asilo

Le prime confidenze tra figlia e mamma

prime confidenzePrime confidenze tra figlia e mamma.

La piccola V, in genere, la sera prima di addormentarsi si lascia andare a qualche confidenza riguardante ci√≤ che ha vissuto durante la giornata all’asilo.

Non ama fare apprezzamenti o denigrare. Si limita (per ora ūüėČ ) a raccontare¬†qualche episiodio di vita da bimba di scuola materna, a pochi mesi dall’inizio della scuola e alla sua prima vera esperienza di vita in comunit√†.

Ho ritualizzato (clicca qui¬†per sapere cosa intendo per “ritualizzare”)¬†il momento del “raccontami cosa hai fatto oggi a scuola”: non la sottopongo ad un interrogatorio, per carit√†, molti bimbi -lei compresa- se si sentono “sotto torchio” non parlano pi√Ļ liberamente, per cui la invito ad aprirsi con me liberamente.¬†

Ci sono sere in cui spende ben poche parole e non insisto, penso che se qualcuno insistesse con me per sapere qualcosa e magari fossi stanca e non mi andasse di parlare vorrei essere lasciata in pace, non credi anche tu ūüėČ ¬†?

Rispetto di lei, bambina, dei suoi umori, della sua stanchezza o svogliatezza, dei suoi si e dei suoi no. 

Dicevo, quindi, di questo rito delle confessioni serali: sul lettone tra una coccola e l’altra le chiedo di raccontarmi cosa abbia imparato a scuola, se si sia divertita, con quale amichetta/o abbia interagito di pi√Ļ in quelle ore, le emozioni provate durante una determinata esperienza. Cerco di farle verbalizzare il contenuto della giornata. Lei si “alleggerisce” un po’ ed io, vuoi per curiosit√† di mamma, vuoi per deformazione professionale, acquisisco tanti piccoli elementi che mi fanno capire come vive la sua piccola esistenza di bimbetta.

Due sere fa mi racconta un episodio vissuto con due tra le sue amichette preferite, durante l’ora della merenda scolastica.

Little V dice di aver offerto ad entrambe le sue compagnucce un po’della propria brioche (desumo quindi l’abbia divisa grossolanamente in tre parti).¬†

Mi riferisce che una delle bimbe dice alla terza compagna di non aver ricevuto da little V il pezzettino e che quindi neppure lei avrebbe dovuto accettarlo. 

Little V scoppia in lacrime durante il racconto e credo abbia pianto anche un po’ il giorno dell’accaduto.¬†

Mi dice: ¬ęMamma perch√® B. ha detto una bugia? Io gliel’ho dato davvero il pezzo di brioche, forse lei lo ha nascosto e l’ha messo in tasca o… proprio non voleva che lo dessi anche a N. Ma perch√®, mamma? Anche¬†B aveva avuto la brioche ma continuava a dire che non era vero! ¬Ľ.¬†

I bimbi possono essere dispettosi, tutti, e magari gelosi delle amicizie in comune. Ho pensato ad un moto di gelosia di B che non ha percepito l’esclusiva del del dono di little V.¬†

Non so come sia proseguita la cosa, credo che sia intervenuta la maestra per placare un po’gli animi.

Ho ricordato alla mia bimba che aveva fatto bene a sottolineare alla sua amichetta N che la briochina era un dono per lei, ma anche per B e che l’aver voluto condividere una propria cosa √® stato comunque un gesto simpatico e di amicizia ūüėČ ¬†

Piccola donnina cresce, si confronta e ascolta (almeno per ora ūüôā ) la propria mamma!¬†

 

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Lavoretti: osservo e assaggio

Lavoretti: osservo e assaggioTi propongo un’attivit√† didattica¬†realizzata da tutti i bimbi¬†all’asilo di little V: “Osservo e assaggio”.

L’attivit√† pu√≤ essere svolta a partire dai 18 mesi circa.

Le educatrici hanno fatto accomodare i bambini intorno ad un tavolo basso, ampio e circolare.

Ad ogni bimbo √® stato consegnato un foglio bianco formato A 4, tampone e tempera colorata, pezzettini di carta colorata gi√† tagliata in piccoli quadretti. Si tratta di carta per collage, quella che definisco “simil velluto” e carta liscia.

Per reperire il materiale occorrente (carta colorata per collage, colore a tempera, pennelli) puoi recarti presso una cartoleria ben fornita o presso un ipermercato al reparto scuola.

Questa attivit√† √® importante perch√© stimola il bambino¬†ad un’osservazione dell’oggetto in questione (un frutto in questo caso) e lo aiuta ad aumentare¬†i tempi di attenzione.

