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Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

sentiero dei nidi di ragno
Il sentiero dei nidi di ragno

Per arrivare fino in fondo al vicolo, i raggi del sole devono scendere diritti rasente le pareti fredde, tenute discoste a forza d’arcate che traversano la striscia di cielo azzurro carico. Scendono diritti, i raggi del sole, giù per le finestre messe qua e là in disordine sui muri, e cespi di basilico e di origano piantati dentro pentole ai davanzali, e sottovesti stese appese a corde; fin giù al selciato, fatto a gradini e a ciottoli, con una cunetta in mezzo per l’orina dei muli. Basta un grido di Pin, un grido per incominciare una canzone, a naso all’aria sulla soglia della bottega, o un grido cacciato prima che la mano di Pietromagro il ciabattino gli sia scesa tra capo e collo per picchiarlo, perché dai davanzali nasca un’eco di richiami e d’insulti. (Incipit de Il Sentiero dei nidi di ragno)

Oggi è iniziata la Maturità e tra le tracce del tema di italiano, come analisi del testo, è uscito Italo Calvino con il suo romanzo Il sentiero dei nidi di ragno. A me sarebbe piaciuto avere una traccia del genere. Quando ho fatto io la maturità uscì un’analisi del testo su Don Abbondio nei Promessi Sposi. Una traccia che nessuno si aspettava. Quella di quest’anno è veramente molto bella.

Il sentiero dei nidi di ragno è uno di quei romanzi che penso di aver letto la prima volta all’inizio del ginnasio. La copia che ho a casa è stata stampata nel 1992. E’ il primo romanzo pubblicato da Italo Calvino. E’ uscito nel 1947 ed è ambientato in Liguria durante la Resistenza partigiana nella Seconda Guerra Mondiale.

Il protagonista del romanzo è Pin, un bambino ribelle di 10 anni, che ha perso la madre ed è stato praticamente abbandonato dal padre. Da allora ha cercato di trovare il suo posto nel mondo dei grandi. Un bambino che, durante il giorno, si ritrova a cercare clienti per la sorella prostituta o a far ridere i grandi cantando canzoni che parlano di guerra, prigione o sesso (cose che lui non conosce veramente). Un bambino a metà tra il mondo dei grandi, in cui vuole entrare a far parte, e quello dei bambini, che cerca di evitare il più possibile. E spera di trovare un grande amico a cui poter svelare il suo segreto: il suo posto magico (il sentiero dove i ragni fanno il nido).

Ecco la trama completa del romanzo di Italo Calvino

La storia parte dopo l’8 settembre 1943 a Sanremo, un piccolo paese della Riviera di Ponente ligure, dole la lotta partigiana è molto forte. Pin è un bambino abbandonato a se stesso, sempre alla ricerca di amicizie tra gli adulti della sua zona. Frequenta un’osteria dove viene sempre preso in giro dai grandi, nonostante tutti i suoi tentativi di essere considerato come loro. Viene preso in giro anche a causa della sorella, una prostituta conosciuta come la Nera di Carrugio Lungo, che ha parecchi rapporti con i militari tedeschi. Per provare la sua fedeltà ai grandi, Pin ruba la pistola di servizio a Frick, un marinaio tedesco amante della sorella. E poi la sotterra nel suo luogo segreto, dove si rifugia spesso: il luogo dove i ragni fanno il nido. A causa del furto commesso, Pin viene arrestato e portato in prigione. Qui incontra Pietromagro, un ciabattino per il quale faceva il garzone, e Lupo Rosso, un giovane e coraggioso partigiano. Quest’ultimo lo aiuta a fuggire dal carcere, ma poi Pin rimane nuovamente solo ed inizia a girare per il bosco. E conosce Cugino, un partigiano solitario, grande ma allo stesso tempo una persona mite. Cugino lo porta sulle montagne nel gruppo segreto di partigiani di cui fa parte, il distretto del Dritto. E così Pin conosce molte altre persone: Dritto il comandante, Pelle, Carabiniere, Mancino il cuciniere, Giglia la moglie di Mancino, Zena il lungo detto Berretta-di-Legno o Labbra di Bue. Ed inizia a vivere con loro.

