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Perché una mamma non dovrebbe mai rinunciare a se stessa

Perché una mamma non dovrebbe mai rinunciare a se stessa

Perché una mamma non dovrebbe mai rinunciare a se stessa.

Perché io l’ho fatto ed ammetto candidamente di avere sbagliato.

Per un  periodo di tempo troppo lungo ho rinunciato alla mia carriera e ho accantonato tutti i miei sogni in nome di un amore che era così sconfinato da meritare, secondo me, di essere messo al primo posto senza se e senza ma.

E non rinnego quell’amore che cresce di pari passo ai loro kg, ma ho capito che insieme all’amore verso di loro deve crescere l’amore verso me stessa.

Che essere mamma è l’esperienza più importante e totalizzante della mia vita, ma allo stesso tempo è solo una parte della persona che sono.

Che pensare di concentrare la mia vita sull’essere mamma è stato uno sbaglio che ho pagato piuttosto a caro prezzo.

E che rimettermi in gioco è stato a tratti estremamente faticoso, ma che esserci riuscita è sicuramente una delle mie soddisfazioni più grandi.

Ho rinunciato al mio lavoro dopo la nascita di Enea, credendo di trovare nel mio piccolo nucleo familiare tutto ciò di cui avevo bisogno.

Ma col tempo l’insofferenza e la fatica sono cresciute un maniera proporzionale.

Ho deciso allora di tornare a lavorare.

Ho imparato che riuscire a incastrare tutti gli impegni con bambini piccoli da crescere è più complicato del massimo livello del tetris.

Che la mancanza di sonno unita alla fatica e agli impegni quotidiani può portarti al limite della sopportazione e dell’insofferenza.

Ho sognato per un periodo di aver spostato un ricco imprenditore e poter fare la mantenuta Se potessi scegliere di non lavorare, non lavorerei e senza rimpianti.

Ma poi.

Ho scoperto il piacere di essere molto più di una mamma.

Ho imparato a fregarmene se in casa non tutto è perfettamente al suo posto. E se la cena è la pizza per due sere di fila.

Ho imparato davvero il valore del tempo con i miei figli e il piacere di passare una giornata insieme all’aria aperta senza impegni.

Il sapore del caffè la domenica mattina in pigiama e senza fretta.

E la soddisfazione di avere, di nuovo, il mio stipendio e di viziare i miei figli senza dover rendere conto a nessuno.

Ho imparato che dopo una nottata difficile può bastare un po’ di caffè in più per arrivare a sera e crollare stanche ma soddisfatte.

Che il vero valore di una mamma non si misura in base alle ore passate coi propri figli ma dalla capacità di insegnare loro ad amarsi e cercare di costruire la propria vita in base alle proprie soddisfazioni personali.

Oggi come oggi se dovessi pensare di non lavorare più mi sentirei molto male.

Perché finalmente ho ritrovato la me di una volta.

Certo più impegnata e sempre di corsa, ma sicuramente la persona che amo e conosco da 35 anni.

Quella che ha fatto tanti sbagli e tante cose giuste.

E che il tempo ha reso più forte e più fragile alla stessa maniera.

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