Parto in acqua con complicazioni

Avrebbe dovuto  essere sereno e tranquillo il parto in acqua   organizzato ieri in una casa di Quistello.

A Quezon city niente più parti in casa

Guidato da una équipe di ostetriche emiliane specializzata proprio nel parto a domicilio in acqua. L’attrezzatura c’era tutta: la piscina gonfiabile, il riscaldatore, l’elettropompa, il telo igienico e quanto serve per facilitare l’espulsione del nascituro che avviene in una posizione diversa rispetto a quella del parto tradizionale, con la partoriente piegata sulle ginocchia.

Ma qualcosa non ha funzionato. Il bimbo ha impiegato più del necessario a uscire e a riemergere dall’acqua. E ha cominciato a manifestare sintomi di sofferenza, di soffocamento. Il volto congestionato, gli spasmi e poi il tentativo di respirare.

La prima ad attivarsi è stata un’automedica con a bordo il rianimatore. Poi sono giunti un’ambulanza della Croce Verde e un medico patologo neonatale, dotato di culla termica. Al piccolo sono state praticate altre manovre di rianimazione, gli è stata aspirata l’acqua ingerita e finita nei polmoni.

Neonato muore subito dopo il parto

All’arrivo in ospedaleil piccolo è stato trasferito d’urgenza in patologia neonatale, in una culla per il trattamento di terapia intensiva.

Nella giornata di oggi il personale medico del reparto si spenderà ancora per le terapie necessarie al piccolo che già ieri sera sarebbe stato definito fuori pericolo.

Fonte credits|Gazzetta di Mantova

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