Una sera Dritto dà fuoco, per errore, all’accampamento. E tutti i partigiani devono fuggire. Pelle, dopo aver litigato col comandante, arriva a tradirli e rivela ai tedeschi dove si trova il gruppo partigiano. Visto che il loro rifugio non è più sicuro, i partigiani si spostano presso altre brigate. Pin cerca di svelare un segreto che riguarda Dritto, ma quest’ultimo lo fa stare zitto picchiandolo. Così Pin fugge via e torna al suo paese, che è da poco stato rastrellato dai tedeschi. Si rifugia allora nel suo posto segreto, ma scopre che qualcuno ha preso la pistola che aveva rubato.

 

Così si reca dalla sorella, che è sorpresa di vederlo. E qui scopre che la sorella tiene nascosta una pistola ricevuta da un giovane delle brigate nere. Pin capisce che si tratta di Pelle e che la pistola è la stessa che lui aveva rubato. Allora riprende la pistola e fugge di nuovo. Raggiunto il sentiero dei nidi di ragno, incontra ancora una volta Cugino e capisce che lui è il suo solo vero amico. Rimane però deluso quando Cugino gli rivela che vorrebbe andare con una donna. Così capisce che anche Cugino è come tutti gli altri adulti. Pin gli parla della sorella e Cugino allora va a casa da lei, portandosi la pistola. Pin poi sente degli spari e poco dopo vede Cugino tornare. E pensa che abbia ucciso la sorella, perché era complice dei tedeschi. E’ comunque contento che Cugino sia tornato da lui e che sia veramente un suo vero amico che vuole proteggerlo e cercare di aiutarlo a differenza di tutti gli altri.

Un libro sicuramente da leggere su un periodo molto difficile della storia italiana. Un periodo visto attraverso gli occhi di un bambino, che non può comprendere totalmente quello che sta accadendo. Se non lo avete mai letto, vi consiglio di “rispolverare” questo grande classico della Letteratura Italiana.

Qualche citazione dal romanzo:

  • Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano.
  • I grandi sono una razza ambigua e traditrice, non hanno quella serietà terribile nei giochi propria dei ragazzi, pure hanno anch’essi i loro giochi, sempre più seri, un gioco dentro l’altro che non si riesce mai a capire qual è il gioco vero.
  • I sogni dei partigiani sono rari e corti, sogni nati dalle notti di fame, legati alla storia del cibo sempre poco e da dividere in tanti: sogni di pezzi di pane morsicati e poi chiusi in un cassetto. I cani randagi devono fare sogni simili, d’ossa rosicchiate e nascoste sottoterra. Solo quando lo stomaco è pieno, il fuoco è acceso, e non s’è camminato troppo durante il giorno, ci si può permettere di sognare una donna nuda e ci si sveglia al mattino sgombri e spumanti, con una letizia come d’ancore salpate.
  • Pin, il codice penale è sbagliato. C’è scritto tutto quello che uno non può fare nella vita: furto, omicidio, ricettazione, appropriazione indebita, ma non c’è scritto cosa uno può fare, invece di fare tutte quelle cose, quando si trova in certe condizioni.
  • Al principio di tutte le storie che finiscono male c’è una donna, non si sbaglia. Tu sei giovane, impara quello che ti dico: la guerra è tutta colpa delle donne…
  • È triste essere come lui, un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non poter mai far parte dei loro giochi. Ma Pin un giorno diventerà grande, e potrà essere cattivo con tutti, vendicarsi di tutti quelli che non sono stati buoni con lui: Pin vorrebbe essere grande già adesso, o meglio, non grande, ma ammirato o temuto pur restando com’è, essere bambino e insieme capo dei grandi, per qualche impresa meravigliosa. Ecco, Pin ora andrà via, lontano da questi posti ventosi e sconosciuti, nel suo regno, il fossato, nel suo posto magico dove fanno il nido i ragni.
  • Il comunismo è che se entri in una casa e mangiano della minestra, ti diano della minestra, anche se sei stagnino, e se mangiano del panettone, a Natale, ti diano del panettone. Ecco cos’è il comunismo.

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