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Mese: Giugno 2018

All’ultimo giorno di scuola. A te che sorridi e a me stessa che piango.

All’ultimo giorno di scuola. A te che sorridi e a me stessa che piango.

All’ultimo giorno di scuola. A te che sorridi e a me stessa che piango.

In fondo il tempo vola.

Proprio ieri ti accompagnavo dal fotografo per scattare quella foto che avrebbe fatto capolino su quell’armadietto, e quel cassetto.

Quella foto che ti avrebbe accompagnata in un percorso, fatto di primi distacchi di lacrime amare e nascoste.

Di risate bambine e di visi che sarebbero cambiati di giorno in giorno.

Proprio ieri tenevo tra le mani le tue cose per portarle all’asilo. Le stesse cose che oggi mi vengono restituite lasciando un armadietto anonimo e pronto a settembre ad ospitare un’altra foto, un altro bambino, un’altra storia.

35 anni e tutte le cose che mi mancano da morire

35 anni e tutte le cose che mi mancano da morire

35 anni e tutte le cose che mi mancano da morire.

Ho già 35 anni. Sono mamma, e agli occhi degli altri non mi manca nulla. Effettivamente è così, ma ci sono cose che ho lasciato lungo la strada che mi mancano da morire.

Mi manca l’ottimismo, e il coraggio di pensare che un giorno sarei stata tutto ciò che volevo.

Mi mancano le forze per pensare di riuscire a cambiare il mondo. Quella forza che, un tempo, mi faceva guardare al futuro con coraggio ed entusiasmo.

Perché alla fine in fondo è sempre colpa mia

Perché alla fine in fondo è sempre colpa mia

Perché alla fine in fondo è sempre colpa mia.

Assieme al ruolo di mamma ho scoperto di aver guadagnato anche il ruolo di scaricabarile.

Da quando sono mamma ogni cosa in negativo che riguarda i miei figli è sempre per colpa mia.

Se piangono è colpa mia che non so capirli.

Se fanno i capricci è colpa mia perché non so dare la giusta disciplina

Se hanno i capelli annodati è colpa mia che li pettino bene.

Se fanno le puzzette è colpa dell’alimentazione sbagliata che gli propino io.

Se si ammalano è colpa mia che non dovevo portarli in quel luogo. E così via.

Ma c’è una decisione che ho preso e per cui so già che da ora in poi sarò la colpa di qualsiasi cosa, anche del riscaldamento globale e dello sterminio delle balene in Giappone.

Sto parlando del temibilis anticipo alle elementari.Sarà colpa mia se piangerà, se farà capricci, se avrà brutti voti se non avrà voglia di studiare.

Se invece sarà felice, andrà bene a scuola, e sarà serena non sarà merito mio ma solo una grande dose di culo.

Poi arriveranno dei papà su questo post e si sentiranno offesi dalla mamma tutto fare.

Certo non pretendo coi miei racconti di entrare nelle vostre case ma racconto di me e delle mamme come me, i cui papà sono fantasmi dediti al lavoro che a momenti non sanno nemmeno che classe frequenta il figlio.

Parlo alle mamme che si trovano a prendere tutte le decisioni da sole assumendosene il peso, la responsabilità e le conseguenze .

Le conseguenze però chissà come mai ce le prendiamo solo in negativo, perché come ho detto prima se le conseguenza sono in positivo allora sarà merito solo della fortuna.

Se non siete ancora mamme non spaventatevi dalle mie parole, perché alla fine non ve ne fregherà più di tanto del giudizio e delle opinioni degli altri tanto sarete prese nel vostro ruolo di mamme e negli impegni.

Oggi ho visto un a neo mamma, mamma da due mesi mi ha detto:” Nessuno mi aveva detto che sarebbe stato così difficile”.

Poi ha preso il suo fagottino lo ha stretto i un abbraccio e se n’è andata.

Si è tutto difficile. Non c’è nulla nella vita da mamma che sia semplice.

Tranne l’amore.

Si quello è semplice. E solo per lui vale la pena.

Tutto.

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Il cuore delle mamme. Batte. Sobbalza. Trema

Il cuore delle mamme. Batte. Sobbalza. Trema

Il cuore delle mamme. Batte. Sobbalza. Trema.

Il cuore delle mamme batte sempre un pò più forte.

Il cuore delle mamme a volte trema.

Ogni tanto sobbalza.

Qualche volta piange.

Spesso sorride.

Il cuore delle mamme è tenero. Si scioglie con nulla. Ma a volte deve essere duro perché la vita lo irrigidisce.

La soluzione è il part time. No la soluzione non esiste.

La soluzione è il part time. No la soluzione non esiste.

La soluzione è il part time. No la soluzione non esiste.

Lavoro in ufficio part time. “Che fortuna” esclamerete in molte.

Ma con questo articolo voglio dirvi che la soluzione, quando si hanno dei bambini, non è nemmeno il part time.

