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La coerenza delle mamme

La coerenza delle mamme

La coerenza delle mamme.

Sono una mamma coerente.

Le dico di tenere in ordine la sua camera, ma poi se lei aprisse i miei cassetti della biancheria le scoppierebbe in facciauna bomba di mutande e reggiseni.

E nonostante questo la sua cartella di scuola e i suoi quaderni sono impeccabilmente in ordine.

Le dico che deve fare uno sport, perché lo sport fa bene e non deve crescere pigra.

Poi io sono la prima che non aveva mai voglia di andarci né alla sua età né adesso.

Cioè mi riprometto di farlo ma poi non lo faccio mai. E comunque si sa che lo sport fa bene. A tutti tranne che a me.

Le dico di non mangiare troppi dolci, poi le preparo la sua torta preferita e  la sera appena si addormenta addento la mia tavoletta di cioccolata nascosta in fondo al frigorifero.

Le dico di mangiare le verdure che fanno tanto bene poi sono la prima arriccia il naso davanti ai broccoli.

Le dico che deve sottostare alle regole. Perché la società è fatta di regole e bisogna imparare a rispettarle e a conformarsi. Ma poi sono la prima a non sopportarle e a infrangerle sempre. Sono la prima a non essere conforme e ad arrabbiarmi quando lei vuole essere uguale agli altri. Sono la prima che la sprona a tirare fuori la sua personalità, a usare il suo cervello e ad essere la pecora nera del gruppo se necessario.

Le dico che deve studiare per trovarsi un lavoro serio. Ma poi sono quella che sogna e che non brama il lavoro e il posto fisso ma il lavoro che ti fa stare bene. Sono la prima allergica alla routine e alle giornate tutte uguali e che morirebbe in fretta a fare lo stesso lavoro tutta la vita.

Le racconto le favole in cui ci sono un principe e una principessa e il cavallo bianco. Ma poi sono consapevole che la principessa per andare a cavallo non ha bisogno del principe ma solo di se stessa e del suo coraggio.

Le dico di correre sempre, e ripeto a me stessa di correre meno.

Le racconto dell’amore eterno. Ma non credo nemmeno io nell’amore eterno, tuttalpiù credo in un sentimento che muta e cresce e porta alla reciproca sopportazione.

Le racconto il mondo così come mi è stato raccontato. Consapevole che non tutto è vero e che le cose cambiano in fretta. Che quello che fa la differenza è il proprio punto di vista e modo di affrontare le situazioni e la vita stessa.

Le racconto e le insegno tante cose. Troppo spesso dimenticando che l’unica cosa che davvero conta è la ricerca della felicità. Se fossi coerente glielo ricorderei più spesso.

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