Il bimbo, quindi

  • osserva il frutto
  • riempie di colore¬†o con i micro pezzi di carta colorata la sagoma del frutto (ovviamente gi√† disegnata in precedenza dall’educatrice)
  • riflette su quanto realizzato

Un ruolo importantissimo, se ci fosse bisogno di sottolinearlo, √®¬†quello dll’educatore che invita il piccolo allievo a concentrarsi per riuscire al meglio in questa attivit√†.

Infine viene proposto al piccolo di assaggiare il frutto: questa attivit√† dell’ “Osservo e assaggio” serve anche per far “connettere” due sensi: vista e gusto.

Inoltre servirà per raffinare la motricità fine.

Durante questo bel gioco bimbi si sentono tendenzialmente coinvolti: vedere e poi gustare, osservare e poi “testare” quanto proposto √® divertente ed istruttivo, provare per credere ūüėȬ†

 

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A modo tuo

                               

 

Sarà difficile diventar grande

Prima che lo diventi anche tu

Tu che farai tutte quelle domande

Io finger√≤ di saperne di pi√Ļ

Sarà difficile

Ma sarà come deve essere

Metterò via i giochi

Proverò a crescere

 

Sarà difficile chiederti scusa

Per un mondo che è quel che è

Io nel mio piccolo tento qualcosa

Ma cambiarlo è difficile

Sarà difficile

Dire tanti auguri a te

A ogni compleanno

Vai un po’ pi√Ļ via da me

 

A modo tuo

Andrai

A modo tuo

Camminerai e cadrai, ti alzerai

Sempre a modo tuo

A modo tuo

Vedrai

A modo tuo

Dondolerai, salterai, canterai

Sempre a modo tuo

 

Sarà difficile vederti da dietro

Sulla strada che imboccherai

Tutti i semafori

Tutti i divieti 

E le code che eviterai

Sarà difficile

Mentre piano ti allontanerai

A cercar da sola

Quella che sarai

 

A modo tuo

Andrai

A modo tuo

Camminerai e cadrai, ti alzerai

Sempre a modo tuo

A modo tuo

Vedrai

A modo tuo

Dondolerai, salterai, canterai

Sempre a modo tuo

 

Sarà difficile

Lasciarti al mondo

E tenere un pezzetto per me

E nel bel mezzo del

Tuo girotondo

Non poterti proteggere

Sarà difficile

Ma sarà fin troppo semplice

Mentre tu ti giri

E continui a ridere

 

A modo tuo

Andrai

A modo tuo

Camminerai e cadrai, ti alzerai

Sempre a modo tuo

A modo tuo

Vedrai

A modo tuo

Dondolerai, salterai, canterai

Sempre a modo tuo 

 

Scrivo di getto.

Mi dirigo verso l’ asilo di big V e spingo il passeggino di little V che intona un motivetto allegro e decisamente originale¬† ūüėȬ†Si va a prendere la “piccola grande” di casa dopo tante ore di scuola.¬†
Ho chiamo le mie bimbe Rondine e Colomba, le immagino con le ali, felici di volare libere.

Mi sono mancate in queste ore, le ho pensate tantissimo. Non sono melensa, forse un pochino ūüôĄ ¬†Ogni volta che le accompagno all’ asilo avviene quel piccolo distacco che tanto fa male ad una mamma… Per carit√†, intanto che sono via riesci a fare mille cose, lavorare, produrre in e fuori casa. Ma ¬†manca sempre un pezzetto del proprio cuore!¬†

Ascoltavo qualche nota di una canzone cantata da¬†Elisa¬† e scritta da Ligabue ,” A modo tuo” di cui ¬†trovi il video all’ inizio del post: mi sono commossa, il testo √® una vera lettera d’ amore per un figlio che cresce.¬†

Ho pensato alla mia Rondine e alla mia Colomba, due  tenere bimbe che ancora come cucciole cercano il calore della propria mamma, desiderano gli abbracci, i baci e gli sguardi di chi le ha messe al mondo.

Nel testo della canzone si sottolinea proprio la difficoltà che ha un genitore a vedere il proprio figlio allontanarsi, un figlio che sperimenterà le gioie e i dolori del mondo esterno che affronterà con grinta  e desiderio di conoscere. 

Tra i versi si coglie il dispiacere di una madre che sa di quanto la realt√† esterna sia complessa, di quanto si sforza per contribuire ad un cambiamento significativo proprio per migliorare il contesto in cui si si “muover√†” il proprio bambino.¬†

Ed √® proprio quando “lanci” il tuo bambino verso il mondo nascono in te mille timori, vorresti intervenire, accompagnarlo mano nella mano il pi√Ļ a lungo possibile ed evitare che provi i dispiaceri che ,purtoppo, sono inevitabili quando si vive in un contesto sociale e relazionale.¬†

Per quanto dispiaccia, comunque, avere il proprio figlio lontano da se mai va persa la missione educativa ¬†primaria per una madre e/o padre: educare il bambino all’ autonomia.¬†

 

a modo tuo

 

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Inizia l’asilo? Si ammaler√†!

asiloSuona come una condanna questo titolo, lo so, ma √® fedele all’ esclamazione della maggior parte di amici e conoscenti una volta venuti a conoscenza dell’inizio ¬†dell’asilo per le bimbe!

