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Il libro di Julian

Premessa: se non avete letto Wonder di RJ Palacio, non potete leggere Il libro di Julian. Quindi filate a leggerlo😂😂😂

Per chi invece l’avesse letto… nella prima parte del libro, Julian racconta in prima persona tutta la vicenda riguardante August, il tutoraggio, la paura, il bullismo… Scopriamo un ragazzo con un passato ricco di paure e insicurezze, un ragazzo viziato con 2 genitori iper protettivi e disposti a tutto pur di difendere l’indifendibile, pur di non ammettere che anche il figlio può sbagliare. Un ragazzo per cui alcuni atteggiamenti, sbagliati, sembrano normalissimi. La prima parte del libro termina con le vicende che chi ha letto Wonder già sa.

Poi arriva la seconda parte, tenera, intensa. In questa seconda parte troviamo rabbia, redenzione, rimorso

e soprattutto una nonna spettacolare che con poche parole riporta tutti alla realtà.

È un breve libro che fa riflettere. Ci fa capire che dobbiamo affrontare le nostre paure senza danneggiare gli altri. Sottolinea quanto l’essere genitori sia il mestiere più difficile del mondo, che bisogna essere in grado di mettere se stessi e Il proprio orgoglio da parte, che non bisogna sempre coprire e giustificare le malefatte dei figli.

Da leggere assolutamente.

 
 

Dimmi che credo al destino

La protagonista di questo libro è Ornella, una cinquantenne trasferitasi a Londra per fuggire da un passato burrascoso che non riesce a lasciarsi alle spalle. Ornella è la direttrice di italian bookshop a Londra, ama la sua libreria E passare il suo tempo, insieme a mister George, su una panchina di un bellissimo parco inglese. Quando Ornella si accorge che la libreria rischia la chiusura, grazie anche ai consigli di mister George che in un certo qual modo è una sorta di grillo parlante per lei, decide di tentare il tutto per tutto per salvarla. Affinché ciò accada si avvale della collaborazione di una donna che lavora per lei, Clara (italiana residenti ormai a Londra da molto tempo insieme al suo gatto immaginario), Diego un napoletano fuggito da Napoli per amore, e La Patti(rigorosamente con l’articolo davanti) migliore amica di Ornella. Le vicende legate al salvataggio della libreria si intrecceranno con le vicende dei vari personaggi e in particolar modo con il passato di Ornella che tornerà prepotentemente nel suo presente. Affronterà il tutto, con il supporto de La Patti, Egregiamente anche se con molta sofferenza. Ci sarà spazio anche per le vicende sentimentali che Ornella potrà vivere con naturalezza per la prima volta dopo 20 anni.

“Il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora vedi che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo”

Questa frase la pronuncia uno dei protagonisti del libro e, nel caso di Ornella, è proprio vera:pensava di esser destinata ad una vita fatta di solitudine e sofferenza per espiare le colpe del passato e invece la felicità per lei sarà proprio a portata di mano.

 
 

