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Tag: bambini

Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale

Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale

Su come il lavoro mi ha salvato la salute mentale.

Fare la mamma è bellissimo.

E lo ripeto ogni giorno, i miei bambini sono l’unica cosa bella e giusta che ho fatto nella mia vita.

Dopo Enea per un certo periodo ho anche smesso di lavorare credendo erroneamente che loro e solo loro fossero il centro lo scopo della mia vita.

Ho buttato via tutto. Anni di studio, anni di lavoro, professionalità e competenze credendo di trovare nel tempo passato insieme a loro il senso e lo scopo della mia vita.

Credendo che per essere una buona mamma sarebbe stato sufficiente esserci. Sempre e anche fin troppo.

Credendo che il mio valore di mamma si misurasse in ore passate insieme, in vestiti perfettamente stirati e in casa perfetta.

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini

Una sorella maggiore è colei che dopo aver tentato di eliminarti ti aiuta a mettere i calzini.

E colei che magari ti ha tanto desiderato, perché non c’eri. Ma poi quando arrivi per davvero si accorge subito che a volte sei di troppo. E non ti vorrebbe più, ma poi ti vorrebbe di nuovo.

E colei che si rende conto che non è facile condividere la mamma. A volte lo fa volentieri, ma molto spesso è la cosa che odia più al mondo. Perché la mamma è la mamma.

Che quegli abbracci che erano tutti per se all’improvviso vanno divisi equamente. E che né la mamma né il papà sono divisibili fisicamente.

Una sorella maggiore è colei che è orgogliosa di te, ma a cui allo stesso tempo la tua presenza infastidisce.

Che ti porta in braccio ma si stanca subito. Che dice che sei carino, ma lei è più bella. E che i fratellini e le sorelline delle sue amiche sono molto più belli e bravi di te.

Una sorella maggiore è colei che ti ama con tutta se stessa. Ma che poi, allo stesso tempo ti odia.

Se vostro figlio è un bambino bravo e ubbidiente non è merito vostro!

Se vostro figlio è un bambino bravo e ubbidiente non è merito vostro!

Se vostro figlio è un bambino bravo e ubbidiente non è merito vostro!

Se vi sentite wonder mamma perché avete un bambino bravo e ubbidiente sappiate che non è merito vostro ma è solo una botta di c…

E sapete perché vi dico così?

Perché ho due figli, concepiti con lo stesso padre, nati allo stesso modo, allattati nelle stesse posizioni e per lo stesso tempo.

Cresciuti nella stessa casa, educati allo stesso modo.

Cresciuti con gli stessi pannolini e sfamati con lo stesso cibo.

Molto simili fisicamente. Agli opposti caratterialmente.

Lei è ribelle. Oppositiva. Mi ha fatto vedere i sorci verdi durante i terribili due . Ad oggi è ancora capace di scenate holliwoodiane.

Dice sempre di no, fatica a ringraziare e non è mai contenta.

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Deve sempre dire la sua e la sua opinione è sempre il contrario di quello che pensano gli atri. Vuole stare al centro dell’attenzione e porta avanti le sue idee a testa alta.

Poi c’è lui. Buono molto più di un pezzo di pane. Dice sempre sì, è felice ed è grato. Non nega un sorriso a nessuno e non ho bisogno di chiedergli le cose due volte perché alla prima mi da ascolto. Si fida di me e da peso a quello che dico.

A vederli da fuori di lei direbbero che non sono stata abbastanza ferma nell’educazione, mentre con lui si.

Bene sappiate che li ho cresciuti invece allo stesso identico modo.

E’ carattere.

Due fratelli con caratteri opposti. Diversi nella maniera più estrema possibile.

Non sono state una madre fenomeno con lui e nemmeno una madre incapace con lei.

Ho dato ad entrambi il meglio che potevo dare. Li ho ascoltati entrambi e ho dato ad ognuno  il tempo di cui avevano bisogno.

Sono stata presente e sempre un po’ di corsa.

A volte ho sbuffato.

Ma non ho mai mancato di dare amore e ho sempre cercato di trattarli allo stesso modo.

Forse crescere figli è un po come cucinare un piatto. A volte esce in un modo, a volte in un’altro. A volte un po’ troppo saporito, a volte insipido. Di certo mai uguale

Ma le attenzioni e il tempo speso sono stati gli stessi.

I figli hanno un loro carattere e sono tutti diversi. E quando vedo quelle madri con un terribile due disperate e spettinate vorrei solo avvicinarmi e dirgli: lo so che sei

una brava mamma, ti è solo capitato un figlio con un carattere indomabile.

Quindi se avete un bambino buono ed ubbidiente ringraziate e basta. E sopratutto non guardate male le mamme di figli diversi dal vostro.

