Il contributo firmato dall’artista Angelo Sabato che parla di donne, bellezza e scatti ed oltre… 
Anima Fragile e “Questa storia va raccontata”.

Buona lettura!


Questa storia va raccontata

Credo che siano state queste, le parole pronunciate da John Maloof (giovane agente immobiliare) con la passione per il collezionismo, quando nel 2007 durante un’asta a Chicago, acquistò per circa 400 dollari, una scatola piena di rullini fotografici. Preso da forte curiosità, fece sviluppare i rullini e capì subito che quello che stava vedendo era qualcosa di straordinario. “In mezzo a tutti quei rullini, comparve un piccolo pezzo di carta, con su scritto un nome: Vivian Maier”

storia

Ci vollero ben due anni di estenuante ricerca che portò John a scoprire l’identità di quella donna così fotograficamente talentuosa.

Con grande stupore, John venne a conoscenza dell’identità di Vivian, una bambinaia, deceduta solamente alcuni giorni prima. All’inizio si pensò a una fotografa di Chicago, poi si scoprì che era nata a New York il 1° febbraio del 1923 e in seguito alla separazione dei genitori, si trasferì nel Bronx a casa di un’amica della madre (Jeanne Bertrand), fotografa professionista da cui, molto probabilmente, attinse la passione fotografica.

Per potersi mantenere, cominciò a lavorare come tata per grandi famiglie ricche di New York e poi di Chicago.

Con i soldi guadagnati, acquistò le prime macchine fotografiche, prima una Rolleiflex e subito dopo una Leica.

Il fatto singolare di tutta la sua storia è che questa sua passione fotografica, rimase segreta a tutti, amici, conoscenti e persino alle famiglie dove svolgeva la sua attività di tata.

Nell’osservare quelle foto, John capì subito che si trattava una donna fortemente acuta e sensibile nel registrare ciò che vedeva attraverso la lente dell’obiettivo.

Il lavoro di tata, molto spesso la portava a vivere la città durante le lunghe passeggiate con i bambini.

Era solita frequentare non solo i quartieri agiati di Manhattan e poi quelli di Chicago, ma anche le periferie più povere dove sapeva di trovare soggetti e situazioni più interessanti. Ritratti di persone comuni, bambini che si rincorrono, scene di vita privata e di vita di strada, portano la sua ricerca ad essere considerata come una delle prime street photographer americane, passando dal bianco e nero degli anni ’50/’60, al colore degli anni ’70, fino alle riprese in super 8 e 16mm.

Il lavoro fotografico di Vivian Maier è uno spaccato sulla società americana.

Prima che fotografa di grande talento, fu una donna che seppe cogliere le tante sfumature della società in cui viveva. Il suo archivio fotografico ci racconta molto della sua personalità per certi versi schiva e al contempo presente nel suo tempo.

Che volesse fermare su pellicola attimi, per lei, unici di vita quotidiana, questo non è dato sapere.

Ciò non toglie che il suo percorso fotografico è un viaggio sulla vita, un documento fatto di volti, di scene urbane che solo un osservatore attento può cogliere. Lei era tutto questo.

Chissà oggi cosa avrebbe pensato, di tutto questo clamore intorno ai suoi scatti fotografici. La immagino con in mano la sua Leica, per le vie di New York, a fermare sulla pellicola storie di vita.

Per approfondimenti visita il sito: http://www.vivianmaier.com

foto di Viviana Maier: http://www.chicagoreader.com

Nella foto in basso by Angelo Sabato, continua il viaggio di Anima Fragile.

donne

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2 Comments on Questa storia va raccontata…

    • angelosabato
      5 ottobre 2016 at 21:50 (6 anni ago)

      Proprio così Silvia…la storia di Vivian Maier, rappresenta a pieno cosa vuol dire coltivare una Passione mantenedola viva giornalmente, con tutti i problemi che un lavoro (nel caso specifico bambinaia) possa comportare. Oppure è stata proprio questa sua mansione a far sviluppare un quantitativo enorme di fotografie che raccontassero con estrema cura il mondo che la circondava…non lo sapremo mai…di certo i suoi scatti stanno facendo il giro del mondo, meritando a pieno diritto un posto nella storia della fotografia.

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