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Impariamo a non andare nel panico con la febbre del bambino

Impariamo a non andare nel panico con la febbre del bambino

Impariamo a non andare nel panico con la febbre del bambino.

E a dirlo sono proprio io: Mammansia.

Lo ammetto, la prima volta in assoluto che mia figlia ha avuto la febbre sono andata nel pallone.

Non sapevo cosa fare né come gestirla.

Non sapevo se lasciarla sfogare oppure intervenire subito con antipiretico.

Con il senno di poi, con due figli all’attivo ho imparato che:

  1. se il bambino che ha la febbre ha meno di 6 mesi di età sempre meglio, in prima battuta,  dare un colpo di telefono al pediatra.

Sui bambini più grandi invece occorre invece come prima cosa monitorare il bambino.

La febbre non è una nemica. E questo noi mamme dobbiamo ripetercelo come un mantra.

La febbre è la fisiologica reazione del corpo a virus e batteri. Innalzando la propria temperatura il corpo riesce a indebolire i patogeni.

Ed è proprio per questo che la febbre non va vista come un nemico da sconfiggere ma appunto come un prezioso alleato. Anche quando essa risulta abbastanza alta.

Il consiglio del pediatra è quello di valutare e monitorare lo stato del bambino.

Se il bambino nonostante la febbre è tranquillo e bello vigile non è necessario abbatterla per forza anche se supera i 38.5.

Diverso il caso in cui il bambino sia palesemente molto sofferente.

Altra cosa. Noi mamme tendiamo a coprirli. Più la febbre è alta e più noi li copriamo (sono io la prima a commettere questo errore)

Bisogna invece scoprirli per aiutare il corpo a gestire la temperatura.

Più li copriamo e più la febbre sale. A volte basta anche solo scoprire le gambe per aiutare la febbre a scendere in maniera del tutto fisiologica.

Impariamo quindi a non abusare degli antipiretici e dedichiamoci molto di più all’osservazione del bambino.

Un bambino con la febbre è un bambino il cui sistema immunitario sta lavorando bene. Se noi lasciamo che la febbre faccia il suo corso il bambino guarirà prima e meglio.

La febbre non è nemica ma una preziosa alleata.

E in caso di dubbi prima di farci rendere la panico una telefonata al pediatra facciamola.

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