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L’immunità di gregge esiste?

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Vaccinazione

Nelle ultime settimane si sta parlando molto di vaccini. Dalle notizie del calo dei vaccini alla raccolta firme per chiedere di vietare l’iscrizione a scuola ai bambini non vaccinati, dalle polemiche sul vero o presunto obbligo di vaccini alla campagna social pro vaccini. Tutti ne parlano. Le persone favorevoli ai vaccini chiedono che l’obbligo sia veramente effettivo e non aleatorio come è attualmente. Le persone contrarie ribadiscono l’importanza di lasciare la scelta ai genitori senza sanzioni o obblighi di legge.

Ed in questa eterna diatriba si parla molto anche della “immunità di gregge“. Così per cercare di capirne di più, ho cercato informazioni sull’immunità di gregge, per capire come funziona (per chi ne sostiene l’importanza).

Partiamo quindi dall’inizio e dalla definizione di immunità di gregge (o herd immunity).

Si parla di immunità di branco (o di gregge) quando una parte significativa della popolazione è stata vaccinata ed ha sviluppato una immunità nei confronti di una determinata malattia (o è risultata immune anche senza la vaccinazione). La popolazione immune alla malattia proteggebbe anche le persone che non sono state vaccinate o non hanno sviluppato l’immunità.

Secondo la teoria dell’immunità di branco, quando una malattia infettiva si propaga da individuo ad individuo, la catena dell’infezione si può interrompere se la maggior parte della popolazione è immune o meno suscettibile alla malattia. Quindi parlando di vaccini, la teoria dell’immunità di branco sostiene che se la quasi totalità della popolazione è vaccinata ed immune, allora anche le persone non immuni avranno meno possibilità di prendere la malattia. Maggiore è la percentuale di persone immuni e minore è il rischio di diffusione della malattia.

immunità di gregge
Immunità di gregge

Secondo l’OMS la percentuale delle persone immuni, necessaria per garantire anche alle persone non immuni la possibilità di non ammalarsi, è del 95%. Quindi se il 95% dei bambini venissero vaccinati o risultassero immuni, tutta la popolazione potrebbe essere al sicuro dal rischio di prendere una determinata malattia. Se la percentuale è uguale o superiore al 95%, il virus non dovrebbe circolare tra la popolazione. Mentre se la percentuale è inferiore al 95%, le malattie potrebbero tornare.

Se la maggioranza della popolazione fosse vaccinata o immune, ne beneficerebbero anche le persone non vaccinate (perché non vogliono o non possono) o comunque non immuni. Secondo l’OMS, inoltre, anche se una malattia è ormai debellata in un determinato paese, non si deve evitare di fare il vaccino (perché il virus potrebbe tornare da altri paesi).

Ma non tutti credono all’esistenza dell’immunità di gregge. Da un lato perché, secondo alcune teorie, per mantenere questa presunta immunità bisognerebbe fare richiami del vaccino dopo un tot di anni per tutta la vita (cosa che non avviene e molti vaccini vengono fatti solo in età pediatrica), in quanto l’immunità data dal vaccino, per alcune malattie, non durerebbe tutta la vita. Dall’altro lato si fa riferimento a casi di poliomielite registrati in paesi dove sarebbe dovuta esistere l’immunità di gregge. Ed allora le persone scettiche chiedono perché, se esiste l’immunità di gregge, ci sono stati casi in cui una determinata malattia è ricomparsa nonostante l’immunità?

L’OMS risponde sostenendo che possono esserci persone sensibili al virus che fanno parte di piccole comunità non vaccinate. E se per qualche motivo entrano in contatto col virus, possono sviluppare la malattia. Oppure potrebbe dipendere dal fatto che in Europa si usa per il vaccino il virus inattivato della malattia (più sicuro rispetto al virus attivo). Questa scelta però porta ad una protezione più bassa, in modo particolare nei paesi dove la percentuale di vaccinati è inferiore alla percentuale necessaria per l’immunità di branco.

Chi nega l’esistenza dell’immunità di gregge fa anche notare come nel corso dei decenni sia cambiata la percentuale che garantirebbe questa immunità (si sarebbe partiti da un iniziale 55% fino ad arrivare all’attuale 95%). Ma anche nei paesi con percentuali più alte ci sarebbero comunque segnalazioni di casi di malattie (segno che l’immunità non funziona?!?).

Il Movimento per la libertà delle vaccinazioni riprende l’esempio della Cina, dove la percentuale di vaccinati contro il morbillo sarebbe del 99%, ma arrivano comunque segnalazioni di casi di persone che hanno sviluppato la malattia.

Le mamme si confrontano e litigano. Si offendono aggredendosi verbalmente. Chi è favorevole accusa chi si oppone di mettere a rischio tutti con questa loro scelta. Chi è contraria accusa i favorevoli di farsi manipolare dai medici e di voler negare la “verità” sui vaccini. Un circolo vizioso da cui non se ne esce.

Questo un post che circola recentemente tra le mamme pro vaccini:

Una persona non vaccinata che vive tra tanti vaccinati gode della herd immunity, che si può tradurre come “immunità di gregge” o “immunità di branco”.
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I soggetti vaccinati riducono la circolazione dei virus e dei batteri responsabili delle malattie e diminuiscono la possibilità che i non vaccinati possano ammalarsi. Questa “immunità di gruppo” (o di gregge o di branco) si realizza quando il 95% della popolazione è vaccinata contro una determinata malattia. Ciò protegge soprattutto quella fascia di persone troppo deboli o immunocompromesse (magari perché in chemioterapia, allergiche al vaccino, immunodeficienti a causa di un’altra malattia, oppure anziani o bambini troppo piccoli per venire vaccinati, o persone affette da un’altra forma di infezione e che conseguentemente non possono venir vaccinate).
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Ecco perché è essenziale avere una quota di popolazione vaccinata il più alta possibile. Se una malattia non presenta casi per diverse generazioni, il vaccino viene dichiarato non più necessario e la malattia stessa viene considerata debellata. E’ accaduto col Vaiolo, stava per accadere (entro poche generazioni) per il Morbillo, ma una recrudescenza inaspettata, dovuta a una riduzione dei vaccini sotto la soglia critica, ha compromesso questo risultato.
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C’è chi sostiene che sui vaccini guadagnano le multinazionali, ma va detto che queste guadagnano molto di più da un malato che da un vaccinato, quindi l’argomento va considerato nullo.

Tutti condividono post trovati chissà dove sul web con verità assolute. Verità che ovviamente si contraddicono a vicenda. Ed allora dov’è realmente la verità? Chi ha ragione? Esiste l’immunità di gregge? Ai posteri l’ardua sentenza…

Io da mamma ho fatto la mia scelta, non senza dubbi o paure. Ma alla fine ho scelto quello che mi faceva meno paura. Ed ovviamente spero sia la scelta giusta.

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