Vita da mamma – Prendere i bambini all’asilo

Vita da mamma – Prendere i bambini all’asilo

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La vita da mamma non è sempre semplice, anche andare a prendere i bambini all’asilo può diventare una sfida!

Ieri come tutti i giorni della settimana sono andata a prendere i bambini all’asilo, esco di casa con passeggino, vuoto, e il cane. Appena esco dal portone mi accorgo che piove, non piove molto ma quella pioggerella fine fastidiosa, giusto quel poco che basta per rovinarti i capelli l’unico giorno che hai deciso di lisciarli e tenerli sciolti. Torno a prendere l’ombrello o parto? Ho i minuti contati , tiro su il cappuccio del giaccone e decido di proseguire senza ombrello, con un incosciente ottimismo penso che smetterà e se propio non smette faremo merenda al bar aspettando che ci venga a prendere il papà.

Mi piace andare a piedi all’asilo, ci vogliono 10 minuti esatti, considero la “camminata” il mio esercizio quotidiano, convinta che sia abbastanza per bruciare tutte le schifezze che mangio. Ovviamente non è così ma sorvoliamo questo punto, mi piace questa finta convinzione di essere una donna attiva.

A metà strada la pioggia si fa più insistente e la gente mi guarda come se fossi pazza a camminare senza ombrello con un passeggino vuoto e il cane sotto (nel porta oggetti). Mi fermo in un paio di negozi a vedere se trovo degli ombrelli da bambini, ma niente.Oggi non ho fortuna ma non mi perdo d’animo, sono inglese ! Cosa vuoi che sia un’pò di pioggia!

Arrivo all’asilo parcheggio passeggino con cane ed entro a prendere i bambini.

Prendo prima la grande, fuori dalla porta della classe c’è uno stormo di genitori , prevalentemente mamme e nonne. Le mamme chiacchierano tra loro, tenendo un occhio sulla porta che sta per aprirsi, le nonne invece sono fisse davanti alla porta, è una questione molto seria, tutti vogliono entrare il prima possibile. Nessuno vuole che il proprio bimbo debba attendere, nemmeno io, ma qui si va ben oltre la ragione. Mi avvicino quanto posso alla porta, una nonna davanti a me mi guarda come per dire  “ devi passare sul mio cadavere se vuoi entrare prima di me” . Ho una buona posizione, sono terza al massimo quarta, ma appena si apre la porta si scatena la rissa, mamme e nonne mi passano “educatamente” davanti come se fossi trasparente. In un secondo l’entrata è un ingorgo di genitori che cercano i propri figli, rimango dietro la folla e allungando il collo cerco di incrociare lo sguardo di mia figlia. Eccola, la mia topolina, seduta al banco che cerca il mio sguardo tra la folla. Finalmente ci abbracciamo, le metto il cappotto e cerco di scambiare due parole con la maestra per sapere se è andato tutto bene. Ma anche qui c’è da lottare, la maestra viene presa d’assalto, tutti vogliono sapere tutto! Ci sono mamme che insistono e restano 10 minuti a parlare con sta povera maestra che ne avrà piene le scatole a fine giornata! Finalmente la maestra mi vede, mi fa gesto con la mano “ tutto ok” , perfetto ! Andiamo a prendere il piccolo.

E qui non è da meno, G mi chiama continuamente, mamma mamma mamma mamma con fastidiosi colpetti alla gamba, mentre l’educatrice mi sta spiegando di che colore era la cacca di mio figlio oggi. Leo in tutto questo sta tentando di evadere e con una mano lo blocco afferrando il cappuccio della felpa. L’educatrice continua a parlare, cerco educatamente di concludere il discorso, di non impazzire e urlare contro i bambini. Sto sudando come un arrosto in forno, con addosso il giaccone umido di pioggia, la borsa a tracolla che pesa come un sacco di cemento e i capelli che mi vanno da tutte le parti ( perchè ho voluto fare la figa con i capelli sciolti?!). Riesco a prendere L, lo faccio sedere sulla panchina davanti al suo armadietto, vuole togliere le pantofole da solo, un respiro profondo e “ certo amore fai tu”. Lentamente toglie gli strap, sfila le pantofole una alla volta e le ripone nella scatola, ci vogliono 5 minuti. 5 minuti lunghissimi con G che mi tira, insiste che ha fame e vuole la merenda frugando nella mia borsa alla ricerca di cibo. La tentazione di strappargli via ste benedette pantofole e mettergli le scarpe è fortissima, ma lo lascio fare e continuo la sauna nel mio giaccone. Nel frattempo altre mamme mi scavalcano cercando di entrare nell’armadietto proprio dietro di me , c’è una tale confusione che ne basta la metà. Finalmente le pantofole sono nella scatola e le scarpe ai piedi. Giubbotto al volo e scappiamo fuori.

L in passeggino, G mi tiene la mano, cane nel porta oggetti, siamo pronti !Sono sudata e paonazza ma la lotta dell’asilo è finita ! Finalmente andiamo a fare merenda poi tutti a casa! Usciamo dal portone dell’asilo, “ cazzo diluvia!”

Conisigli di MammAcs

Informazioni su mammacs

Mi chiamo Anna, sono mamma di due bambini meravigliosi e mi piace sperimentare con loro tante attività creative! Sul mio blog oltre alle attività creative per bambini troverai qualche idea di fai da te, per le mamme creative come me ma anche qualche articolo leggero e ironico sulle mie esperienze di mamma!

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