Cos’è il vbac e perchè sceglierlo

Cos’è il vbac e perchè sceglierlo.

Cesareo chiama cesareo? Assolutamente no!

Molte di noi possono aver, per i motivi più disparati, aver partorito con taglio cesareo. Se si decide di affrontare una nuova gravidanza viene spontaneo chiedersi: dovrò, per forza,  subire un’altro cesareo?

La risposta è NO!

Se la gravidanza è fisiologica e non ci sono le condizioni che in ogni caso obbligherebbero a un cesareo ( Placenta previa, presentazione podalica del feto o altre condizioni cliniche) una donna può decidere se avere un parto spontaneo.

Si chiama VBAC (vaginal birth after cesarean) o VBA2C nel caso sia un parto natuare dopo due cesarei. Ve ne avevo accennato QUI

Quali sono i benefici di un parto spontaneo per il bambino?

  1. Le contrazioni comprimono il petto del neonato aiutandolo ad espellere il liquido il che lo aiuterà a respirare meglio dopo la nascita;
  2. Durante il travaglio il bambino produce un particolare ormone detto dello stress che aiuterà le vie aeree ad adattarsi meglio alla nascita. Gli altri ormoni prodotti durante il parto poi esercitano un effetto rilassante sul bambino stesso;
  3. Il contatto con il canale del parto permette al piccolo di entrare in contatto con un patrimonio di probiotici, ossia di batteri buoni che entrano a far parte del sistema immunitario del nuovo nato, rendendolo, per il futuro, più resistente alle infezioni.

E per la mamma?

  1. Ricordiamoci sempre che un parto cesareo, anche se chiamato parto, è un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Presenta quindi tutti i rischi legati a tale pratica, come rischio di emoraggia, infezioni alla ferita e problemi con l’anestesia;
  2. La ripresa da un parto naturale è molto più veloce rispetto a un cesareo;
  3. L’allattamento è agevolato;
  4. Dopo uno o più cesarei inoltre si possono avere problemi alle gravidanze successive, ad esempio problematiche relative alla placenta.
  5. C’è anche un aspetto emotivo da considerare, infatti durante il cesareo spesso il papà non può assistere e il bambino viene portato via subito, togliendo di fatto al nuovo nucleo familiare un primo importantissimo imprinting. Di questo ne ho parlato Qui.

Ma quali sono i potenziali rischi di un vbac?

Il rischio che maggiormente spaventa le mamme è la rottura d’utero. Ma voglio rassicurarvi perchè il rischio di rottura d’utero in una precesarizzata è solo leggermente superiore rispetto a una donna al primo parto. E siamo alla percentuale del 0,5%.

La rottura d’utero però non avviene all’improvviso ma è predetta da alcuni segnali:

  1. Sanguinamento vaginale anomalo;
  2. Dolore intenso a livello della cicatrice e tra una contrazione e l’altra;
  3. CTG patologico e conseguente sofferenza fetale;
  4. Arresto di travaglio dopo inizio efficiente.

Ecco perchè in caso di vbac è sufficiente tenere il monitoraggio sempre attaccato.

Se dovessero infatti verificarsi due o più degli eventi sopraindicati sarete velocemente trasportate in sala operatoria.

Allo stato attuale non in tutti gli ospedali è possibile praticare il vbac e ogni ospedale ha il suo protocollo.

In alcuni ad esempio in caso di gravidanza che si protrae oltre le 40 settimane è possibile indurre il parto come dimostra questo studio, in altri invece in questo caso si procede a un cesareo elettivo.

Alcuni ospedali consentono l’uso dell’analgesia epidurale altri no.

Se desiderate quindi avere il vostro parto naturale dopo uno o più cesarei, cosa che vi consiglio con tutto il mio cuore, informatevi, parlate con ginecologi a favore, ostetriche e con gli ospedali della vostra zona.

Avere un parto naturale, se possibile, è un diritto vostro e del vostro bambino.

Credeteci e non smettete mai di lottare per regalare a voi stesse il vostro parto.

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