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Perché i figli sono dei genitori e non dello stato. Save Alfie Evans

Perché i figli sono dei genitori e non dello stato. Save Alfie Evans

Perché i figli sono dei genitori e non dello stato.

E il piccolo Alfie è della sua mamma e del suo papà.

Ma il piccolo Alfie, in questi giorni, è diventato anche il figlio di tutti noi che km e km di distanza non facciamo altro che pensare a lui e alla sua lotta per la vita.

Quella vita stessa a cui troppo spesso noi adulti non diamo il giusto valore.

Non capisco come sia possibile che un giudice possa decidere della vita e della morte di un bambino.

Alfie è stato giudicato incurabile, dicevano che sarebbe morto una volta staccate le macchine ma Alfie vive e lotta con tutto se stesso.

Alfie è un esempio.

Forse la mia mente non è lucida, perché sono mamma e ho un bambino poco più grande di Alfie che ogni sera si appoggia su di me come il piccolo Alfie alla sua mamma.

Ma quale bestia può decidere della vita e della morte di un bambino scavalcando la volontà dei genitori che stanno lottando con coraggio e dignità per assicurare le giuste cure al loro bambino?

Alfie è il prigioniero dell’orgoglio e del malaffare.

Lo stanno uccidendo ma lui resiste.

Perché i figli sono nostri, e siamo noi genitori responsabili della loro educazione e della loro salute.

Siamo uomini e donne liberi e dobbiamo lottare per difendere la nostra libertà.

Dai trattamento sanitari imposti e da tutto ciò che lede la nostra libertà e il nostro diritto alla libera scelta.

Perché Alfie poteva essere il nostro bambino. E allora dovremmo domandarci se avremmo avuto lo stesso coraggio dei suoi genitori. E dobbiamo chiederci se quel coraggio lo dimostriamo ogni giorno, in ogni scelta che coinvolge i nostri figli

Sul web dal profilo di Simone Boscali, titolare del blog Arcadianet ho trovato questo pezzo :

Un giorno un bambino di questi si sveglierà e l’uomo più forte del mondo diventerà – portando in alto l’Amore”.
(Giuseppe Povia – “Chi comanda il mondo”)

La verità sul piccolo Alfie l’abbiamo sempre avuta sotto gli occhi e qualcuno a tratti l’aveva intuita.
Alfie deve morire per lor signori, perché ciò che rappresenta va oltre la sua delicata figura.
Una classe scientifica che si crede infallibile, la stessa che vuole dirci come immunizzare i nostri figli o di che sesso sono indipendentemente da ciò che dice il loro corpicino, ha sbagliato totalmente con lui, la diagnosi e il successivo non-trattamento, l’averlo condannato a morte.
E l’errore di questa classe autoreferenziale rappresenta l’intero sistema culturale che sta a monte, dimostrato dalla complicità della giurisprudenza.
Alfie è un testimone scomodo. Non può vivere perché dimostrerebbe quanto gli infallibili siano fallaci.
Come in un complotto di stato, come ai tempi dell’omicidio di Kennedy, Alfie deve morire perché il suo respiro, il battito del suo cuoricino, potrebbe dire troppo contro troppe persone.

Alfie sta morendo, dice un giudice, come se stesse annunciando il risultato di una partita.
Ma Alfie si sta anche svegliando e sta diventando l’uomo più forte del mondo portando in alto l’Amore.

Un intero sistema di criminali, pedofili, massoni, con tutti i mezzi globali di cui dispone è in ginocchio davanti alla potenza di un bimbo impossibilitato a letto, affamato, assetato, tenuto sin qui in vita solo dall’amore di due genitori che valgono la Volta Celeste.

Ti siamo tutti veramente grati Alfie, hai messo paura ai nostri carcerieri più di quanto noi non si sia mai fatto.
Sei l’Alfie-Re della Speranza.”

E io aggiungo: ti prego Alfie non mollare.

Tu così piccolo non hai idea di quanti cuori sei riuscito a smuovere, e quante lacrime versare.

Perché i bambini non dovrebbero soffrire mai. E i bambini speciali come te hanno tanto da insegnarci.

Non mollare Alfie perché non siete soli.

Non mollare perché non devono averla vinta loro. Perché fai parte del poco di buono che c’è in questo mondo.

Non mollare piccolino perché sei nei nostri cuori e per quando poco possa contare prego per te.

Per la tua mamma e il tuo papà.

Prego per tutti noi, che siamo sempre più lontano dall’essere uomini liberi.

Non mollare Alfie.

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