Viva la vida

Ho da poco finito di leggere una delle tante biografie su Frida Kahlo. Durante la lettura del libro ho provato sentimenti contrastanti nei confronti di questa donna: un po’ l’ho odiata e un po’ l’ho amata. Ovviamente quando parlo di “odio”, esagero però fino ad un certo punto del libro ho avuto difficoltà ad entrare in sintonia con questa donna perché non riuscivo a capire il suo comportarsi da bambina anche quando bambina non era, il suo dover implorare gli uomini (sia il primo fidanzato che Rivera) per ricevere amore, il suo essere viziata… Poi però pian piano ho cominciato a conoscerla, apprezzarla e comprenderla. Frida è stata una donna Ambivalente: indipendente ma allo stesso tempo dipendente (dal marito, dalle passioni, dalla voglia disperata di diventare madre), forte ma allo stesso tempo debole. Però ciò che più la caratterizza è il suo essere stata una combattente. Ha combattuto per i suoi ideali politici, per amore (quasi 25 anni di matrimonio con Diego Rivera durante i quali entrambi hanno avuto altre storie-Frida sia con uomini che con donne- però Rivera era suo e doveva essere suo: era il suo uomo, il suo bambino, il suo mentore, il suo amante) ha combattuto per poter essere madre (senza riuscirci), per la sua arte e per vivere e questi ultimi due aspetti viaggiano quasi di pari passo. Da un certo periodo in avanti (da quando fu vittima di un incidente) la salute di Frida è stata precaria ma lei non si è abbattuta, ha combattuto non solo per vivere la sua vita ma per portare avanti la sua passione: per poter dipingere, Frida ha dipinto stesa in un letto di ospedale con il cavalletto montato in maniera tale che lei potesse dare libero sfogo al fuoco sacro dell’arte, ha dipinto seduta su una sedia a rotelle con il busto legato allo schienale, ha dipinto quando era talmente sofferente da desiderare quasi di morire. Ha dipinto fino a poco prima di morire lasciandoci con un capolavoro intitolato Viva la Vida.

Consiglio a tutti di approfondire la conoscenza di questa donna. La biografia da me letta è quella in foto, edita da neripozza però penso che qualsiasi biografia vada bene per poter conoscere questa donna e andare al di là del classico autoritratto a tutti noto.

 
 

Sopravvissuta ad aushwitz

Inizio col dire che questo libro mi ha coinvolta tantissimo. A me le biografie, o comunque i libri ispirati a storie vere, mi piacciono molto e questo è proprio un romanzo nel quale l’autrice si racconta. Eva: da bimba benestante che vive a Vienna, insieme a suo padre, sua madre e suo fratello, a sopravvissuta ad Aushwitz. La parte della prigionia, ovviamente, è la più toccante. Mi sono emozionata fino alle lacrime. Il tutto è stato trattato in maniera molto delicata. La sua vita si intreccerà a più riprese con quella di Anne e Otto Frank.

Nonostante tutto, non è un libro pesante ma un libro che fa riflettere e sperare.

Credo che Eva mi rimarrà nel cuore 

 
 

Guarda come dondolA

Dondolava già da qualche settimana e ieri, intorno alle 15, è caduto. 

Il primo dentino di Matteo è caduto, a 5 anni e 8 mesi.

Lui ieri era entusiasta: si guardava allo specchio, rideva e faceva vedere la fessurina ai fratelli (lasciando Flavio un po’ schifato😂😂)

Io invece mi sono commossa. Sembra ieri che metteva il primo dentino. È cresciuto il mio amore. Sta per compiere sei anni e per ultimare il ciclo della scuola dell’infanzia. Lui così fragile e insicuro si ritroverà in situazioni grandi❤️❤️❤️ 

Ieri sera ci siamo addormentati stretti stretti e prima di addormentarsi mi ha chiesto:” sarò sempre il tuo piccolino?”

Sempre amore mio, sempre!

 
 

Anno nuovo vita…vecchia ma non troppo

Sono pessima, lo so!! Non ho scritto post sul Natale, su Babbo Natale, sul nuovo anno… No, non  l’ho fatto perché l’ho dimenticato ma perché le feste in sè da qualche anno a questa parte mi

intristiscono e soprattutto perché abbiamo trascorso delle feste sottotono. Mio padre non è stato bene, niente di grave eh! Però non è stato con noi né la vigilia di Natale nè il giorno di Natale anzi… a Natale è stato proprio ricoverato in ospedale ed è rimasto lì per tre giorni. Ripeto, niente di grave, una semplice gastroenterite. Però proprio in questi momenti mi rendo conto di quanto i miei genitori, specie mio padre, stiano diventando fragile (lui è sempre stato una roccia e,invece, negli ultimi cinque anni è stato ricoverato diverse volte in ospedale) ed è proprio in questi momenti che Giacomo Leopardi entra nella mia testa e il pessimismo cosmico diventa la mia filosofia di vita. Quindi diciamo che quest’anno non è finito benissimo e non è iniziato altrettanto bene però sto cercando di risalire la china e quindi ora vi beccate questo post con alcune obiettivi che mi sono posta di raggiungere in questo nuovo anno. Obiettivi che a molte di voi sembreranno cavolate ma che per me non lo sono affatto:

