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Ecco perchè non si devono lasciar piangere i neonati

Non lasciar piangere il neonato
Non lasciar piangere il neonato

Perché non si devono lasciar piangere i neonati

Sono sempre stata contraria a chi diceva di lasciar piangere i bambini nella culla o nel lettino, così avrebbero imparato ad addormentarsi da soli o a dormire tutta la notte. Certo, è faticoso quando il bambino si sveglia 4 o 5 volte durante la notte, soprattutto se poi il giorno dopo devi andare al lavoro, ma non riuscirei mai a lasciarlo piangere nel suo lettino. Non ce l’ho mai fatta! Letteralmente! Se mia figlia piangeva, dovevo prenderla. Dovevo coccolarla. Dovevo rassicurarla.

Qualcuna mi considera una mamma chioccia. Qualcuna magari direbbe che se ogni tanto si lasciano piangere non succede nulla. Libere di pensarlo (e di farlo, se volete, con i vostri bambini), ma non fa per me.

Ricordo da neomamma

Ho un ricordo impresso nella mente… Era appena nata la mia seconda bimba ed eravamo ancora ricoverate. Ho scelto (e lo rifarei senza alcun dubbio) il rooming in. Lo avevo già provato (con qualche dubbio) con la prima e l’ho fatto (senza più dubbi) con la seconda. Dopo 9 mesi insieme, non volevo separarmi da loro nemmeno un momento. La bimba viene portata al nido per la visita di controllo col pediatra.

Quando l’hanno riportata in stanza, dopo circa un’ora, era sveglia nella culletta. Ma era quasi inerme. Se ne stava nella sua culletta con uno sguardo rassegnato. Non faceva un fiato. Ho quasi pianto anch’io immaginando che avesse pianto così tanto al nido, senza nessuna che la stringesse a sé, come avevo fatto io in quelle prime ore insieme. Ed avesse pianto fin quasi a rassegnarsi. Ed allora aveva anche smesso di piangere, perché non sentiva più il mio odore. E non c’era nessuno che in quell’ora le aveva dato calore.

Come se si fosse rassegnata a dover stare da sola nella sua culletta, senza un contatto diretto con la mamma. Magari è stata solo una mia impressione, ma non dimenticherò mai il suo sguardo. E l’impressione che mi ha dato quando l’ho rivista. E non ho potuto far altro che prenderla in braccio, metterla accanto a me e farla sentire al sicuro.

Mamma ad alto contatto

Per questo io non riuscirei mai a lasciarli piangere per non “viziarli“. Non credo al “vizio” a pochi mesi. Credo più al bisogno di contatto. E l’ho detto in un’altra occasione di essere una mamma ad alto contatto inconsapevole!

Ieri leggevo un articolo sull’Huffington Post (pubblicato originariamente sull’Huffington Post Germania) sulle conseguenze fisiche e psicologiche nel lasciar piangere un neonato o comunque un bambino per farlo abituare.

In pratica si afferma che in un bambino che viene lasciato piangere, senza che nessuno accorra a prenderlo in braccio o ad accudirlo, il livello di stress aumenta. Si può essere stressati a pochi mesi di vita? A quanto pare sì. E se questo avviene normalmente, gli ormoni dello stress, a lungo andare, possono anche provocare danni al sistema nervoso centrale o ritardi della crescita nel bambino. Conseguenze che si possono sviluppare anche dopo anni sotto forma di ansia o problemi di insonnia.

Secondo Fabienne Becker-Stoll, direttrice dell’Istituto di Pedagogia infantile della Baviera,

I bambini hanno bisogno di calore fisico su cui poter contare, al fine di soddisfare i loro bisogni psicologici elementari e di far diminuire lo stress. È solo in questo modo che possono costruire un legame saldo con i genitori e poi con le persone intorno a loro.

Alla fine nell’articolo si consiglia ai genitori di ascoltare il proprio istinto. Ed in fondo è quello che ho fatto io. Il mio istinto mi diceva di non lasciarle piangere nella culletta o nel lettino. Anche di lasciarle dormire accanto a me, se avevano bisogno di sentire il contatto fisico. In fondo sono state 9 mesi dentro di me, in un ambiente caldo e rassicurante, è così strano pensare che, dopo la nascita, abbiano ancora bisogno di quel contatto diretto?

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