L’esperienza più bella della mia vita

Il racconto parto che ci ha inviato una nostra pianetina:

” Nel lontano 1993, esattamente il 7 marzo, nasce la mia prima figlia Alessandra. Fu un parto cesareo d’urgenza, in quei tempi si usava soltanto anestesia generale, così mi svegliai circa un’ora dopo con la piccolina tra le braccia senza avere avuto l’occasione di vederla emettere il suo primo vagito. Nel 1997 fu l’anno di Giovanni, anche lui con tc alla 35 settimana per tachicardia fetale. In quella mattina nella sala operatoria era di servizio un nuovo anestesista, con nota fama di essere molto bravo ad eseguire la “spinale“, nuova tecnica anestetica, ma poco usata negli ospedali. Mi chiese se volevo provare, permettendomi di essere sveglia alla nascita. Non so se a voi nella vita sia capitato, ma malgrado fossi consapevole della fortuna che mi era capitata, dissi: ” nò nò grazie preferisco dormire!!”. Non mi perdonai mai di quella frase. Anche in quella occasione mi risvegliai a nascita avvenuta, e per giunta dovetti aspettare ben 2 giorni per vedere il piccolo che, malgrado i suoi 3 kg, aveva avuto problemi di respirazione alla nascita, e quindi tenuto sotto monitoraggio nel nido.


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Pensavo di aver perso per sempre la possibilità di poter vivere questa meravigliosa opportunità, ma non era così. Nel maggio del 2012 a ben 44 anni scopro di essere di nuovo incinta. Paura, gioia e stupore, quanti sentimenti! 9 mesi di continui sbalzi d’umore e pensieri ( nel 2011 una terribile esperienza ha toccato tutta la mia famiglia, ma questa è un’altra storia). Mi capitava di pensare a come si sarebbe svolto il parto, abbiamo anche pensato di proporre un parto vaginale visti gli anni passati, ma il ginecologo lo aveva sconsigliato per tanti motivi. Passano i mesi e mi ritrovo a 3 settimane prima della data prevista, che  il cucciolo deve nascere perchè è già molto grande e potrebbe crearmi dei problemi. La sera prima della data prevista del parto non ho dormito per niente. La mattina mi sento una corda di violino, ho controllato centinaia di volte la valigia e quant’altro, ed è tutto pronto, Con Sandro andiamo in ospedale, foglio di ricovero alla mano, incontro il mio ginecologo che mi mette una mano sulla spalla dicendomi ” tranquilla ci vediamo tra un’oretta in sala operatoria”. Mi accompagna un’infermiera nella mia stanza carina e piccolina. Siamo solo in due, penso sia meglio. Dopo circa 30 minuti compare una portantina che mi dice di indossare un camice dei loro. Mi fanno salire sulla barella e in un attimo mi ritrovo in sala operatoria dove 3 o 4 infermiere mi preparano. E’ lì che a distanza di 16 anni ritrovo, stupita, lo stesso anestesista, che tra l’altro mi era stato detto non lavorasse più lì. Dopo l’imbarazzo ho conferma che si tratta proprio di lui. Poi arriva il ginecologo ed il tutto ha inizio. Fatta l’iniezione tutto si svolge piuttosto velocemente, in pochi minuti sono sdraiata e mi viene alzato un telo davanti al viso.  Dal petto in giù non vedo più nulla e mentre lo fanno mi rammarico che non potrò vedere cosa succede. Nel frattempo il mio “amico” anestesista è lì con me che mi parla, scherza, e chiede come mai sono passati tanti anni dopo l’ultimo figlio. Dopo circa 15 minuti dall’inizio vedo un movimento strano, uno sguardo d’intesa tra il ginecologo e l’anestesista, e in un attimo il telo era giù, mi prende per le spalle e mi alza ” cosa succede?” e lui ” scusa, abbiamo ben 16 anni di arretrati io e te, hai aspettato tanto e dopo 2 figli il terzo lo vuoi vedere nascere o nò? ” ed è così che vedo il dottore che mette le sue mani nel mio ventre aperto e con movimenti precisi e veloci prende la testolina di Luca e delicatamente la tira fuori, e piange. Sembra un’aquila,  poi le spalle ed infine tutto il resto del corpo. In un attimo è nato, piange disperato, bloccano il cordone e mentre pulsa viene tagliato. Il piccolo gigante è venuto al mondo, 3710 Kg di puro amore. Piango mentre mi viene fatto vedere, tutto sporco e urlante. Per me era la creatura più bella del mondo, e lo era sul serio, tutto rotondetto e roseo. Il cesareo non stressa i piccoli. Le lacrime scendono sul mio viso. Neanche nei più rosei sogni potevo sperare in un parto più vissuto di così. Luca è nato davanti ad i miei occhi, grazie al ” mio ” anestesista dal cuore grande. L’esperienza più bella del mondo per una donna, e che nn dimenticherò mai”

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