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Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Finché sono piccoli è quasi tutto facile, è il dopo che mi fa molta paura.

Sto iniziando a rifletterci ora che Carlotta ha 6 anni. Mi rendo conto che il tempo è volato e prima di accorgermene avrò a che fare con un’adolescente.

Più ci penso e più la cosa mi fa paura.

Io sono stata un adolescente abbastanza tranquilla, a tratti ribelle,  chi in fondo non lo è in quel particolare periodo della vita, ma ho sempre avuto chiaro il concetto del giusto e dello sbagliato.

Conoscevo i pericoli e per questo sono sempre stata in grado di difendermi.

Certo una buona dose di fortuna ha aiutato, ma tutto sommato è andata bene.

Il fatto è che i pericoli del mondo di oggi sono molti di più rispetto ai pericoli del mondo di ieri.

E sopratutto sono molto più vicini e raggiungibili.

Raggiungibili alla portata di un click.

Il pericolo ai miei tempi era la droga. Ma la droga non poteva arrivare direttamente a casa attraverso lo smartphone. La droga andava cercata, quindi sì era un pericolo ma non cosi scontato da trovare.

Un pericolo che si può spiegare, far capire. Di cui si può parlare, prevenire e nei casi più brutti vederne i segni. Le droghe le conosciamo, e noi 30 enni di oggi siamo certo più pronti dei nostri genitori a riconoscerne i primi segni.

Altro pericolo dei miei tempi era il motorino. Oggi di motorini non se ne vedono quasi più. E l’educazione stradale è certamente più evoluta.

Il pericolo era lo sconosciuto che si avvicinava, ma l’avvicinamento fisico è una cosa tangibile da cui ci si può allontanare facilmente.

Erano le caramelle degli sconosciuto che istruiti a dovere si rifiutavano a priori.

Adesso invece il pericolo è nelle tasche dei nostri adolescenti. Nei loro smartphone.

Perché se una volta coi vecchi cellulari poteva contattarti solo chi aveva il tuo numero, ora con gli smartphone con i social integrati tutto il mondo è in grado di interagire con te senza fare fatica e di nascosto dai genitori.

Mi fa paura il mondo del web.

Perché mentre io che sono adulta sono in grado di gestirlo un adolescente non lo è.

Gli adolescenti sono curiosi, e proprio la loro curiosità potrebbe spingerli oltre troppo vicino al pericolo.

Sono narcisisti. Basta un complimento per ottenere la loro fiducia.

Ma il problema maggiore è che sono adolescenti troppo presto. Vogliono crescere troppo in fretta a causa degli eccessivi stimoli che gli da la società moderna.

Ma antropologicamente non hanno gli strumenti giusti per affrontare il mondo reale e virtuale,.

Noi genitori di oggi infatti siamo chiamati ad insegnare ai nostri figli oltre al mondo reale anche quello virtuale che può, anzi secondo me è molto più pericoloso di quello reale.

Perché puoi difenderti da un pericolo quando esso è tangibile, ma è molto più difficile riconoscere un pericolo quando è inconsistente, etereo.

Ci sono le catene della morte, ci sono i malintenzionati che nascosti dietro profili falsi riescono ad adescare le nostre adolescenti.

Ci sono le sfide, ci sono i selfie estremi.

E tanti altri pericoli che probabilmente non conosco.

E allora cosa possiamo fare allora noi genitori?

Io parlo ai miei figli, parlo tanto. Gli racconto e gli spiego in maniera che imparino ad essere sempre attenti e a non fidarsi di chi non ha un volto tangibile.

Insegno loro cosa sia giusto e sbagliato  e non ho paura a raccontare a loro quanto il mondo e le persone possano essere crudeli.

Un po’ di sana paura e timore secondo me è l’ingrediente giusto per stare quanto più possibili lontani dai pericoli.

Li invito ad avere fiducia in loro stessi ed utilizzare la propria testa ed intelligenza senza farsi mia trascinare dalla massa.

Li invito a pensare e riflettere. Coltivo il seme del pensiero libero e dissidente.

Li invito a condividere con me le cose belle e quelle meno belle.

E sopratutto voglio che capiscano che io sarò sempre qui, al loro fianco pronta ad aiutare e a dare consigli senza giudicare mai.

E spero sia questa la cosa fondamentale per far si che non accada mai loro nulla di male.

Non possiamo proteggerli da tutto. Ma è nostro dovere dare loro gli strumenti giusti per affrontare la vita e il mondo.

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