  1. superare la fottutissima paura che ho di volare e cominciare a prendere l’aereo per visitare posti bellissimi e lontanissimi (anche perché l’Italia penso di averla vista quasi tutta e le possibilità di fare un viaggio come quello che facemmo tre anni fa On the road per la Spagna non so se ce ne saranno prossimamente). Il “bello“ è che io non ho tanta paura che l’aereo cada, la mia paura è legata al dover stare in uno spazio “piccolo”, senza possibilità di muovermi e soprattutto sospesa fra le nuvole. Vorrei iniziare con un volo breve tipo Bari Roma e se non mi viene un infarto in volo continuare su questa scia.
  2. Alla veneranda età di quarant’anni voglio tatuarmi e, in una botta sola, vorrei fare un tatuaggio dedicato ai miei figli e uno dedicato a mio marito. Ovviamente anche qui devo fare un grande lavoro su me stessa perché un po’ per il dolore e un po’ per la paura di beccarmi chissà quale infezione fino ad ora ho sempre fantasticato sui tatuaggi ma non li ho mai fatti. 
  3. Perdere peso. Ho da perdere davvero tanti, tanti, tanti chili. Ma non riesco a smettere di mangiare perché nei momenti di sconforto, e ce ne sono tanti, io non faccio altro che buttarmi sul cibo però ora basta!!!!!!!  Devo perdere peso perché sono 20 kg sopra il mio peso ideale.

E voi, cosa vi siete prefissati?

BUON ANNO A TUTTIIII❤️❤️❤️❤️

Ps: seguitemi anche sul profilo Instagram _novabeh_

 
 

I miei primi 40 anni

Qualche giorno fa ho compiuto 40 anni.

Non un’età qualsiasi. 40 anni.

Quattro zero.

Quando ero bambina, un quarantenne per me era un matusalemme. 

Da ragazza, una “persona grande”.

E il bello è che,pur essendo io ora quella “persona grande”, non mi ci sento!! Io non solo non dimostro 40 anni ma non ci credo di averli compiuti perché non mi sento assolutamente una “persona grande”. 

Per carità ho due lauree, un lavoro a tempo indeterminato, una casa, un marito, 3 figli, una bella famiglia d’origine, delle fantastiche amiche (amicizie dell’età adulta però, purtroppo quelle della fanciullezza non si sono rivelate tali) però io mi sento una ragazza, non una signora. Fotte niente della consapevolezza, dell’esperienza…io voglio essere una ragazza😂😂😂😂😂

E, vi dirò, la verità, questo pensiero mi porta ad avere attimo di smarrimento e di tristezza perché io una ragazza non lo sono più!😭😭😭😭

Ma tranquilli credo che anche a 80 anni sarò una cazzara come ora. Chissà quanti anni dimostrerò e quanto me ne sentirò!!

 
 

La mammademme’

La mammademme’

Mio marito è il mio braccio destro (a dire il vero è braccio destro e sinistro 😂😂😂😂). Noi due siamo completamente interscambiabili e, anzi, si occupa di più cose lui rispetto a me. Lui si sveglia presto, va a correre, si doccia, sveglia i bimbi, fanno colazione insieme, li lava, li veste e li porta a scuola in bici (io compaio  al momento dell’antipidocchi/giubbotti/caschetti/bacini) e poi va a lavoro. 3 volte a settimane rientra alle 15:30, pranza in 5 minuti e accompagna i bimbi in palestra e piscina, 2 volte rientra alle 19 e rientrando fa la spesa. 

A lui piace tanto giocare con i bimbi (io devo ammettere che mi annoio), li porta dappertutto ecc senza mai lamentarsi.

