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I vaccini sono obbligatori o no?

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Vaccini

Questo è uno di quegli argomenti che suscita continuamente polemiche. Basta parlare di vaccini per sollevare polveroni: da una parte c’è chi è favorevole e dall’altra chi è contrario. Chi sostiene che i vaccini si devono fare per il bene di tutti e chi invece sostiene che i vaccini facciano male e si rischia molto a farli. Ovviamente le posizioni sono antitetiche e difficilmente è possibile trovare un punto di accordo. Soprattutto molto spesso queste discussioni finiscono a insulti e offese di ogni genere.

Non voglio entrare nel merito se sia più giusto fare o non fare i vaccini. Ogni mamma decide per il bene dei suoi figli. Per quello che secondo lei è il bene dei suoi figli.

Quello che molto spesso crea contrasti è l’obbligarietà dei vaccini. C’è chi sostiene che alcuni vaccini sono obbligatori e quindi tutti devono farli. E chi controbatte che ormai non sono più obbligatori e quindi si può decidere di non farli.

Quale è la verità? Diciamo che la verità è un po’ confusa.

Secondo il Sistema Sanitario Nazionale sono 4 i vaccini obbligatori. A livello nazionale quindi la legge stabilisce che sono 4 i vaccini a cui tutti i bambini dovrebbero essere sottoposti. Nello specifico i vaccini obbligatori sono:

  1. antidifterica (Legge del 6 giugno 1939 n. 891 – Legge del 27 aprile 1981 n. 166);
  2. antitetanica (Legge del 20 marzo 1968 n. 419);
  3. antipoliomielitica (Legge del 4 febbraio 1966 n. 51);
  4. antiepatite virale B (Legge del 27 maggio 1991 n. 165).

Tutti gli altri vaccini sono facoltativi (alcuni più raccomandati di altri, ma comunque non obbligatori).

Questo significa che tutti i bambini dovrebbero essere sottoposti per forza a questi vaccini? Nella pratica no. Ogni Regione italiana ha delle proprie regole (ad esempio il Veneto da alcuni anni ha abolito del tutto l’obbligo). Nella maggior parte delle regioni, sulla carta l’obbligo esiste ancora (come afferma il Sistema Sanitario Nazionale), ma nella pratica i genitori possono, compilando un semplice modulo, richiedere di non vaccinare i propri figli.

Fino a qualche anno fa, i genitori che non facevano vaccinare i propri figli venivano segnalati al Tribunale dei Minori e, senza il “diario delle vaccinazioni” i bambini non potevano essere iscritti a scuola. Ora tutto questo non avviene più. Non sono previste segnalazioni al Tribunale o sanzioni per quei genitori che scelgono di non vaccinare i figli. E non ci sono limitazioni all’iscrizione a scuola (dalle nostre parti il “diario delle vaccinazioni” non viene più chiesto per l’iscrizione al nido o alla materna).

Quindi se un genitore decide di non sottoporre il proprio figlio ai 4 vaccini obbligatori, è libero di farlo. Deve comunque comunicarlo alla Asl di appartenenza, spiegando i motivi che lo hanno spinto a prendere questa decisione. Deve inoltre presentarsi ad eventuali incontri presso la Asl con i medici per spiegare la propria posizione. E deve firmare il modulo di dissenso informato, in cui dichiara di conoscere i pro ed i contro e di volersi avvalere della facoltà di non vaccinare il proprio figlio, prendendosi la responsabilità del caso.

Ed è proprio questo che crea confusione. Perché se si pensa a qualcosa di obbligatorio, si pensa che sia una cosa che si deve fare per forza. Invece per quanto riguarda i vaccini ora c’è un modo per scegliere di non farli, anche se quei 4 sono obbligatori. Alla fine è una decisione dei genitori, che, nonostante l’obbligo, sono liberi di opporsi a questo obbligo, senza ricorrere in sanzioni o altro.

Ma quindi alla fine che valore ha questo obbligo di legge?

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