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Mese: Maggio 2019

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la libertà, eliminate le chat di classe

Ridateci la liberà, eliminate le chat di classe!
Le chat di classe sono strumenti inutili e pericolosi. Non servono a nulla se non a testare il livello di sopportazione e di sottomissione delle persone.

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa

Posso dire la mia? Odio i compiti a casa.O almeno alle scuole elementari secondo me non hanno alcun senso.Specialmente se i bambini già frequentano a tempo pieno.Al giorno d’oggi, quando in famiglia si lavora in due e senza aiuti l’unica soluzione per troppe famiglie è+ lasciare i bambini a scuola a tempo pieno.Addirittura dove abito io non ho avuto scelta. O tempo pieno o nulla.Mia FIGLIA va alla scuola primaria a tempo pieno. Passa otto ore al giorno a scuola per cinque giorni a settimana. In totale fanno 40 ore esattamente come un lavoratore full time.

Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.

Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.

Lasciate i bambini liberi di sporcarsi e conoscere il mondo con le loro mani.

Lasciateli correre nei prati e saltare nelle pozzanghere di fango. I vestiti si lavano, il tempo perso non si recupera.

Tirateli giù dal divano e fategli respirare l’aria fresca. Anche se piove non importa, i vestiti si asciugheranno.

Emozionatevi insieme a loro guardando un tramonto e ballate sotto la pioggia. Ascoltate la natura e il respiro del mare. E fatelo anche voi.

Portateli fuori quando nevica e mangiate la neve insieme a loro. Se fa freddo basta coprirsi. Il ricordo della neve resterà tra i loro ricordi più belli dell’infanzia.

Non allontanateli dagli animali, lasciate che li tocchino, li accarezzino e li bacino. Un bambino che rispetta gli animali sarà un adulto migliore.

Lasciate che i bambini siano semplicemente bambini. E insieme a loro curate il bambino che abita dentro di voi.

Lasciate i bambini liberi di scoprire sperimentando con le loro mani. Non fate per loro, lasciateli fare da soli.

Insomma lasciate che siano liberi, perché in pochi anni saranno come noi adulti e schiavi del lavoro, del tempo e delle apparenze.

Lasciate che sporchino i vestiti, potete sempre lavarli. I bambini che si sono sporcati sono bambini che si sono divertiti.

E non importa che rovinino le scarpe, tanto il piede cresce in fretta e nel giro di poco sarebbero state comunque da cambiare.

E sopratutto godete del tempo con loro. Senza risparmiarvi mai.

Vestiteli comodi e sopratutto fate attenzione alle scarpe.

Risparmiate su tutto ma non sulle scarpe che devono essere adatte ad un piede in crescita e costruite con materiali puliti e non tossici.

Per le scarpe dei miei bimbi scelgo molto spesso Primigi che  è sempre presente  al Pitti Immagine Bimbo, il salone internazionale del childrenswear.

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I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare

I bravi nonni non hanno pretese e sanno dare.Non so se sia un fatto di età che avanza, che invecchiando si torna bambini. Con vizi, capricci e pretese.Fatto sta che molti nonni non sanno dare ma solo pretendere.Ci sono nonni che sono semplicemente meravigliosi. Che si fanno in quattro per i figli e ancor più per nipoti. Che aiutano economicamente e a livello pratico.Ci sono nonni che estinguono mutui, e altri che fanno i tassisti, cuochi, baby sitter. Dando sempre tutto ciò che possono dare, e sopratutto lo fanno col cuore.Nonni che pur abitando lontano ci sono. Che mandano regali. Che sono davvero interessati ai nipoti e ai figli.

