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La festa della donna raccontata da una bambina

festa della donna
8 marzo Festa della donna

Festa della donna

Delle donne vivevano in una fabbrica. E lavoravano tanto. Poi un giorno scoppiò un incendio. E la porta “rimanò” chiusa. Poi morivano tutte. E quello era il giorno della festa della donna.

E poi tua figlia una sera arriva e ti vuole raccontare una storia. La racconta allegra come se fosse una storia bella e felice. E’ la storia della festa della donna che le ha raccontato la maestra alla scuola materna. Lei non ha capito la tragedia dell’evento, ma la racconta con entusiasmo. In fondo parla della “festa” della donna e se si tratta di una festa non può essere una cosa brutta.

La semplicità di una bambina è disarmante. Come può riuscire a raccontare una tragedia col sorriso sulle labbra. La maestra avrà parlato a scuola della mimosa e della festa della donna e lei me l’ha riassunta così. Sinceramente ho preferito non specificare che in realtà si tratta di una tragedia e che non c’è nulla da festeggiare. Quando sarà un po’ più grande ci sarà tempo per raccontarle e spiegarle bene cosa è accaduto. Per ora preferisco lasciarle la sua ingenuità e il suo entusiasmo nel raccontare la storia. E preferisco vedere la sua emozione al solo pensiero di portare a casa, oggi, da scuola, la mimosa che hanno preparato per questa giornata!

Incendio nella fabbrica

Che poi, in ogni caso, in realtà l’incendio non ha dato origine alla festa delle donne e non è avvenuto nemmeno l’8 marzo. Anche se sui social si trovano molti che condividono la storia di queste operaie morte in fabbrica… ne leggevo giusto uno stamattina:

Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al 1908, quando un gruppo di operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terrificanti condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’ 8 marzo il proprietario Mr. Johnson, stanco della mancata produttività e soprattutto il non voler riconoscere tali diritti, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.

Un grosso incendio divampa all’interno della fabbrica e le donne operaie prigioniere ne furono travolte e ben 129 di loro morirono arse dalle fiamme. Tra loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano di affrancarsi dalla miseria con il lavoro.

In ricordo di questa tragedia, Rosa Luxemburg propose questa data come una giornata di lotta internazionale, a favore delle donne.

Giornata Internazionale della Donna

In realtà la data dell’8 marzo come Giornata Internazionale della Donna è stata celebrata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909 per ricordare tutte le conquiste (politiche, economiche e sociali) delle donne. Questa festa, in alcuni paesi europei, è stata introdotta nel 1911 ed in Italia nel 1922 (anche se all’inizio è stata celebrata il 12 marzo, la prima domenica dopo l’8 marzo). In Italia la scelta dell’8 marzo è stata legata anche alla diffusione di un articolo di Lenin che ricordava una grande manifestazione delle donne, che volevano rivendicare la fine della guerra, avvenuta in Russia l’8 marzo 1917.

L’incendio alla fabbrica tessile Cotton e la crudeltà del proprietario che avrebbe chiuso le operaie nella sua fabbrica (per impedir loro di continuare a scioperare e per costringerle a riprendere il lavoro) in realtà non sono mai avvenuti. Anche se c’è stato un altro incendio, da cui forse poi si è sviluppata la storia dell’incendio dell’8 marzo.

8 marzo
8 marzo

Il vero incendio è avvenuto il 25 marzo 1911 nella fabbrica Triangle a New York ed è considerato il più grave incidente industriale della storia di New York. Nell’incendio sono morte 146 persone, di cui 123 donne. Una tragedia che in seguito ha contribuito a far varate nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro.

Un po’ di storia…

La compagnia Triangle Shirtwaist si occupava della produzione di camicette alla moda. La fabbrica dava lavoro a circa 500 persone, la maggior parte delle quali erano donne immigrate da Germania, Italia ed Europa dell’est. Lavoravano nella compagnia anche giovani ragazze di 12 o 13 anni, che facevano turni di 14 ore al giorno, per un salario medio di circa 6/7 dollari a settimana.

Molti dei materiali utilizzati nella fabbrica erano altamente infiammabili. Ed il pomeriggio del 25 marzo 1911 un incendio è divampato all’ottavo piano della compagnia. Max Blanck e Isaac Harris, proprietari della fabbrica, si trovavano in quel momento al decimo piano del palazzo e riuscirono a mettersi in salvo, senza pensare agli operai e alle operaie che tenevano chiusi a chiave per evitare furti o pause troppo lunghe dal lavoro. In seguito subirono un processo, dal quale furono però assolti. L’assicurazione pagò 445 dollari per ogni persona morta nell’incendio, ma alle famiglie delle vittime furono dati solo 75 dollari.

Un esempio di come le condizioni di vita nelle fabbriche fossero tremende e di come fosse necessario fare qualcosa per migliorare la situazione degli operai. Ed anche se in seguito questa storia è stata un po’ modificata ed è diventata il simbolo delle lotte delle donne per la conquista dei loro diritti, è bene ricordare la vera origine. E la vera realtà.

Festeggiare, sì o no?

Io stasera me ne starò a casa con la famiglia. Niente cenette (o altro) solo donne. Non mi sono mai piaciute le uscite solo donne in questa giornata, come se fosse l’unico giorno dell’anno in cui tutto è permesso alle donne. Ma per chi vuole festeggiare, auguri e divertitevi.

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Festa della donna: lavoretto per bambini

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