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10 cose da fare prima del parto secondo me

10 cose da fare prima del parto secondo me

10 cose da fare prima del parto.

Questo post è dedicato a tutte le primipare in dolce attesa che non vedono l’ora di abbracciare il proprio bambino.

Quello che voglio dirvi è che si sarà fantastico averlo tra le braccia, coccolarlo annusarlo. Ma ci sono cose che vi mancheranno del pancione e cose che farete fatica a fare con un neonato da gestire allora ecco le dieci cose da fare assolutamente.

Il servizio fotografico. Magari in questo momento col pancione vi vedete grosse e goffe, ma fidatevi siete bellissime e sopratutto il vostro aspetto col pancione vi mancherà un giorno. E allora regalatevelo un bel servizio fotografico per avere per sempre delle belle foto ricordo della gravidanza. Fidatevi ne vale la pena. Le riguarderete con nostalgia e romanticismo.

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa

I bambini non sono tutti uguali mettiamocelo in testa.

Lo sappiamo, ne siamo consapevoli tutti quanti. Ogni bambino è unico e speciale. Diverso dall’altro.

Ogni bimbo raggiunge le sue tappe e le sue conquiste in un tempo diverso da ogni altro bambino.

E specie nell’infanzia questa unicità andrebbe valorizzata.

Ed è proprio per questo che non ha senso cercare di fare raggiungere ai bambini più piccoli gli stessi obiettivi negli stessi tempi. Non si possono conformare i bambini.

Mamme contro mamme e la maternità

Mamme contro mamme e la maternità

Mamme contro mamme e la maternità.

Se c’è una cosa che riescono a far bene in Italia è il non far funzionare equamente le cose. Il dare privilegi solo ad alcuni e tartassare gli altri.

Il redistribuire malamente diritti e doveri. Tendenzialmente un po’ a caso.

Il rendere la vita facile ai soliti furbetti all’italiana.

Parliamo oggi di congedo di maternità. Un diritto che dovrebbe essere uguale e parimenti distribuito tra le donne che lavorano.

Di equo, in realtà, non c’è proprio nulla.

Partiamo dalla categoria più svantaggiata in assoluto: le mamme imprenditrici, quelle a partita iva o titolari di attività.

Per loro l’indennità di maternità è inesistente. La maggior parte di loro è costretta a lavorare fino alle doglie e deve, per forza di cose, tornare in attività pochi giorni dopo il parto. Perché se non lavorano non guadagnano e se non guadagnano non hanno o i soldi da versare all’inps che molto democraticamente chiede gli anticipi di anno in anno su quello che presumibilmente si andrà a guadagnare. E se poi non li guadagni? No problem, te li restituiscono in comode rate decennali. Tu invece devi pagare tutto e in anticipo.

Ci vuole molto coraggio ad essere una donna e mamma imprenditrice la giorno d’oggi.

Poi ci sono le mamme dipendenti che fanno lavori non considerati a rischio. Grazie alla nuova legge del 2019 potranno lavorare fino alla rottura delle acque e godere poi di ben 5 mesi a casa retribuiti all’80% ( perché se hai scelto di diventare mamma un pochino ti devono penalizzare sempre) e poi altri 6 mesi facoltativi al 30%. Un grande vantaggio insomma! No sono ironica perché in questo caso una legge che permette alle mamme dipendenti di lavorare fino al nono mese oltre ad essere stata scritta sicuramente da un uomo, non è dalla parte delle donne perché, pur essendo un’opzione a carico della donna ( vi ricordo che prima almeno il mese prima del parto ero di congedo obbligatorio)  datore di lavoro pretenderà di avere la lavoratrice a disposizione fino all’ultimo, togliendo alla futura mamma il riposo pre parto che è a mio avviso una cosa necessaria per il benessere di mamma e bambino.

Ci sono poi le più fortunate, le mamme che fanno un lavoro così detto a rischio. Queste entrano in maternità il giorno del test di gravidanza ed alcune ci restano fino al settimo mese del bambino pagate al 100%.

Che ci siano delle differenze è chiaro agli occhi di tutti. E sono proprio queste differenze così eclatanti a scatenare la guerra tra le mamme.

Perché parliamoci chiaramente: chi di noi non vorrebbe godersi la maternità a casa percependo lo stipendio e sapendo di conservare il posto di lavoro?

Io faccio parte della categoria di mezzo. Delle dipendenti che non svolgono lavoro a rischio e nelle due gravidanze nel tirare al settimo mese da cui avrei avuto accesso alla maternità ho sofferto moltissimo.

Perché il corpo cambia. Le nausee, il vomito, il sonno continuo e i giramenti di testa.

Per quanto la gravidanza possa essere fisiologica al massimo il corpo si modifica e con lui le esigenze.