Innanzitutto col part time lavori, ma agli occhi degli altri e specialmente dei colleghi non fai nulla.

Lo capisco che agli occhi di una persona che lavora full time vedere il collega che fa part time faccia pensare che lo stesso lavori quasi zero. Ma vi assicuro che si lavora, eccome se si lavora, anzi molto spesso ti trovi a fare le cose che altri devono fare in otto ore nella metà del tempo.

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi

La totale incompatibilità degli orari scolastici e lavorativi.

Vi prego parliamone perché io da quando ho ripreso a lavorare sto toccando con mano la drammaticità della cosa.

Gli orari scolastici dei figli e quelli lavorativi dei genitori sono totalmente incompatibili. Senza contare i giorni di scuola che sono sempre risicati.

Vogliamo poi parlare delle vacanze? Quelle estive, di Pasqua, di Natale, i ponti, gli scioperi e chi più ne ha più ne metta. Ah le lezioni: per le elezioni la scuola primaria è chiusa  oltre al sabato e la domenica 3 giorni.Quindi cinque giorni di chiusura per un giorno di elezioni. Se hanno bisogno ci vado io a sistemare le sedie!

Poi c’è l’estate. Le scuole chiuse d’estate per quasi quattro mesi. Quattro mesi di ferie che nessun lavoratore ha a disposizione.

Un lavoratore normale ha si e no 2/3 settimane di ferie. Quando gli va di lusso.

Allora hanno inventato i centri estivi che costano come una settimana di vacanza. Perché se vuoi lavorare allora devi pagare.

Lo capite il controsenso???

Così li mandi al centro estivo perché non puoi fare altrimenti ma rinunci alle vacanze perché tutti i soldi sono stati spesi per il centro estivo

E tutto l’anno trotterelli tutto il giorno incastrando scuola, baby  sitter, dopo scuola e l’amica che ti fa il favore.

Supplichi aiuti a destra e manca.

Tutto perché viviamo un una società completamente disorganizzata, che vuole farti credere che invece la disorganizzata sia tu.

Dove il valore della famiglia non ha un peso specifico. Le mamme lavoratrici non sono tutelate in alcun modo e il fatto che debba chiedere aiuto lo fanno passare come mortificazione.

Con datori di lavori che sbuffano alla richiesta di permessi e giorni ferie.

Con carriere stroncate.

E mamme a partita iva costrette a lavorare anche la notte.

Viviamo in una società incentrata sull’ego del singolo e in questo drammaticamente sbagliata.

Dove un figlio è visto solo come un intralcio alla carriera lavorativa. E che ad una donna la carriera lavorativa la stronca praticamente sempre.

Nemmeno  il part time ti salva perché parliamoci chiaramente 4 mesi di vacanze scolastiche su 12 sono 1/3 dei mesi dell’anno e pure se lavori la mattina comunque devi andarci e non puoi portarti dietro i figli.

E allora ti chiedi se avresti dovuto rinunciare al lavoro

O se va bene così.

Non so voi ma io sono molto avvilita ultimamente. Qualsiasi cosa faccia non è mai abbastanza. E c’è sempre qualche imprevisto da affrontare e a cui rimediare.

Senza aiuti con due figli la vita è davvero difficile.

E il peso troppe volte è solo sulle spalle delle mamme.

Il marito? Lui lavora. Lui. perché tanto il lavoro delle donne passa sempre in secondo piano.

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Lo spannolinamento. Ogni bimbo a modo suo

Lo spannolinamento. Ogni bimbo a modo suo

Lo spannolinamento. Ogni bimbo a modo suo.

Vi avevo già parlato della fase dello spannolinamento riferendomi alla prima esperienza su Carlotta Come togliere il pannolino

Ora che finalmente anche il secondo figlio è riuscito nell’impresa posso aggiungere qualche cosa in più.

Innanzitutto la cosa da tenere in mente è che ogni bimbo, nella sua unicità, trova il suo modo.

Ma la cosa più importante da tenere in considerazione è che ognuno trova il suo momento.

La stanchezza delle mamme. Anche le mamme si esauriscono.

La stanchezza delle mamme. Anche le mamme si esauriscono.

La stanchezza delle mamme. Anche le mamme esauriscono le pile a volte.

La stanchezza delle mamme è il tipo di stanchezza più potente che esista sulla faccia della terra.

Le mamme si stancano fisicamente, si stancano di testa e a volte anche di cuore. E non vogliono ammetterlo.

Le mamme fanno, le mamme organizzano, pensano, scelgono. Per se stesse e per gli altri. Si caricano di responsabilità.

Le mamme controllano.

I peggiori uomini che ho incontrato nella mia vita

I peggiori uomini che ho incontrato nella mia vita

I peggiori uomini che ho incontrato nella mia vita.

Oggi vi parlo di me.

Di quella che è stata la mia disastrosa vita sentimentale fino ai 30 anni (Dopo ho avuti i figli e altro a cui pensare).

