Il mio bambino mi ama? Ecco come capirlo

amore di mamma
Amore di mamma

Sin dai primi mesi, quando capiamo finalmente quanto possa essere grande l’amore per il nostro bambino, a molte mamme viene da chiedersi se questo (o questa) piccoletto riuscirà ad amarci alla stessa maniera. Ma come si fa a capire se un bambino ci vuole bene? 

Trovandomi per caso a leggere un articolo sul sito Baby Center, ecco qualche suggerimento per le mamme su come capire se il nostro bambino ci ama.

Quando sono ancora molto piccoli e non sanno parlare, si deve fare attenzione a tanti piccoli gesti. Come ad esempio il fatto che il neonato cerchi il nostro sguardo. Appena nato, il bambino ancora non vede bene. Ma pian piano riesce a mettere a fuoco la mamma. E la distanza in cui il bambino ci vede bene è quella di quando lo teniamo in braccio per allattarlo. Qui il bambino riconosce il volto della mamma e ci guarda. Uno sguardo che vale più di mille parole. Uno sguardo che ci fa innamorare.

Oppure il fatto che il neonato riconosca il nostro odore. In fondo è una cosa istintiva. Come quando, appena nato, viene messo sulla pancia della mamma e, sentendo l’odore, il bambino cerca il seno per attaccarsi. E’ una cosa così istintiva da sembrare quasi un miracolo. Il miracolo della vita. E quell’odore, il bambino, non lo dimentica. Per questo a volte capita che i bambini si addormentino stringendo una vecchia maglietta della mamma. Più di un pupazzo, più di qualsiasi carillon… un oggetto con il profumo della mamma serve a tranquillizzarli.

Oppure quando ci sorride. In realtà dicono che i primi mesi non sono proprio sorrisi, ma più che altro riflessi. Però la prima volta che accenna un sorriso… poco importa se non è un sorriso intenzionale… per la mamma è un’emozione unica.

E che dire (aggiungerei io) di quando vi stringono il dito per la prima volta? Un legame indissolubile. La loro piccola manina intorno al vostro dito è il simbolo di questo legame!

Quando cominciano ad essere più grandi, magari dimostrano l’affetto imitando le nostre azioni. Bambine che vogliono mettersi le scarpe della mamma. Bambine che fanno le stesse cose che vedono fare alle mamme. Bambine che vogliono truccarsi come la mamma, indossare una borsa o mettere una collana. Sono gesti che dimostrano quando ogni cosa che noi facciamo sia importante per loro. Ed il volerci imitare è una dimostrazione d’affetto per i nostri cuccioli.

Oppure quando si trovano davanti a persone estranee o persone che vedono poco e si rifugiano dietro di noi. Vogliono venire in braccio per sentirsi al sicuro da quella presenza estranea e non familiare. Poi magari capita che in realtà sia un familiare, che però vedono poco. Persona che vorrebbe prenderlo in braccio, ma loro si ribellano e cercano la sicurezza nelle braccia di mamma. E’ il loro modo per dimostrare chi è il loro rifugio, chi gli dà sicurezza.

Quando cadono e si fanno male o si spaventano per qualcosa e corrono dalla mamma. L’unica in grado di consolarsi in quei momenti. 

Anche i capricci possono essere un segnale dell’affetto che provano per noi. Perché magari in quel momento stiamo facendo qualcos’altro e non gli stiamo dando attenzione. Ed allora cercano di attirare la nostra attenzione. Ma se si comportassero bene, magari non ci riuscirebbero. Ed allora arriva il capriccio. Perché vogliono essere al centro del nostro mondo… sempre. Perché hanno bisogno di sentirsi importanti per noi.

E poi crescono. A 3 o 4 anni iniziano a scoprire nuovi modi per dimostrarci il loro affetto. A volte anche con modi forti che magari non ci fanno proprio felici. Ma anche quelle sono dimostrazioni di affetto. Un esempio su tutti? A chi non è mai capitato di sentirsi dire dal proprio bambino “Non ti voglio bene“?!? Parole durissime che ci fanno male. Ma in realtà non è quello che pensano. Sono parole spesso dette in un momento di rabbia (del bambino). Un momento di rifiuto di tutto. Magari non vogliono essere abbracciati. Magari si sentono rifiutati per qualche motivo. Magari ci sono rimasti male perché gli è stato proibito di fare qualcosa a cui loro tenevano. Ed il modo per “punirci” di questa delusione è dire una cosa del genere. E ci riescono bene nell’intento. Poi però tornano indietro e ti dicono che non è vero che non ti vogliono bene. E tutto si sistema.

E poi arriva il disegno. Quando imparano a fare disegni che non sono semplici scarabocchi. E disegnano loro stessi insieme alla mamma o al papà. Nelle attività di tutti i giorni. Mamma e figlia che vanno al parco. Mamma e figlia che vanno al cinema. Tutta la famiglia insieme. Felici e sorridenti. E questi disegni, agli occhi di una mamma, sono dei veri capolavori. E valgono più di mille parole.

Oppure decide che vuole farti un regalo. E allora la mia corre nel giardino della scuola a prendere una piccola margherita (che quando arriva a casa si è già afflosciata). E se non trova i fiori prende una semplice foglia (un fiore verde!). Oppure riempie una scatola a casa con tutti i suoi giochi preferiti e me li porta. O mi mette i colori nella borsa o una piccola bambola in modo che, quando sono al lavoro, posso disegnare o giocare se mi annoio.

Piccoli gesti d’affetto che mi fanno felice. Perché i nostri bambini ci amano. E l’affetto che noi diamo loro è ricambiato. Ci sono tantissimi (piccoli e grandi) segnali da cui possiamo capire il loro amore. Basta solo saperli vedere. Non è detto che lo dicano a parole o con un gesto preciso (un abbraccio, un bacio), ma in ogni modo, a qualsiasi età, sanno farsi capire benissimo.

Precedente Inizio della Quaresima e Pasqua: ecco la tradizione Successivo Un palloncino per Nicole

Lascia un commento