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Autore: mammansia

Come cambia CONCRETAMENTE la vita dopo i figli

Come cambia CONCRETAMENTE la vita dopo i figli

Come cambia CONCRETAMENTE la vita dopo i figli.

Durante la prima gravidanza le persone che ti circondano te lo ripetono come un mantra:

“Vedrai come ti cambierà la vita, niente sarà più come prima.”

Vero la vita cambia, ma CONCRETAMENTE volete sapere come?

Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Sono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

ono una mamma chioccia pentita. Mamme non siate pesanti!

Lo ammetto sono stata una mamma chioccia.

Da quando sono nati mi sono sempre separata da loro con sofferenza e fatica. Li ho sempre affidati alle cure di altre persone il meno possibile e poco volentieri.

Sono stata molto più che una mamma appiccicosa.

Amavo sentirli attacchi alla mia gonna e non mi pesava.

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Cari papà, i figli non sono solo delle mamme. Sveglia!

Ovviamente non ce l’ho con tutti i papà del mondo, ma purtroppo è assodato che nella stragrande maggioranza dei casi i figli sono delle mamme.

Perché storicamente è sempre stato così e delle tradizioni non ce ne si libera cosi facilmente.

Tecnicamente ogni bambino ha due genitori.

Di fatto la maggiore quota di gestione finisce alle madri.

Vuoi perché fin dall’inizio le madri hanno il diritto di stare a casa da lavoro per qualche tempo, vuoi perché l’uomo difficilmente lavora part time, vuoi perché troppo spesso una donna che è anche mamma non riesce a trovare un lavoro.

E cosi per una serie infinite di coincidenze i figli diventano più dell madre troppo spesso.

Che li vestono, li portano a scuola e li vanno a prendere. Che vanno ai colloqui e interagiscono con gli altri genitori. Che sanno i vestiti di cui hanno bisogno e i pasti da preparare.

Poi ci sono le mamme che oltre a fare le mamme, lavorano e fanno anche da papà.

Perché quando le coppie di separano i figli restano alla madre. Certo il padre avrà le visite, qualche week end ma come sempre la maggior parte della gestione resta sempre in carico alla donna.

Io personalmente sono madre, donna lavoratrice, colf, taxista e anche un po’ papà perché lui non c’è mai.

Esce la mattina quando noi dormiamo ancora e torna a casa che i bambini hanno già cenato.

D’estate è compito mio scegliere i centri estivi per poter svolgere il mio lavoro.

Gli sport li gestisco io.

Alla merenda ci penso io, cosi come a lavare i vestiti dei bambini e i i bambini stessi.

Gli uomini spesso fanno cosi. Mettono il loro lavoro al primo posto credendo che il contributo economico compensi le mancanze affettive di aiuti pratici senza rendersi conto che il denaro non compensa gli aiuti mancati, le assenze eccessive e il tempo che vola.

Non mi sono mai sentita cosi sola da quando sono diventata mamma.

E ho tirato fuori le unghie e i denti.

Ma ogni giorno che passa mi sento sempre più eroe e meno semplicemente me stessa.

Semplicemente una mamma che fa molto di pi di quello che dovrebbe fare.

Troppi uomini delegano senza capire quanto pesi una quotidianità fatta di corse, di traffico e di cose da svolgere che finiscono sempre lasciate a metà perché di aiuti non se ne hanno.

Forse è l’epoca storica in cui è più difficile essere mamma.

Quando alla donna viene richiesto di essere tutto ed esserlo perfettamente, quando essere tutto non è umano.

Non è umano far ricadere tutto sulle donne e non sentirne il peso.

Dal mio canto quando vedo i papà davanti alle scuole provo un senso di invidia perché i miei figli ho sempre presi io.

E anche un velo di tristezza perché la mia situazione non la posso cambiare ma devo solo restare a galla e sopravvivere in un qualche modo.

 

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Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria

Tutto il necessario per la scuola primaria.

Un anno fa a quest’ora Carlotta terminava gli ultimi giorni di asilo ed io tra un momento di malinconia e uno di euforia mi chiedevo che cosa avrei dovuto acquistare per la scuola primaria.

Sono una mamma molto apprensiva, organizzata e pianificatrice e non potevo pensare nemmeno lontanamente di preparare ogni cosa all’ultimo minuto.

Col senno di poi vi dico che ci sono cose che si possono acquistare prima, per tutto il resto vi tocca aspettare la prima riunione o qualche comunicazione della scuola.

Le mamme e i loro infiniti compromessi

Le mamme e i loro infiniti compromessi

e mamme e i loro infiniti compromessi.

Con se stesse e con il resto del mondo.

Quanti compromessi fanno le mamme. Iniziano dalla gravidanza, quando scendono a compromessi con la bilancia e con quel corpo che cambia in tutto e per tutto.

Nell’aspetto e nelle energie.

Nelle forme.

Scendono a compromessi si col dolore del parto, perché non esiste dolore eguale, eppure loro sopportano e questo solo per amore.

Da quando sono mamma io l’estate la odio

Da quando sono mamma io l’estate la odio

Da quando sono mamma io l’estate la odio.

La odio dal profondo del cuore e non per il caldo.

La odio perché quando ero bambina io si viveva benissimo con un solo stipendio e estate significava tre mesi al mare con mamma e amiche.

