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La mia esperienza con l’omeopatia veterinaria

La mia esperienza con l’omeopatia veterinaria

La mia esperienza con l’omeopatia veterinaria

Premessa: visto che ho numerosi fan che mi accusano di voler fare divulgazione scientifica senza possederne i titoli adeguati vi informo che in questo articolo parlerò della MIA personale esperienza, non invito nessuno a evitare la medicina tradizionale, nemmmeno io la evito tranne che in questo caso.

Questo è il  mio blog e mi sembra giusto condividere questa esperienza.

Ok posso iniziare il mio racconto.

Tutto è iniziato una notte di Giugno 2012. Poche settimane dopo il terremoto. Stavamo dormendo, quando nel cuore della notte la mia cagnolina Ciuffy ha iniziato a tremare.

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Non avevo idea di cosa fosse l’epilessia, non sapevo nemmeno che anche i cani potessero esserne affetti. Panico, corsa alla clinica, tempo di arrivare e lei stava benissimo.

Ovviamente la veterinaria mi ha guardato come fossi una povera pazza, disse che poteva aver avuto un calo di zuccheri.

Passarono pochi mesi da quell’episodio quando un pomeriggio Ciuffy ricominciò a tremare.

Questa volta fui più veloce nella corsa in clinica e vedendola che ancora ansimava la veterinaria capì che si era trattata di una crisi epilettica.

Fece tutti gli esami e dato che le crisi erano state solo due mi consigliò di aspettare prima di intraprendere la terapia tradizionale.

Purtroppo nel giro di un anno le cose peggiorarono, arrivammo a avere una crisi al mese.

Parlai con la mia veterinaria e poichè Ciuffy era giovane, prima di intraprendere la terapia tradizionale, mi indirizzò verso una veterinaria omeopatica.

La terapia tradizionale una volta iniziata va portata avanti per sempre, i farmaci usati non tolgono del tutto le crisi ma allungano i tempi tra una crisi e l’altra. Purtroppo essendo farmaci alla lunga possono dare problemi al fegato, ai reni e ad altri organi.

E cosi presi appuntamento e andai da questa veterinaria. La prima visita duro un paio di ore, volle sapere tutto sulla cagnolina, lo stile di vita, le abitudini e dopo qualche giorno mi indicò il preparato con cui iniziare.

Si tratta di granuli, da mettere in mezzo a del cibo appetibile.

I miglioramenti non tardarono a farsi avanti, col tempo il rimedio è stato rimodulato in dosaggi e potenze, ma le crisi si sono distanziate e di parecchio, parliamo di 2/3 crisi all’anno, praticamente lo stesso risultato che avrei ottenuto con la terapia tradizionale!

Io non conoscevo l’omeopatia ed onestamente ero abbastanza scettica, ho voluto provare e , in questo caso, ha avuto successo.

Quando ne parlo poi ci tengo a sottolineare che non si tratta di effetto placebo perchè lei è un cane e non sa che le sto dando una medicina.

Ulteriore conferma dell’efficacia l ‘ho avuta una volta che sono rimasta senza granuli e la farmacia tardava a procurarmeli, ha avuto subito una crisi.. casualità? può essere come no.

Nel mio caso omeopatia e terapia tradizionale si completano, infatti se i granuli omeopatici aiutano a distanziare le crisi, durante la crisi vera e propria spesso le somministro del valium per aiutarla a riprendersi prima.

Ho ricevuto qualche critica quando ho pubblicato questo articolo.

Come prima cosa mi è stato detto che l’effetto placebo esiste anche negli animali e deriva principalmente da una maggiore attenzione del padrone verso l’animale. Ecco non mi pare sia il mio caso, le somministro la terapia come se le dessi un pezzo di wurstel normale e contemporaneamente ne do uno anche all’altra cagnolina che ovviamente non è “farcito”.

MI è poi stato fatto osservare che sto deducendo l’efficacia del trattamento omeopatico da un singolo caso e questo è scientificamente scorretto. L’osservazione è giusta e doverosa. Non sono un veterinario e non posso affermare che l’omeopatia possa tenere a bada l’epilessia in tutti i cani, quello che posso affermare però è che Ciuffy, da quando ho iniziato l’introduzione dei granuli omeopatici, variando le potenze come suggerito dalla veterinaria, ha avuto una regressione delle crisi epilettiche, che si sono parecchio distanziate.

Questo non dimostra quindi che l’omeopatia sia efficace e possa sostituirsi alla terapia tradizionale in ogni situazione. Ma dimostra che ogni situazione deve essere valutata e soppesata.

Nel mio caso il ragionamento si è basato sul fatto che le crisi epilettiche non fossero eventi di per sè fatali e che non esisteva terapia in grado di eliminarle del tutto.

Potevo percorrere due strade: affidarmi subito alla terapia tradizionale o tentare prima con la cura omeopatica ed eventualmente interromperla per passare a quella tradizionale.

Ho scelto la seconda strada. Non credo di aver sbagliato, le crisi si sono distanziate. Che sia stato il caso o la terapia omeopatica onestamente poco mi importa. Quello che conta è non vederla tremare cosi spesso come prima.

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