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Il senso dell’ordine nei bambini secondo Maria Montessori

ordine bambini
L’ordine nei bambini

I bambini hanno un particolare senso dell’ordine. E spesso non coincide con quello di noi adulti. Magari possono lasciare i giocattoli sparsi per tutta casa e alla nostra richiesta di “metterli in ordine” rispondono a modo loro. Ma per loro l’ordine è anche come mettere determinati oggetti in determinati posti. E guai a chi li tocca.

Ogni mattina che andiamo alla scuola materna, la bimba piccola deve trovare una bambola messa in un ovetto giocattolo. Perché per lei quella bambola deve fare la ninna nell’ovetto. E se non la trova, la cerca nell’aula e la va a posizionare lì. Poi appena arrivati al nido, corre a salutare Sissi, un grande coniglietto di peluche che da quest’anno è la mascotte del nido e dà il benvenuto ai bambini all’entrata. I primi mesi stava su un seggiolone giocattolo. Ora è “cresciuta” e sta su una sedia. Ma per la mia bimba lì non va bene. E allora tutte le mattine la prende e la sposta su una vicina panca. Forse magari pensa che lì sta più comoda!

Anche la grande ha un suo particolare senso dell’ordine. Soprattutto mentre gioca. E’ capace di prendere i giocattoli e di metterli tutti in fila. Ognuno ha un posto preciso. Una volta ha preso i cubetti puzzle, li ha messi tutti per terra e poi ha posizionato sopra ad ogni cubetto un pupazzetto di Peppa Pig o dei suoi amici. Oppure prende le Pinypon e le sistema tutte in fila per terra. Oppure quando era più piccola sistemava le sedie in un certo modo e se qualcuno ne spostava una, correva a rimetterla nel suo modo corretto.

peppa & friends
Peppa Pig & Friends

Anche Maria Montessori ha parlato del senso dell’ordine dei bambini:

Tutto questo dimostra che la natura pone nel bambino la sensibilità all’ordine, come costruzione di un senso interno che non è la distinzione tra le cose, ma la distinzione dei rapporti tra le cose; e perciò collega l’ambiente in un tutto ove le parti sono tra loro dipendenti. In tale ambiente conosciuto nel suo insieme diviene possibile orientarsi per muoversi e raggiungere degli scopi: senza tale acquisto mancherebbe il fondamento della vita di relazione. La sensibilità all’ordine esiste contemporaneamente nel bambino sotto due aspetti: quello esteriore che riguarda i rapporti tra le parti nell’ambiente, e quello interno, che dà il senso delle parti del corpo che agiscono nei movimenti e delle loro posizioni: ciò che si potrebbe chiamare orientamento interno. L’orientamento interno è stato oggetto di studio della psicologia sperimentale, che ha riconosciuto un senso muscolare il quale permette di rendersi conto della posizione delle varie membra del corpo e fissa una memoria speciale: la memoria muscolare”.

Ed ha anche raccontato un episodio che dimostra come sia meglio non modificare e rispettare l’ordine del bambino, se non si vuole rischiare che il piccolo ne risenta:

Mi trovavo con una piccola comitiva nel passaggio attraverso la grotta di Nerone a Napoli: era con noi una giovane signora che conduceva un bambino di un anno e mezzo di età, troppo piccolo davvero per poter percorrere a piedi quel tratto sotterraneo che attraversa tutta una collina. Infatti dopo qualche tempo il bimbo si stancò e la signora lo prese in braccio. Ma lei stessa non aveva calcolato le proprie forze: era accaldata e si fermò per togliersi il soprabito e metterselo sul braccio e con quell’ingombro raccolse anche il bambino. Questi si mise a piangere e il suo pianto cresceva e diventava sempre più clamoroso. La mamma cercava invano di calmarlo: era evidentemente esausta e cominciava a diventare nervosa. Tutti alla loro volta furono turbati e naturalmente offersero aiuti. Il bimbo passò da braccia a braccia sempre più agitato: e ognuno lo esortava e gridava, peggiorando la situazione. Sembrò necessario che lo riprendesse la madre. Ma ormai si era giunti all’apice di quello che si chiama capriccio; e sembrò davvero una situazione disperata. Qui la guida intervenne e con la sua energia di uomo deciso strinse il bambino tra le braccia robuste. Allora cominciò da parte del bambino una reazione veramente violenta. Io pensavo che queste reazioni hanno sempre una causa psicologica di sensibilità interna e feci un tentativo: mi avvicinai alla madre del bambino e le chiesi: “Signora, mi permette di aiutarla ad infilare il soprabito?” Essa mi guardò stupita perché aveva ancora caldo, ma, confusa, corrispose alla mia richiesta e si lasciò rivestire. Immediatamente il bambino si calmò; finirono le lagrime e l’agitazione e disse più volte: “to, palda” che voleva significare “il paletot sulle spalle”: sì, mamma deve tenere il paletot sulle spalle, sembrava che pensasse; “finalmente mi avete capito”. Tese le braccia alla mamma e tornò con lei sorridente; il viaggio finì nella più grande tranquillità. Il soprabito è fatto per stare sulle spalle e non per rimanere come un cencio sul braccio e quel disordine sulla persona della mamma era stato causa di un conflitto inquietante”.

Mi rendo conto che non è sempre facile riuscire a “rispettare” l’ordine dei bambini. Però è interessante vedere come un cambiamento per noi insignificante possa per loro rappresentare quasi una “tragedia“.

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