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Smettere di allattare prima di cominciare

mamma e bimbo
Mamma e bimbo

Ogni donna ha una sua storia personale con l’allattamento. C’è chi allatta per anni, chi allatta solo per pochi mesi, chi vorrebbe allattare ma non ci riesce e chi invece decide di non allattare. Ogni donna è spinta da diverse motivazioni, che fanno prendere una decisione piuttosto che un’altra.

Non sono qui per giudicare nessuna. Ogni donna fa quello che pensa sia meglio per se stessa e per il suo bambino. E se è veramente convinta della sua scelta, allora magari è proprio quella giusta. Ci sono tanti fattori che dovrebbero essere presi in considerazione e non sopporto quelle che giudicano chi non ha allattato senza provare a sentire il suo punto di vista.

Io ho allattato a termine. Sono cresciuta col latte artificiale perché mia mamma non aveva latte. Ho amiche che hanno allattato per 3 o 4 mesi fino al rientro al lavoro. Amiche che hanno smesso di allattare allo spuntare del primo dentino. Ognuna ha la sua storia da raccontare.

Vorrei raccontarvi la storia di tre amiche, che hanno smesso di allattare ancor prima di cominciare (o, per meglio dire, che ci hanno avuto qualche problema all’inizio ed hanno deciso di rinunciare subito). Sono mamme come me, non sono migliori o peggiori di me per le loro scelte sull’allattamento. Hanno fatto quello che il loro istinto gli consigliava. E i loro bambini stanno crescendo bene lo stesso. Loro sono serene per la scelta fatta e la rifarebbero. Sicuramente incontreranno donne che gli diranno che hanno sbagliato, che l’OMS consiglia l’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi, che non dovevano arrendersi. Ma se l’allattamento al seno diventa un problema e fa stare male la mamma, fino a che punto è giusto continuare ad insistere?

La mia prima amica ha partorito con taglio cesareo. Un cesareo improvviso perché dal monitoraggio risultava una lieve sofferenza fetale. La bambina è nata senza problemi. L’ospedale faceva il rooming in durante il giorno e la notte si poteva lasciare i bambini al nido, che poi venivano portati alla mamma per l’allattamento. Le ostetriche hanno dato alla mia amica tutte le informazioni necessarie sull’allattamento. E le hanno spiegato come far attaccare la bambina. Dopo 3 giorni è tornata a casa. Ma la bambina piangeva in continuazione. La mia amica ha iniziato a pensare che fosse per la fame. E’ tornata in ospedale. Le ostetriche l’hanno vista e le hanno detto che aveva il latte e che avrebbe dovuto far attaccare la bimba il più possibile, a richiesta. La mia amica è tornata a casa. La bambina piangeva ancora. E allora ha comprato il latte in polvere e le ha preparato un biberon. La bimba si è addormentata sazia. Questa era la prova che non aveva latte. E che non doveva seguire le indicazioni dell’ostetrica. E da allora solo latte artificiale.

La seconda ha avuto un parto naturale. Tornata a casa ha provato ad allattare il bambino. Ma le faceva male al seno. Molto dolore. Magari semplicemente il bimbo si attaccava male. O forse il dolore era legato al fatto che aveva il seno pieno. Non ha sopportato questo dolore. Ed ha dato un biberon col latte artificiale al figlio. L’unica soluzione che non la faceva stare male per il dolore quando il bambino provava a ciucciare. E visto che il bimbo ha accettato il biberon, allora ha deciso di abbandonare il suo latte e di passare completamente al latte artificiale.

La terza ha avuto un cesareo d’urgenza. Stava avendo un travaglio normale, poi durante una grande contrazione il battito fetale è crollato. E’ stato un attimo ed i dottori hanno deciso di intervenire. Da una parte è stato un bene per lei, perché facendole il cesareo hanno scoperto che aveva problemi di endometriosi e così l’hanno operata anche per quello. Però l’ospedale non aveva il rooming in, così il bambino è stato tenuto al nido. La politica dell’ospedale era che la mamma, per vedere il bambino, doveva andare al nido in orari stabiliti. La mia amica non si è potuta alzare dal letto per 3 giorni e così non ha potuto vedere il figlio per tanti giorni. Tornata a casa, ha provato a farlo attaccare, ma il bimbo era pigro (ed il biberon era molto più comodo del dover ciucciare). In più lei ha iniziato a pensare di non aver latte a causa di tutti i medicinali che ha dovuto prendere. E così alla fine ha rinunciato al seno ed ha continuato a dargli il biberon col latte artificiale. Non so se effettivamente non avesse latte o se magari si sia fatta prendere dallo sconforto per tutto quello che aveva passato, ma alla fine ha fatto quello che pensava fosse meglio.

Tre storie diverse. Tre storie che ci fanno vedere come non sempre sia semplice allattare. Tre storie di mamme che hanno scelto, chi per un motivo e chi per un altro, di dare il latte artificiale. Ma questo non le rende meno mamme di chi invece ha dato il suo latte… come purtroppo molto spesso leggo sui forum o nei gruppi, dove le mamme che non hanno allattato al seno vengono accusate di non averci provato abbastanza o di non averci voluto provare per niente. Ma questo è un momento così delicato e personale che non si può generalizzare. Capita anche di leggere che le mamme che allattano al seno più di un anno vengano considerate strane… e nemmeno questo lo trovo giusto.

Siamo tutte mamme. E qualsiasi siano le nostre scelte su allattamento, svezzamento, vaccini etc… lasciateci libere di decidere senza giudicarci o criticarci.

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