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Nuoto primi passi: cosa cerco in un istruttore

piscina nuoto primi passi
In piscina: nuoto primi passi

Nuoto primi passi

Nuoto primi passi: come deve essere un istruttore? In base alla mia (breve) esperienza di 2 mesi di lezioni private di nuoto e un mese di corso di nuoto, ho ben chiaro cosa cerco in un istruttore.

Ricordo che prima di iniziare, mi era stato detto che prima di tutto dovevo riuscire a fidarmi del mio istruttore. Punto di partenza fondamentale per riuscire a imparare a nuotare, nel momento in cui mi sarei ritrovata in acqua con l’istruttore.

E devo ammettere che in effetti questo è stato uno degli elementi più importanti, soprattutto durante le prime lezioni. In questo sono stata fortunata, perché ho trovato un istruttore che mi ha fatta sentire subito a mio agio e questo mi ha resa più tranquilla. E se io sono tranquilla, poi sono più disponibile ad ascoltare e ad imparare.

Per questo motivo penso che la prima caratteristica che cerco in un istruttore è che sia una persona tranquilla, in grado di trasmettermi sicurezza. E che non mi metta ansia con il suo modo di dirmi cosa devo o non devo fare.

Come dicevo prima sono stata fortunata perché i primi 2 mesi di lezioni (private) di nuoto li ho fatti con un bravo istruttore, che mi trasmetteva sicurezza e tranquillità. Ha rispettato i miei tempi, ma allo stesso tempo mi ha fatta lavorare tanto. Alla fine in un’ora arrivavamo a fare 16 vasche. Magari potreste pensare che sono poche, ma per me sono un traguardo importante, visto che partivo proprio da zero. So che è solo l’inizio e posso fare di meglio, ma riuscire a farle è veramente già tanto. Io, sentendomi tranquilla con lui, ho imparato tanto in questi 2 mesi. Ho imparato a fare cose che fino a poco tempo fa mi sembravano impossibili.

Nuoto, dalle lezioni private al corso

Dopo aver fatto 2 mesi di lezioni private, sono passata al corso per i 2 mesi estivi. Poi se ne riparlerà a ottobre. Ovviamente le differenze ci sono tra lezioni private e corso. A parte quella più evidente: nella lezione privata eravamo io e il mio istruttore, nel corso non sono sola (anche se in questo periodo siamo al massimo 4/5).

La lezione privata è più intensa: alle ultime lezioni arrivavo a fare 16 vasche in un’ora. Nella prima lezione del corso in 50 minuti ho fatto 8 vasche. Visto che siamo tutti più o meno all’inizio, l’istruttore deve seguirci tutti e bisogna anche rispettare i tempi degli altri… I miei compagni di nuoto tra una vasca e l’altra, ad esempio, hanno bisogno di riprendere fiato. Poi c’è anche l’istruttore che cerca di farti lavorare di più e di ridurre queste pause tra una vasca e l’altra, ma non tutti reggono il ritmo. Al momento soffro un po’ le pause tra una vasca e l’altra, ma magari andando avanti, quando saremo più “bravi”, anche le pause diminuiranno.

La cosa buona del corso è che posso fare due lezioni a settimana, mentre con la lezione privata alla fine più di una lezione a settimana non riuscivo, lavorando a tempo pieno. Certo, con la lezione privata l’istruttore è tutto per te, mentre con il corso si divide tra tutti, perché deve seguire tutti.

Il corso di nuoto

In questo mese di corso di nuoto, ho fatto in totale 7 lezioni. 3 con il mio istruttore, 2 con 2 diverse istruttrici e 2 con un altro istruttore. Tutti bravi, anche se con gli istruttori sono andata meglio. Un po’ perché io, caratterialmente, mi trovo meglio con istruttori maschi. E’ una cosa più forte di me… le donne mi mettono sempre un po’ in soggezione. Ma è solo per una questione caratteriale. Un po’ perché le istruttrici, non sapendo bene cosa sapessi fare, hanno preferito partire in maniera più tranquilla, facendomi rifare le cose iniziali, anche se comunque mi hanno seguita bene. Il mio istruttore invece, conoscendomi, sa a che punto sono e cosa mi può proporre per farmi andare avanti. E l’altro istruttore è uno di quelli tosti, che fa lavorare tanto, ma è veramente bravo e mi ha fatto provare tante cose nuove. Ora a luglio dovrei avere un altro istruttore… vedremo come sarà con lui.

Nuoto, cosa NON voglio in un istruttore

E allora cosa non voglio in un istruttore? Vi racconto un episodio: un giorno in cui il mio istruttore non c’era, in attesa che l’istruttore designato si cambiasse per entrare in acqua, abbiamo iniziato a fare le 2 vasche di riscaldamento. Io col tubo una vasca a cagnolino (che ancora non mi viene bene). C’era una istruttrice che ci controllava dal bordo vasca. Istruttrice che io non conoscevo. Ad un certo punto ha iniziato a dirmi tutta una serie di cose che stavo sbagliando. E sicuramente aveva ragione.

Solo che il modo in cui ha iniziato a elencarmi queste cose, il suo tono di voce, mi hanno mandata nel pallone. Mi ha fatto venire l’ansia. Non riuscivo più ad andare avanti. Non ci stavo capendo più niente, con lei che continuava a parlare e a dirmi che stavo sbagliando. E così invece di migliorare nelle cose che mi diceva, mi sono bloccata. Mi sono fermata a metà vasca. Ecco, è questo quello che non voglio in un istruttore. Qualcuno che mi metta ansia, mentre cerco di nuotare, non facendomi capire più nulla.

La correzione va bene. Ci deve essere. In fondo anche il mio istruttore mi ha sempre spiegato dove sbagliavo e come potevo correggermi. Ma, per come sono fatta io, la correzione va fatta in un certo modo. In maniera così incalzante NO. Mi mette solo ansia e io poi non riesco più a fare nulla.

Mi hanno detto che avrei bisogno di un istruttore più “cattivo“. Poi bisognerebbe capire cosa significa “cattivo“. Ma comunque anche no. Io ho bisogno di un istruttore tranquillo, in grado di farmi sentire a mio agio. E capace di correggermi, senza farmi venire l’ansia.

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