non vado al supermercato a fare la spesa preferendo il mercato contadino o i gas. e vivo una vita sostenibile. Come prima.
Così come scelsi, 3 anni orsono, di decresere drasticamente, ora ho aggiustato un pò il tiro. Perchè in medio stat virtus

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4 commenti su “Downshifting: in medio stat virtus

  1. anche io penso che qualitativamente con un lavoro diamo di + proprio perchè cerchiamo di riassumere tutto in poco tempo ma io cercherei di diminuire il mio orario perchè mi capita spesso di girare per casa affaccendata e non potermi dedicare come vorrei nei miei momenti diciamo “liberi” baciotti

  2. Non pensavo avrei mai letto una cosa del genere da te e invece mi devo ricredere.
    Finalmente ti è tornata quell’obiettività che ultimamente ti era mancata.
    Hai capito che anche se lavori in ufficio sei un ottima madre e stai riassaporando la gioia di stare con tuo figlio, senza essere appiccicati 24 ore al giorno, morbosa e apprensiva.
    Hai fatto un favore prima di tutto a tuo figlio, lasciandolo crescere con i suoi coetanei, libero di fare le sue esperienze, ma allo stesso modo alla sera quando torni a casa lui sa che può averti tutta per lui e ne è felice.
    Hai fatto un favore a te stessa, perchè ultimamente stavi prendendo una brutta china, soprattutto quando hai cominciato a vaneggiare di homeschooling e manipolazioni e figlio che interagisce con gli altri dalla tua parrucchiera…
    E un favore a tuo marito, che al fianco ora, si trova una donna che è una moglie e una madre, magari più stanca fisicamente, ma molto più felice e propositiva, al posto di quell’ameba psicotica che eri diventata nell’ultimo anno.
    Non pensavo che ci saresti riuscita e mi sbagliavo.
    Ti auguro un mondo di bene.

  3. noemi,
    sapessi tu come mi sono sentita io lo scorso anno tra la malattia di matteo e la scuola che lo umiliava 🙁 e leggere i tuoi messaggi non mi è certo stato d’aiuto. Ma li ho letti ed accettati (anche se mai pubblicati a causa di insulti e parolacce che non mi piacciono)
    Io credo fortemente nel valore educativo della scuola. Solo che la scuola è formata da insegnanti che, prima di tutto, sono persone. E le persone, a volte, sbagliano.

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