Sentivo il bisogno di dormire al pomeriggio, cosa che non potevo fare.

Mi si si appesantivano le gambe, e anche se seduta alla scrivania mi faceva male la schiena. E si lo ammetto, guardavo con invidia le mamme che potevano stare a casa dal primo giorno.

La mia soluzione? Più maternità per tutte. Perché le donne in gravidanza hanno il sacrosanto diritto di fermarsi.

Perché quello che verrà dopo sarà ancora più faticoso.

E con un figlio si corre. Ma tanto.

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Impariamo a non andare nel panico con la febbre del bambino

Impariamo a non andare nel panico con la febbre del bambino

Impariamo a non andare nel panico con la febbre.

E a dirlo sono proprio io: Mammansia.

Lo ammetto, la prima volta in assoluto che mia figlia ha avuto la febbre sono andata nel pallone.

Non sapevo cosa fare né come gestirla.

Non sapevo se lasciarla sfogare oppure intervenire subito con antipiretico.

Con il senno di poi, con due figli all’attivo ho imparato che:

La coerenza delle mamme

La coerenza delle mamme

ono una mamma coerente.

Le dico di tenere in ordine la sua camera, ma poi se lei aprisse i miei cassetti della biancheria le scoppierebbe in facciauna bomba di mutande e reggiseni.

E nonostante questo la sua cartella di scuola e i suoi quaderni sono impeccabilmente in ordine.

Le dico che deve fare uno sport, perché lo sport fa bene e non deve crescere pigra.

Poi io sono la prima che non aveva mai voglia di andarci né alla sua età né adesso.

Cioè mi riprometto di farlo ma poi non lo faccio mai. E comunque si sa che lo sport fa bene. A tutti tranne che a me.

L’anno nuovo delle mamme è fatto di speranze e di sogni bambini

L’anno nuovo delle mamme è fatto di speranze e di sogni bambini

L’anno nuovo delle mamme è fatto di speranze e di sogni bambini.

Di piccole manine da stringere ed accompagnare giorno per giorno.

E fatto di sorrisi e di teneri abbracci.

Di mattine svogliate e fine settimane troppo corti.

L’anno nuovo delle mamme è fatto di curve di crescita. E di vestiti che una volta riposti l’anno successivo non andranno più bene.

L’anno nuovo delle mamme è fatto di attese e di ricordi di un passato così vicino eppure così lontano.

Perché nell’anno delle mamme i cambiamenti si misurano in cm in altezza.

In tempo passato che non tornerà mai e conquiste cosi belle e così malinconiche allo stesso tempo.

L’anno delle mamme è fatto di continui cambiamenti.

Di bambini che crescono e insieme a loro le mamme maturano.

Che cambiano punti di vista, impegni e routines giornaliere.

Quante cose ci sono negli anni delle mamme.

Che si guardano allo specchio  e trovano una ruga nuova o un capello bianco. Ma al contempo un figlio che è cambiato così tanto.

E ogni anno le mamme si ripromettono tante cose.

Di essere più ferme nell’educazione allo stesso tempo più montessoriane.

Di essere le migliori mamme del mondo e di fare meno sbagli rispetto all’anno precedente, senza capire che nessun gesto è uno sbaglio se fatto con amore.

Hanno sempre grandi aspettative le mamme per l’anno che viene.

E poi si ritrovano come prima.

Cosi imperfette e così belle.

Cosi mamme esattamente come sanno essere.

E con queste frasi auguro a tutte le mamme di riempire l’anno che viene di sorrisi, di abbracci e di coccole.

Di vivere nel presente e di non perdersi nulla della crescita dei propri bambini.

Auguro leggerezza. E tanto amore.

E auguro a me stessa di imparare finalmente ad essere più tollerante verso me stessa. Di perdonarmi le giornate no e di scegliere sempre una passeggiata al sole alla casa da riordinare .

E sopratutto di godermi giorno per giorno tra i caldi abbracci dei miei bambini

 

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Le mamme si danno sempre colpe che non hanno

Le mamme si danno sempre colpe che non hanno

Le mamme si danno sempre colpe che non hanno.

Ieri ero al telefono col mio pediatra perché ad Enea era scoppiato un gran torcicollo. Dopo avermi spiegato la terapia è arrivata la mia domanda da mamma:” dici che gli è venuto per colpa mia perché l’ho lasciato dormire storto'”

La sua risposta è stata: “Voi mamme dovete smetterla di darvi colpe che non avete.”

Ci ho riflettuto e ho capito che aveva ragione.

Mi sento in colpa per non essere riuscita nel parto naturale, privando loro dei benefici della flora batterica con cui avrebbero dovuto entrare in contatto attraverso il parto naturale.