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L’inserimento alla scuola materna la mia prima esperienza

L’inserimento alla scuola materna la mia prima esperienza

L’inserimento alla scuola materna è un momento molto delicato per loro e per noi specie se, come nel mio caso, il bambino non ha frequentato il nido.

Questo è quanto accadeva al quarto giorno:

L’inserimento alla materna è iniziato lunedì, quindi oggi è stato il quarto giorno.

Non ci sto capendo molto a dire il vero, a parte che mi sono trasformata in una trottola avanti e indietro all’asilo.

Il primo giorno un’ora insieme a me, il giorno dopo un’ora da sola e per due giorni due ore.

Praticamente la lascio, la saluto, la bacio, esco, piango e torno a prenderla. Semplice no?

In queste poche ore mi manca, terribilmente.

io e Sempreallegro siamo spiazzati dal silenzio,dalla mancanza di caos.

Sempreallegro si guarda intorno sconvolto dal fatto che non ci sia nessuno che gli fa i dispetti, che gli tira via i giochi, che gli fa lo sgambetto.

Io spiazzata dal silenzio assordante.

 

Come farò quando starà a scuola fino al pomeriggio?

Ma lei, per adesso è molto serena. Va a scuola felice, si comporta da bimba grande. A scuola sta imparando tante cose, non posso negarlo.

Quanto possono crescere in fretta? Troppo in fretta.

Ormai ne ho la certezza, loro crescono e noi non riusciamo a stargli dietro, il tempo ha misure diverse per noi e per loro.

Ho visto altre mamme piangere. Quanto può essere difficile ammettere che il proprio bambino, lo stesso che hai portato nove mesi sotto il tuo cuore, non ha più bisogno solo di te? Ha bisogno di altre esperienze, di confrontarsi con i suoi coetanei e di iniziare a conoscere le regole della società.

Già. E noi possiamo guardare e dobbiamo imparare a metterci da parte.

Quando è a scuola conto i minuti che ci separano. il secondo giorno che erano in giardino mi sono appostata dietro la siepe per vedere di nascosto, poi Sempreallegro ha urlato e la mia copertura è saltata!

Sono ridicola? Parecchio e man mano che cresceranno lo diventerò sempre di più.

Poi le cose sono andate avanti e in pochi giorni ha iniziato stare a scuola a tempo pieno.

Ci sono stati giorni difficili, in cui quando l’ho lasciata ha pianto, tanto. Io davanti a lei mi sono trattenuta, ma appena fuori ho tirato fuori tutta la mia tristezza.

Ho iniziato a salutarla con una linguaccia per rendere il saluto un momento allegro e non un momento di triste distacco, e questo ha funzionato.

Continua a mancarmi?Troppo. Ma lei adesso è serena.

La scuola è il suo minimondo, l’ambiente in cui puoi canalizzare le sue energie in attività divertenti e costruttive da condividere coi suoi coetanei.

Ogni giorno quando la vado a prendere ha un disegno per me e un fiore che ha raccolto in giardino.

Cosa vorrei di più? Niente, la sua serenità è tutto per me, poco importa se fino alle 16 guardo in continuazione l’orologio!

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