Open Day Online della Scuola Media, la mia esperienza

Open Day Online
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Quest’anno si sono svolti gli Open Day Online per presentare le scuole ai genitori alle prese con le iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Un’altra cosa che ci ha tolto il virus maledetto che da quasi un anno sta limitando le nostre vite e qualsiasi tipo di attività è la possibilità di fare open day in presenza, come è sempre accaduto lo scorso anno. Ed invece non siamo potuti andare fisicamente a visitare la scuola media, in previsione dell’iscrizione.

Un momento che io immaginavo da quando Figlia Uno ha iniziato la scuola primaria. Il giorno dell’open day saremmo andati prima alla sua scuola e poi con tutta la classe ci avrebbero portato alla scuola media che fa parte dello stesso comprensorio di scuole, per visitarla, vedere gli spazi, i laboratori e prendere confidenza con quella che dall’anno successivo avrebbe potuto essere la sua scuola. Ed invece no.

Quest’anno, per ovvi motivi, non c’è potuto essere il classico open day. E le scuole si sono adeguate per organizzare degli incontri virtuali. Riunioni su Zoom (o qualsiasi altra piattaforma che utilizza la scuola per le riunioni a distanza) con la Preside ed i professori. La situazione attuale non ci ha permesso di andare “in presenza nella Scuola secondaria di I grado tra mille colori, immagini, suoni , manufatti ed esperimenti realizzati dagli alunni con i loro professori e non consente neanche l’incontro nel teatro della scuola che ogni anno si svolge con la Preside per descriverne l’organizzazione e le attività“. Tutto online.

Fortunatamente io avevo già deciso la scuola dove iscrivere Figlia Uno per le medie. Lo scorso anno ero veramente molto indecisa. Ma alla fine mi sono convinta a mandarla nella scuola vicino casa, che è quella più comoda da raggiungere, perché si parla bene degli insegnanti. Certo, si dice che siano professori che facciano studiare molto, ma alla fine questa cosa non deve essere vista come negativa (eh sì, c’è chi ha preferito altre scuole perché si dice che qui gli insegnanti diano molti compiti). E’ la stessa scuola che ho frequentato io. Ed anche ai miei tempi gli insegnanti facevano studiare tanto. Ma alla fine questo metodo di studio e questa preparazione mi è servita anche alle superiori. Quindi non la considero una cosa negativa.

La scuola ha preparato un video per far vedere la struttura, le aule, i laboratori. E per il resto ci si affida alla riunione online con Preside e professori per saperne un po’ di più. Nel mese di dicembre c’è stato l’open day vero e proprio (ovviamente non nel vero senso del termine visto che eravamo comodamente da casa). Una riunione in cui la Preside ha presentato l’offerta didattica della scuola (che offre un orario a 30 ore, con un rientro a settimana): lezioni da 50 minuti, che permettono agli insegnanti di organizzare anche recupero per chi è indietro o lezioni aggiuntive per chi va bene; ore aggiuntive delle lingue straniere, di matematica o italiano (a seconda dell’anno di corso); tanti progetti di varie tipologie.

E poi i vari professori hanno presentato le loro materie. Ovviamente non erano presenti tutti gli insegnanti, ma solo alcuni. Quindi non sappiamo chi saranno i nostri insegnanti (perché dipende dalla sezione in cui si viene inseriti). Ed ovviamente da queste riunioni, l’idea che ne esce della scuola è che sia una scuola perfetta. La scuola ideale dove mandare i propri figli.

Insegnanti che si interessano agli alunni. Che li seguono se sono indietro oppure li incoraggiano a migliorare ancora di più se vanno bene. Insegnanti che ci tengono ad avere un dialogo con i genitori, anche per risolvere insieme eventuali problemi. Insomma, tutto veramente perfetto.

Ovviamente e probabilmente non sarà tutto così perfetto. E’ difficile che in una scuola sia veramente tutto così perfetto. Però in fondo l’obiettivo di un open day è di invogliare i genitori a iscrivere i propri figli in una determinata scuola, piuttosto che in un’altra. E quindi ci sta che preside e insegnanti vogliano farti vedere solo il bello della scuola. C’è anche chi ha provato a chiedere (in maniera magari provocatoria) un difetto della scuola, ma proprio non sono riusciti a dircene uno.

Quindi la bella figura l’hanno fatta.

Devo ammettere che in questo la preside è molto brava. Sa “vendersi” bene. Sa presentare una scuola rendendola molto interessante. Hanno poi risposto a varie domande dei genitori. Tipo sulla possibilità di far mettere insieme in classe alcuni bambini che vanno già in classe insieme alla scuola primaria (e ci hanno detto che terranno in considerazione le nostre richieste, ma anche quello che dicono le maestre su bambini da mettere insieme oppure da non mettere). E ci hanno detto che cercano comunque di creare una classe mista, con bambini che vanno bene ed altri che vanno meno bene. Non faranno mai una classe solo con bambini che studiano tanto o solo con bambini che invece hanno più problemi. La cosa buona è che alla fine in questa scuola in genere creano 4 sezioni, 2 che fanno francese come seconda lingua straniera e 2 che fanno spagnolo. Quindi se ci sono tanti bambini che scelgono la stessa lingua, la possibilità di finire insieme aumenta.

Insomma, una scuola grande, con tanti spazi, ma che allo stesso tempo, avendo poche classi, risulta anche più intima. Dove si conoscono tutti e collaborano tutti insieme per il bene dei bambini.

A gennaio c’è stata un’altra riunione, pensata più che altro per chi voleva maggiori informazioni oppure ancora era indeciso sulla scelta. Ed io ho scelto di partecipare anche a questa riunione, anche se avevo già fatto l’iscrizione e non avevo dubbi sulla scuola. E devo dire che è stata interessante.. Eravamo di meno ed abbiamo avuto più tempo per fare domande ai professori e alla preside e per farci raccontare la “vita scolastica”.

Non è stato come il tradizionale open day, ma è stato molto utile, per farsi una prima idea della scuola che accoglierà Figlia Uno nei prossimi 3 anni e la porterà verso la scelta della scuola superiore (un altro bel momento molto importante!).

Image by Chuck Underwood from Pixabay

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