Pare che siano davvero pochi, ma esistano, gli “eroi” che escono indenni dal primo anno di vita comunitaria e di stretto contatto quindi con i propri pari. L’antidoto contro le malattie da primo anno di asilo? Non ne verranno mai a conoscenza, purtoppo, i genitori di bimbi che si sono ammalati gi√† diverse volte dall’ inizio della scuola ūüė•¬†

E quindi primo venticello freddo, primi virus, tanti starnuti e colpi di tosse, tanti mal di pancia o mal di gola e il gioco è fatto: tac, si ammala il primo bimbo, poi il secondo e la classe si spopola!

A risentirne della lontananza (forzata) dall’ asilo sono, diciamo la verit√†, in primis i genitori (o chi per loro) che devono intrattenere il piccolo malato in casa in mille modi, con mille giochi (perch√® non basteranno mai quelli che sono gi√† affastellati in cameretta) e con tanto entusiasmo!

Bimbi nervosi perch√® in ambiente circoscritto per pi√Ļ tempo, mamme o pap√† ansiosi¬†per la febbre che sale e scende, pediatra invocato durante tutta la giornata, bustine di qualsivoglia pozione magica che possa far guarire e poi tanti, tanti capricci¬† ūüėĮ¬†

E dispiace, tanto, vedere questi pargoletti cos√¨ tristi, sciupati e annoiati ed ogni volta che si ammalano si prega intimamente che sia una delle ultime volte che accade, per quel mese, ed invece ci ricascano ūüôĄ

Mamme stanche, un p√≤ afflitte e sicuramente anche un p√≤ preoccupate, c’√® da consolarsi: giornali, telegiornali e web magazines iniziano a parlare di malanni stagionali gi√† da fine settembre (quindi poco dopo l’ apertura della scuola) quindi siete (siamo, ūüė• ) in pieno trend ¬†:mrgreen:¬†

 

 

 

 

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Scuola materna ed incontri con i genitori: inizio di un cammino insieme

Per big V (la mia prima bimba) questo è il primo anno di asilo. 

L’inserimento √® stato piuttosto semplice, la piccolina √® socievole e desiderosa di condividere le proprie esperienze con i coetanei. ¬†

Trascorsi ormai alcuni giorni dall’ inizio della scuola noi genitori siamo stati invitati ¬†a partecipare alla prima riunione con le maestre, l’incontro √® ¬†durato circa quaranta minuti.

Gli argomenti trattati sono stati principalmente due : 

  • il rispetto delle regole per i bambini e per i genitori (ebbene si, anche il pap√† e la mamma devono attenersi a determinate indicazioni)
  • la programmazione formativa

Una moltitudine di mamme ha ascoltato attentamente due maestre che si erano rese portavoce di alcune disposizioni del dirigente scolastico. 

In un’ atmosfera distesa ¬†(il discorso avrebbe potuto non essere ben “accettato” perch√®, quando si tratta di regolamentare qualcosa c’√® sempre chi ¬†manifesta disappunto anche in toni non proprio pacati…) una delle due insegnanti ha esordito dicendo che fosse necessario stabilire alcuni punti fissi per disciplinare la vita comunitaria dei bimbi .

Primariamente si √® evidenziata la necessit√† di ¬†rispettare l’ orario di ingresso a scuola, pregando i genitori di non arrivare oltre il termine definito. Le attivit√† scolastiche non possono iniziare se non sono presenti tutti i componenti della classe, pena la comprensione non completa di una lezione gi√† avviata. La coesione della classe ed il livello alto di attenzione per dei bimbi cos√¨ piccini sono, gi√† in condizioni ideali, difficili da mantenere figuriamoci se ogni pochi minuti una mano bussa alla porta ¬†interrompendo il discorso iniziato!

Osservare la puntualit√† non √® un’ imposizione “totalitaria” che pu√≤ privare il piccolo di preziosi minuti di sonno (che potrebbe recuperare andando a dormire prima la sera ¬†o riposando il pomeriggio!). ¬†Anzi. Far comprendere al ¬†piccolino l’importanza ¬†dell’ orario di ingresso (e di uscita) non pu√≤, invece, ¬†che giovare a costruire in lui il concetto fondamentale del rispetto delle regole.

E’ stato importante conoscere anche la programmazione formativa per questo anno scolastico: sappiamo che i bimbi si dedicheranno a lavoretti in aula, ad attivit√† ludiche ma con grado crescente di complessit√†.¬†

Sarà interessante, a fine anno, valutare i progressi dei nostri figli sia in campo cognitivo che pratico ed emozionale!

scuola materna

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