La settimana scorsa mio marito è andato ad un convegno a Bari e ho dovuto accompagnare io i bimbi a scuola e soprattutto Flavio in piscina. Arriviamo, lo spoglio, lo preparo (cuffietta, costumino, ciabatte e accappatoio), 2 foto di rito e lo spedisco in vasca. Vado al bar e lo guardo dal monitor (bravo, bravissimo, MassimilianoRosolinoChi?) poi alla fine della lezione torno a riprenderlo, andiamo in doccia, nello spogliatoio e poi di nuovo al bar dove il mio campione beve un succo rigenerante. Ad un certo punto Flavio mi fa: mamma, in braccio”

“Ceeeeerto amore della ma…ma sei tutto bagnatooooooo!!! Hai fatto la pipì addosso?”

“No mamma! Non mi hai tolto il costumino bagnato”

Attimo di panico.

Ritornare nello spogliatoio, spogliarlo tutto e fare la sauna o portarlo a casa così?

Da brava mammademme’, nonostante i 10 gradi, l’ho portato a casa così (tanto eravamo in auto).

Quando l’ho raccontato alle mie amiche il commento è stato uguale per tutte “non dirlo a marco perché a lui non sarebbe successo”.

Bene, ma non benissimo 😩

 
 

Koala

In questi ultimi giorni, Giulio ha sviluppato una completa repulsione nei confronti di ogni letto di qualsiasi forma e dimensione. In questi ultimi giorni, Giulio poppa, si addormenta ma…appena lo posiamo su una superficie piana apre gli occhi, inizia a sbattere mani e piedi e ad emettere versetti (e se non si interviene entro 5 secondi i versetti diventano ululati). A quel punto basta posizionarlo a mo’ di koala, cuore a cuore, e dorme beato (fino alla poppata successiva che spesso è un’ora dopo, non pensate chissà che).

E beh-starete pensando- ti lamenti? Almeno così dorme!

“Almeno così dorme” il ca…volo! Sono io poi che non dormo o comunque sonnecchio. Innanzitutto perché ho paura di girarmi dal lato sbagliato e farlo cadere, e poi perché, nonostante io di notte mi muova poco, in quei momenti avverto l’irrefrenabile desiderio di muovere gambe, braccia, girarmi a destra, a sinistra, a pancia in giù…e quindi non dormo! Ogni tanto ci prova mio marito a farlo addormentare ma al

Nostro koalino il tronco del papà non va bene e resiste al massimo 10 minuti.

Stanotte poi come se non bastasse, Flavio ha deciso che senza mammina sua e i suoi capelli (un giorno ve ne parlerò) proprio non poteva stare e quindi è venuto a dormire con noi!!! Stamattina ho sonnissimo, la schiena a pezzi e tra un po’ arriveranno alcune mamme della classe di Matteo per parlare della scuola primaria 😱😱😱😱😱😱😱

 
 

Che la magia abbia inizio

Non ho mai realizzato nè comprato il calendario dell’avvento per i miei bimbi nè mia madre l’ha fatto con me quando ero piccola ( ohhhhh come mi sarebbe piaciuto)!! Quest’anno però ho deciso di organizzare per loro qualcosa di carino. Ho comprato un libro e la porticina degli elfi e dal primo dicembre comincerà la magia. 

Il primo dicembre, sabato, al risveglio farò trovare loro la porticina dell’elfo con un bigliettino e una penna. Quel giorno quindi scriveremo la lettera per BabboNatale. Dal giorno successivo L’elfo lascerà ogni giorno qualcosa per loro. Devo ancora organizzare ben benino il tutto ma ho in mente cose tipo foglio stampato da colorare, lettura di un libro, caramelle, cioccolatini, bigliettini del desiderio, regalini (ini ini). Non vedo l’oraaaaaaaa❤️❤️❤️❤️❤️😍😍😍😍😍😍.

Vi posto le foto della porta e del libro che ho acquistato 

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