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La coccinella in cerca della felicità

coccinella
Coccinella

Oggi è la Giornata Mondiale dedicata alla Felicità. Ognuno può avere uno o più motivi per essere felice.

Cosa rende felice me? Il sorriso delle mie bambine. Le loro risate. Vederle giocare insieme. Vedere come si cercano e come si vogliono bene. Vedere come la piccola cerca di imitare la sorella. Giocare insieme a loro. Scoprire il mondo insieme a loro. O riscoprire cose che per me sono la normalità, ma che loro rendono speciali.

Tutto questo è felicità. E parlando di felicità mi sono ricordata di una favola che avevo letto. Ed allora sono andata a cercarla. Non so chi l’abbia scritta, ma la trovo molto carina. Se vi va, leggetela ai vostri bambini.

Rossella la coccinella si svegliò prestissimo, aveva deciso di partire. Era un sacco di tempo che si sentiva insoddisfatta, non era felice. A dire la verità non aveva neppure una ragione vera e propria per sentirsi triste. Era annoiata perchè non succedeva mai niente di interessante nel giardino in cui viveva.

Tutte le mattine la solita storia: si affacciava alla finestra della sua casetta e vedeva mamma lumaca gridare ai suoi figlioletti di sbrigarsi altrimenti avrebbero fatto tardi a scuola…come al solito del resto! Non gli risultava che fossero mai riusciti ad arrivare in classe in orario!

Un po’ più in là c’era Ernesto, il coniglietto lesto! Lui sì che era veloce, non aveva problema ad arrivare in tempo alle lezioni, ma era ancora più veloce quando si trattava di uscire da scuola!

Ed ecco Giannina la farfallina: le piaceva fare il giro dei fiori del prato prima di recarsi in classe a studiare e, quando giungeva a scuola, era profumatissima.

Poi, chi altri poteva vedere Rossella? Ah si! C’era il Signor Rondine; non gli stava molto simpatico perché era sempre vestito elegante e lo trovava un po’ snob.

C’era la Signora Talpa, che con la scusa di non vedere molto bene non salutava mai nessuno.

C’era Camillo il grillo, che era professore di ginnastica e saltava tutto il giorno per tenersi in forma e mostrare orgoglioso il suo fisico atletico.

Basta! Era ora di andarsene da lì! Rossella partì e andò in cerca della felicità. La strada era molto lunga. Camminò tutto il giorno e, quando si fece sera, decise di fermarsi per riposare. Si addormentò su una foglia ma ad un certo punto spuntò un millepiedi che, con fare minaccioso, le intimò di andarsene subito dalla foglia perché era sua. La coccinella si alzò e corse via spaventata. Non aveva per niente intenzione di essere presa a calci, anche perché lui di piedi ne aveva mille! Dove poteva andare ora? Scorse un filo d’erba, lo ispezionò per bene e, visto che non c’era alcun padrone, si sistemò lì sopra. Ah! Finalmente poteva riposare. Si alzò all’improvviso un’aria molto fredda e goccioloni giganti caddero dal cielo. Non ricordava di aver mai visto un acquazzone così. Corse a cercare un altro riparo e lo trovò vicino a dei sassi. Si rannicchiò e si addormentò esausta. La mattina seguente ricominciò il suo viaggio. Giorno dopo giorno camminava, camminava, camminava. Incontrò sulla sua strada molti animali, anche molto strani, di quelli che non aveva mai visto nel suo giardino, ma non erano gentili e cordiali con lei. Un po’ per sfiducia non la consideravano e non le davano aiuto, un po’ per invidia volevano farle del male. Ad esempio c’era una zebra che, stanca del suo manto a righe, voleva staccare alla coccinella i suoi puntini neri per farsi un abito nuovo!

Erano ormai passati anni da quando la coccinella aveva lasciato casa sua, così decise di ritornare. Camminò giorni e notti intere senza fermarsi mai e finalmente ritrovò la sua casa. Andò a dormire e la mattina dopo si alzò, andò alla finestra e guardò fuori. Era una bellissima giornata: il sole splendeva nel cielo. La coccinella tirò un sospiro profondo e si rese conto d’essere molto felice! Che stupida era stata, aveva girato tutto il mondo in cerca della felicità e non si era accorta che era proprio lì, a portata di mano, vicino a lei!

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