Penso che alla base del mio problema ci sia il fatto che sia cresciuta a suon di favole, quindi le mie aspettative sull’amore erano decisamente troppo alte per trovare mai una reale collocazione. E un uomo che somigliasse almeno lontanamente al principe azzurro.

Ho puntato sempre alle persone sbagliate, complice una bassa autostima.

Il primo amore posso definirlo più che amore dipendenza. Non mi sembrava vero che qualcuno avesse finalmente notato me che non ero più tutta ciccia e brufoli ma avevo preso le sembianze di una ragazza. Solo che lui era il tipico “mi voglio divertire” quindi è rimasto con me un annetto circa finché non ha deciso che voleva fare il barista, stravolgere la sua vita e ovviamente come prima cosa liberarsi della cozza quale ero.

E’ stata la prima grande delusione, ma in fondo mi ha temprata. Non avevo la minima idea di cosa avrei incontrato in seguito!

Da li una serie di uomini che sono entrati e usciti più o meno alla velocità della luce-.Qualcuno è rimasto qualche mese in più qualcuno l’ho liquidato io. Perché se è vero che sono una romantica sognatrice quando è troppo è troppo.

Farò un breve catalogo:

Cominciamo per la tipologia più diffusa: Il “Ti voglio finchè non ti posso avere poi quando ti ho non ti voglio più”. Questi esseri compaiono nella tua vita e sanno subito che ti vogliono. Ti illudono di avere avuto il colpo di fulmine. Sembrano dei principi azzurri. Ti cercano, giorno e notte, ti corteggiano, ti fanno sentire importante finché non gliela dai. Dal giorno dopo sei attraente ai loro occhi come un insalata scondita. Spariscono. Ti chiedi se siano morti, se li cerchi tu hanno il coraggio di infastidirsi. Normalmente svaniscono nel nulla e nemmeno ti chiederanno mai più come stai.

Seguono la classifica i Ti voglio finché non sento la mia ex. Uscite insieme, sono gentili e galanti,. offrono la cena e la prima sera non ci provano nemmeno. Tutto perfetto ma dopo qualche giorno in cui si sono volatilizzati finché non ti mandano un messaggio:” Scusa ho sentito la mia ex e sono ancora innamorato di lei. Ciao”

Segue poi la categoria: Ti voglio ma non troppo. Ti vogliono, ti cercano solo se lo decidono loro. Se decidi di tua spontanea volontà di mandare un messaggio sei già una rompicoglioni. Sono uomini pieni di se che devono avere il pieno controllo della situazione tu non devi disturbarli perché devono sentirsi liberi.. Ecco questi li ho sempre eliminati io per prima.

Poi arrivano loro i fantastici: Ti voglio ma solo ogni tanto perché sono fidanzato. Sono fidanzanti, relegati in una storia di comodo da cui non si libereranno mai. Fatevene una ragione! voi siete solo la boccata di aria fresca prima tornare a intanarsi di nuovo nello scantinato di un rapporto che si trascina solo per abitudine. Ricordatevi sempre di stare alla larga da questi personaggi perché se stanno in quello scantinato è perché ci vogliono stare. Non li tirerete mai fuori, e se per caso lo farete tempo una settimana avranno già trovato un’altra che gli piace di più e non siete né voi né quella ormai ex.

Poi ci sono loro gli indecisi. Che gli piaci, magari provano un sentimento vero, però non se la sentono perché una storia seria è difficile. Però ti vorrebbero. E allora compaiono con grandi paroloni, poi spariscono perché non se la sentono. E quando meno te lo aspetti, quando li hai già archiviati loro fanno come la Madonna, ricompaiono. E tu ci caschi perché sei una sognatrice. Ma la comparizione dura poco perché poi non se la sentono più. Spariscono e ricompaiono ancora. Giusto per essere sicuri che tu sia ancora li e non abbia una vita senza di loro. Datemi retta se avete tra e mani un personaggio del genere datevela a gambe. Perché non si decideranno mai e continuerete a soffrire in un limbo.

Finiamo con i I mi dispiace ma non ti amo. Loro ti illudono. Ci sono, ti cercano e continuate a vedervi anche dopo la prima volta che siete stati a letto. Ti trattano da regina e ti lasci andare, perché santiidio te la meriti anche tu una bella storia finalmente!! Procede tutto alla grande finché un giorno dal niente se ne escono con la frase:”E’ stato bello, ma non ti amo”. In realtà molto probabilmente hanno già un’altra e la scusa del sentimento è solo una scusa.

E da tutte queste esperienze ho imparato poche cose ma essenziali:

Se ti vuole ti cerca. Se non ti cerca non ti vuole.

E’ inutile tentare di salvare l’insalvabile.

Non correre mai dietro a nessuno. A meno che non sia lo scippatore.

Gli uomini non cambiano.

Se pensate di meritare di meglio sicuramente è così. Non accontentatevi mai.

 

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