Perché negli anni 80′ le ferie te le potevi permettere anche con un solo stipendio

Adesso oltre a tendere a sopravvivere con due stipendi tiri pure a fare le ferie per due motivi.

  1. Costano troppo

2 . Un lavoratore normale ha solo 4 settimane di ferie all’anno

Era bella l’estate, era tempo da passare in famiglia.

Era relax, pausa, si staccava la spina ma per davvero.

Adesso i bambini passano dalla scuola al centro estivo che alla fine è sempre dentro la scuola.

E i genitori che si lamentano per la durata eccessiva delle vacanze estive si devono pure sentire dire  che loro i figli vogliono solo parcheggiarli.

Eh non cari miei.

NOI GENITORI CHE LAVORIAMO NON VOGLIAMO PARCHEGGIARE I N OSTRI FIGLI E ANCHE QUANDO LI MANDIAMO AL CENTRO ESTIVO (CHE COSTA COME UNA SETTIMANA ALLE MALDIVE) LO FACCIAMO MALVOLENTIERI E LO FACCIAMO SOLO PER ISTINTO SI SOPRAVVIVENZA.

E facile parlare per chi il problema non lo vive

Io sarà il caldo eccessivo e improvviso

Sarà l’estate ma questa anno mal sopporto. E la sopporto sempre meno di anno in anno.

Odio dover giocare a tetris con le ferie elemosinate, le settimane di centro estivo in una corsa affannosa fino a settembre

Odio poter regalare loro solo pochi giorni di mare quando due stipendi appena bastano per coprire le spese contingenti e niente di lussuoso

Odio tirarmi il collo dal mattino ala sera, correre nel traffico col caldo e la macchina rovente solamente per tirare a sopravvivere

E far sopravvivere loro

Oggi sono tutta un lamento

Ma che cosa ci posso fare se le mie estati erano cosi belle quando ero piccola e adesso mi fa tanto arrabbiare non poter donare ai miei figli le stesse bellissime estati.

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Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro

Una mamma deve insegnare loro a volare. Ma io vorrei volare al posto loro.Sono felice nel vederli crescere e insieme a loro, la loro indipendenza.Ma.Vorrei percorrere la loro strada al posto loro per stanare tutte le trappole e scansarle via.Per cadere al posto loro e sbucciare le mia di ginocchia.Per spianargli la strada.Per lasciare loro solo le cose belle, le felicità e i successi.Vorrei versare io tutte le lacrime che inevitabilmente verseranno. E sentire io il dolore delle loro sconfitte, delle giornate no.Vorrei conoscere il segreto per vivere sempre felici e insegnarglielo.

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la liberà, eliminate le chat di classe!
Le chat di classe sono strumenti inutili e pericolosi. Non servono a nulla se non a testare il livello di sopportazione e di sottomissione delle persone.

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa.

O almeno alle scuole elementari secondo me non hanno alcun senso.

Specialmente se i bambini già frequentano a tempo pieno.

Al giorno d’oggi, quando in famiglia si lavora in due e senza aiuti l’unica soluzione per troppe famiglie è lasciare i bambini a scuola a tempo pieno.

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Addirittura dove abito io non ho avuto scelta. O tempo pieno o nulla.

Mia FIGLIA va alla scuola primaria a tempo pieno. Passa otto ore al giorno a scuola per cinque giorni a settimana. In totale fanno 40 ore esattamente come un lavoratore full time.

Ma un lavoratore full time finite le sue ore è libero.

I bambini no.

I bambini hanno i compiti nel week end e a volte anche durante la settimana.

Eppure un lavoratore normale se fa dello straordinario gli viene retribuito, ad un bambino no

Ecco io non sono assolutamente d’accordo col dare i compiti nel week end e durante la settimana.

I bambini hanno il sacrosanto diritto di annoiarsi

Di riposarsi.

Hanno diritto a godere del week end senza dover pensare ai compiti. Anche che sia solo colorare una scheda.

Non è giusto.

Non è il modo per far amare lo studio ai bambini.

Lo studio e la voglia di studiare deve essere qualcosa che viene. Lo studio è piacere. Non obbligo e costrizione.

Dopo 8 ore di scuola e dopo 40 ore settimanali i bambini devono potersi riposare e cosi anche i genitori.

Non so per voi ma per me il week end è un incubo al solo pensiero dei compiti.

Passiamo la settimana di corsa e il week end è sempre un gioco ad incastri per fare le cose rimaste indietro. Ora devo anche incastrarci anche i compiti.

Non ci potevo credere finché non l’ho provato.

E non ditemi che alle elementari sono necessari per imparare perché non è cosi.

Se fanno un buon lavoro durante le ore scolastiche è più che sufficiente.

Le scuole medie sono un altro discorso, ma le scuole elementari devono modernizzarsi.

E i compiti a casa sono la cosa più arcaica a e antipatica.

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Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.

Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.

Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.Lasciateli correre nei prati e saltare nelle pozzanghere di fango. I vestiti si lavano, il tempo perso non si recupera.Tirateli giù dal divano e fategli respirare l’aria fresca. Anche se piove non importa, i vestiti si asciugheranno.Emozionatevi insieme a loro guardando un tramonto e ballate sotto la pioggia. Ascoltate la natura e il respiro del mare. E fatelo anche voi.Portateli fuori quando nevica e mangiate la neve insieme a loro. Se fa freddo basta coprirsi. Il ricordo della neve resterà tra i loro ricordi più belli dell’infanzia.