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui

Sono gli stessi genitori ad essere intolleranti verso i figli altrui.Diventare genitore non ti rende una persona più umana, comprensiva. Anzi troppo spesso accentua i lati negativi e le insofferenze delle persone stesse.Sono gli stessi adulti, già genitori, ad essere intolleranti verso i figli altrui.A non provare un minimo di empatia, anzi più i loro figli sono grandi più tendono a mettersi sul piedistallo e a non sopportare e criticare i figli degli altri.Ieri sono andata la cinema cinema con il mio compagno ed i miei figli.Per dovere di cronaca non eravamo a a vedere un film da adulti, ma un cartone per bambini.Nei posti davanti a noi una fila di genitori con figli più grandi dei miei. Si siedono e il più alto si mette proprio davanti ad Enea togliendogli tutta la visuale.Non dico nulla e faccio cambio di posto con mio figlio.

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

Ergobag Lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate

La scelta degli zaini per i nostri bimbi è davvero infinita.

Oggi come oggi nei negozi troviamo zaini di tutti i tipi, forme dimensioni e materiali.

Oltre all’aspetto estetico, nella scelta dello zaino è estremamente importante valutare l’effetto sulle schiene dei nostri figli, perché ho notato che anche in prima elementare ci sono giorni in cui lo zaino è davvero pesante.

La prima alternativa è quindi sicuramente lo zaino a trolley, con questo tipo di zaino il peso non viene più ripartito sulla schiena. Tuttavia il trolley ha di contro che risulta ingombrante e non è comodo in caso di gite o momenti in cui si abbia necessità di muoversi con agilità.

L’alternativa al trolley è lo zaino ergonomico.

Oggi vi parlo di un progetto che mi ha entusiasmata da subito. Vi parlo di uno zaino che oltre ad essere ergonomico è super ecologico. Di fatti per realizzare questo zaino servono 18 bottiglie di Pet.

Care mamme ecco a voi lo zaino che nasce dalle bottiglie riciclate.

Stiamo educando i bambini alla cultura del riciclo. I miei figli sanno riconoscere i bidoni della differenziata e sanno bene che le cartacce non si buttano a terra.

Scambiano i giochi coi loro amici per riciclare tutto quello che si può riciclare e quando ho raccontato loro come i loro nuovi zaini nascano da materiali di riciclo sono rimasti letteralmente stupefatti.

Volete sapere come sono prodotti?

Le bottiglie PET vengono raccolte e portate agli impianti di riciclaggio. In seguito, solo le bottiglie trasparenti vengono selezionate per il processo di riciclaggio.

Le bottiglie vengono quindi triturate in piccoli fiocchi PET e poi lavate.

I fiocchi PET vengono fusi e mescolati. La massa calda viene poi trasformata in fibre a loro volta tagliate alla lunghezza di 3 mm.

I pellet vengono di nuovo fusi, trafilati e torsi a formare un filo. Il filato finito viene avvolto su bobine destinate alla tessitura.

Da questo filato vengono prodotte le stoffe con cui sarà prodotto lo zaino.

Sembra una magia ma invece è realtà!

Se pensate che i materiali siano brutti o di pessima qualità credo che le foto parlino da se.

Gli zaini sono belli, colorati e resistenti. Il materiale non sembra affatto provenire da bottiglie di pet.

Sono leggerissimi e piacevoli al tatto.

Lo schienale è ergonomico e lo zaino ha le fibbie da allacciare davanti come gli zaini da trekking, in questo modo il peso viene ridistribuito in maniera ottimale.

Lo schienale inoltre è regolabile in base all’altezza del bambino affinché lo zaino calzi alla perfezione come un paio di scarpe.

Uno zaino bello, confortevole e sopratutto ecologico.

Sul sito che trovate Cliccando qui ne troverete diversi modelli e varianti a tema.

I miei bimbi indossano:

Carlotta il modello  “prime” adatto proprio alla scuola primaria

Enea invece la versione “mini” dedicata all’asilo.

Abbiamo abolito le bottiglie in plastica da diversi anni quindi oltre agli zaini abbiamo anche le borracce in polipropilene, senza sostanze tossiche e che possono contenere liquidi fino ad una temperatura di 80 gradi.

Insomma possiamo assolutamente dire di essere green!

 

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