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Nessuno mi aveva detto quanto sarebbe stata complicata la mia vita

Nessuno mi aveva detto quanto sarebbe stata complicata la mia vita

Nessuno mi aveva detto quanto sarebbe stata complicata la mia vita con l’arrivo dei miei figli.

Ma nemmeno che sarebbe stata così bella.

Come prima cosa nessuno mi aveva detto che avrei conosciuto la stanchezza, quella vera, che pesa sulle gambe e sulle ossa. Quella stanchezza che ti fa bruciare gli occhi e chiuderli nei luoghi più disparati.

Quella stanchezza che ti trascini dietro giorno per giorno sperando in un domani migliore. Ma il domani migliore tra una cosa e un’altra non arriva mai.

Nessuno mi aveva detto che avrei imparato a dormire cullata dal loro respiro, e a svegliarmi immediatamente ad ogni loro minimo sussulto.

Che i miei week end non sarebbero passati a rilassarmi sul letto ma a scappare dal letto dove in due ti sarebbero saltati sulla schiena come fossi un materasso.

Ma in effetti nessuno mi aveva detto quanto li avrei amati quei week end.

Nessuno mi aveva detto che il tempo avrebbe preso un nuovo ritmo, che il domani sarebbe stato atteso ma poi rimpianto. Che non sarebbe più contato l’andare ma il restare. Qui e ora.

Che ogni attimo sarebbe stato prezioso nella consapevolezza che il tempo nessuno possa restituirtelo.

Che le giornate a lavoro sarebbero state più lunghe, e la testa sarebbe rimasta in parte la, in quell’asilo, in quella scuola. Dove uno ti ha salutato piangendo e l’altro preoccupato per il compito che lo aspettava.

No non me lo avevano detto che avrei imparato a dare tanta importanza agli abbracci, al contatto fisico e alle coccole.

Che ci sarebbe stato qualcuno che nei miei abbracci si sarebbe perso e io con lui.

Nessuno mi aveva detto quanto avrei amato quei piccoli corpicini, cosi morbidi e profumati, e che durante la notte non avrei mai potuto fare a meno di loro, nonostante i calci nelle costole e le manine unte sulla faccia.

Nessuno me lo aveva detto quanto sarebbero state importanti le foto, il poter immortalare il tempo che passa.

E allo stesso modo nessuno me lo aveva detto che guardando quelle stesse foto il mio cuore avrebbe avuto un sussulto e mi sarei chiesta “ma quando esattamente sono cambiati cosi tanto?

Nessuno me lo aveva detto che avrei dovuto fare i miracoli e non solo, per incastrare orari scolastici, lavoro, feste e ponti.

Nessuno me lo aveva detto che sarei diventata campionessa dei 1000000 metri in pochi secondi a consolare pianti, e curare ginocchia sbucciate.

Nessuno me lo aveva detto che sarei letteralmente entrata in una nuova dimensione come nel mondo di Alice, dove tutto ciò che aveva importanza un tempo ora non lo avrebbe più avuto e il ritmo delle giornate sarebbe stato folle ma perfetto.

Nessuno me lo aveva detto che sarebbe stato difficile, complicato, faticoso e stressante. Ma che non avrei mai dubitato del fatto che ne sia valsa la pena.

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