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La zona cieca, il romanzo di Chiara Gamberale

La zona cieca
La zona cieca

La zona cieca

La zona cieca è un romanzo di Chiara Gamberale nel 2008, edito da Bompiani. Qualche anno fa è stato ripubblicato da Feltrinelli e così l’ho comprato. Ammetto che è rimasto sul mio comodino per parecchi mesi (insieme a tanti altri libri da leggere). Ma finalmente l’ho ripreso in mano e l’ho letto.

La zona cieca è tutto quello che gli altri colgono di noi ma che a noi (inevitabilmente e maledettamente) sfugge.

Il titolo rimanda quindi a qualcosa di noi, talmente intrinseco, che noi stessi non conosciamo. Ma allo stesso tempo è qualcosa che, invece, gli altri percepiscono di noi. Qualcosa che probabilmente noi non vogliamo ammettere di noi stessi e continua a sfuggirci. Questo romanzo racconta di un amore malato. Un amore che fa male, ma che allo stesso tempo spinge la protagonista a non riuscire a farne a meno. Ed anche se, razionalmente sa che dovrebbe mettere un punto a questa storia ed andare avanti, Lidia non ci riesce ed è pronta a tornare da Lorenzo in ogni momento. Anche se razionalmente sa e pensa che non dovrebbe.

Al di là di tutte le nostre differenze, l’ho capito subito che in questo eravamo uguali, noi due. Bravi ad amare solo quello di cui percepiamo la caducità.

E’ proprio questa caducità che diventa fondamentale. Qualcosa a cui nessuno dei due riesce a rinunciare.

Ecco la trama del libro:

Nel pomeriggio di un 29 febbraio, in uno scalcinato luna park, Lidia e Lorenzo si incontrano. Raro come il giorno in cui li ha fatti conoscere e fuori dal tempo come quel luna park, un sentimento li lega fin da subito, anche se all’apparenza non potrebbero essere più diversi: Lidia, conduttrice radiofonica di Sentimentalismi Anonimi, è fin troppo abituata a guardare in faccia il suo dolore; Lorenzo, scrittore narcisista e inafferrabile, riesce a sopportare la vita solo ingannando se stesso e gli altri.

Eppure il bisogno di essere amata di lei permette a lui di entrare in contatto con la sua zona cieca, quella parte di noi dove ognuno è sconosciuto a se stesso. E’ la paura di amare di Lorenzo che permette a Lidia di fare altrettanto. Proprio per questo, se cercarsi è per tutti e due naturale e necessario, stare insieme sembra impossibile e più Lorenzo mente, più Lidia si fa ossessiva, più Lidia chiede, più Lorenzo elude, illude e tradisce.

Fino a che, in un crescendo che fatalmente diventa tragico e comico allo stesso tempo, cominciano ad arrivare le lettere di Brian, un improbabile ex musicista che, per la prima volta, regala a Lorenzo la sensazione di poter ascoltare e a Lidia quella di venire ascoltata…

Per me questo resta un amore malato. Un amore tossico. Di cui però, sia Lidia che Lorenzo non riescono a fare a meno. Anche se si fanno male tra loro (non un male fisico, ma più che altro si parla di tradimenti). Però è come se in qualche modo i due protagonisti siano indissolubilmente legati. Ed anche se si allontanano, prima o poi tornano a cercarsi. Ma riusciranno a costruire qualcosa di buono da questo loro strano rapporto?

Chiara Gamberale descrive questi due personaggi e l’amore che li lega in maniera sempre precisa. Tanto che, vivendolo dall’esterno, quasi si soffre, soprattutto per Lidia, perché meriterebbe di meglio. E si spera che Lorenzo possa cambiare. Ma è veramente possibile?

Non vi racconto come finisce la storia. Così dovrete leggerla per scoprire cosa accadrà a Lorenzo e Lidia. E se, in qualche modo, raggiungeranno un lieto fine o saranno destinati a continuare a vivere questo amore così particolare.

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