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Ho ucciso Napoleone, la vendetta di una donna

Ho ucciso Napoleone
Ho ucciso Napoleone

Ho ucciso Napoleone

Io non faccio così, io sono così (cit. Anita)

Anita è una donna fredda, cinica, calcolatrice. E’ anaffettiva. Non vuole una famiglia. Pensa solo al lavoro. E’ amante del suo capo, che “incontra” una volta al mese (ed è anche troppo). Ma da un giorno all’altro la sua vita cambia totalmente. Si ritrova incinta di 4 mesi (troppo tardi per fare qualsiasi altra scelta), viene lasciata dall’amante e licenziata. Tutto nell’arco di 24 ore. Ma Anita non ci sta. Vuole riprendere in mano la sua vita. Vuole vendicarsi dell’amante, di chi l’ha licenziata, di chi sta provando a rovinarle la vita. Vuole riconquistare tutto quello che ha perso. Con l’appoggio di un gruppo di donne, conosciute per caso in un parco (donne più disperate di lei), e di un timido avvocato, mette in piedi un piano perfetto (o almeno così sembra). Una vendetta per riprendersi la sua vita. La pancia cresce e Anita mette in atto una mossa dopo l’altra per realizzare il suo desiderio di riconquista. Tra scoperte di sentimenti inattesi, rivelazioni inaspettate e una maternità improvvisa che non cambia la voglia di mantenere una posizione lavorativa, alla fine ci saranno delle sorprese che rimetteranno tutto in gioco.

micaela ramazzotti
Micaela Ramazzotti

Anita è la protagonista di Ho ucciso Napoleone, il nuovo film di Giorgia Farina (scritto con Federica Pontremoli), distribuito da 01Distribution. Dopo il successo di Amiche da morire, Giorgia Farina torna al cinema con una nuova storia sulle donne. Il suo obiettivo era quello di raccontare cosa spinge una donna a diventare una “vendicatrice pronta a tutto“. Raccontare una donna diversa dalle classiche protagoniste che si vedono al cinema. Anita non è né una donna “fatalona“, né una santa (una moglie e mamma perfetta). Anita è una donna gelida, ma che alla fine dimostra di essere una eroina dark e dimostra che nella vita si può essere tutto: donna in carriera, mamma e amante.

I protagonisti

La regista ha scelto Micaela Ramazzotti per interpretare Anita. Una scelta veramente azzeccata. Micaela Ramazzotti riesce ad essere gelida, con gli occhi di ghiaccio, nell’interpretare questa donna in carriera, che ha alle spalle una famiglia molto particolare e non vuole lasciar entrare alcun tipo di sentimento nella sua vita. Una donna che fa rabbrividire in alcuni momenti proprio per la sua freddezza. Una donna che prende la maternità come un problema da risolvere, magari semplicemente prendendo un appuntamento col medico. Ma non si può. Ed allora la gravidanza procede e nella vita di Anita c’è spazio anche per qualche barlume di sentimento, per una fragilità che cerca di uscire fuori (e che, come sottolinea Adriano Giannini, la rende più vera). Ma una fragilità dalla quale Anita non si lascia travolgere. E sfrutta qualsiasi elemento del suo carattere (anche negativo) per reagire e riconquistare tutto quello che ha perso.

adriano giannini
Adriano Giannini

Per Micaela Ramazzotti interpretare Anita è stata una sfida, proprio perché “è una donna irraggiungibile. Una donna che ha avuto una ferita nell’anima e per questo è rigida. Non vuole una famiglia e non vuole impegnarsi. E’ una matematica e riesce ad organizzare tutta la sua vita, anche da madre. Non vuole sedurre, ha voglia di combattere ed essere come è“.

Il significato del film

Giorgia Farina non ha voluto lanciare un messaggio sulle donne in questo film, ma semplicemente rappresentare una donna che impara ad essere completa. Una donna che accetta anche i lati negativi del suo carattere (in fondo viene licenziata proprio per questo) ed impara a sfruttarli. Ed alla fine Anita capirà che si può essere donne totali… amanti, mogli, madri e lavoratrici. Perché limitarsi ad un solo ambito (famiglia o lavoro) quando si può avere tutto?

Thony
Thony

Intorno alla figura di Anita ci sono una serie di donne, un gruppo di disperate che Anita incontra al parco e con le quali metterà in pratica la sua vendetta. Una “banda di zozzone alla Monicelli“. Donne che all’occorrenza si uniscono per dare una mano e raggiungere un obiettivo comune. Un’alleanza che si vede poco al cinema. E queste donne sono interpretate da Elena Sofia Ricci (una ex segretaria di un centro medico che per raccimolare qualche soldo vende farmaci di contrabbando al parco), Iaia Forte (in cerca di lavoro ed alle prese con i problemi di peso), Thony (un perfetto avvocato sull’orlo di una crisi di nervi, un po’ fuori di testa ma molto simpatica) e Monica Nappo.

cast photo call
Cast al Photo Call

La vendetta

Il tema della vendetta, che sembra essere al centro della storia, è comunque molto variegato. Non si tratta infatti di una vendetta dettata dal desiderio di far del male a qualcuno, ma solo dal desiderio di giustizia. Anita è una persona in difficoltà con un carattere difficile che cerca di riappropriarsi della sua vita. Vita che le è stata tolta ingiustamente. Ma alla fine scoprirà che questa ingiustizia le è stata fatta a causa di se stessa, di come è lei. Da sola ha sviluppato una antipatia che le si è rivolta contro. Ed in qualche modo cerca di porre rimedio.

Donne che si danno da fare e non si arrendono alle avversità. Donne che non devono mai abbassare la guardia, perché quando lo fanno restano fregate. Personaggi (sia maschili che femminili) che hanno alle spalle famiglie incasinate, artefici della loro infelicità.

cast alla conferenza stampa
Cast alla conferenza stampa

I personaggi maschili

Ma non è soltanto un film sulle donne. Ci sono due personaggi maschili che lasciano il segno. Il primo è Paride, interpretato da uno splendido Adriano Giannini. Il capo, l’amante di Anita. Un uomo che ha una moglie e due figlie, ma che non si fa scrupoli a farsi un’amante sul lavoro. Un personaggio, come sottolinea lo stesso Giannini, che “parte male, è un po’ ambiguo, viscido, opportunista, che però alla fine riesce un po’ a riscattarsi“.

Il secondo è Biagio, interpretato da un fantastico Libero De Rienzo, un avvocato dall’aria un po’ “stupida” che lavora nella stessa azienda di Anita e che sarà sfruttato dalla stessa Anita per la sua vendetta. Un avvocato che mette simpatia per la sua sbadataggine, ma che alla fine vi stupirà.

conferenza
Conferenza stampa con Piera Detassis

Vendetta, maternità, famiglie allargate, desiderio di conquista e di rivalsa: alla fine sono veramente tanti i piani di lettura di questo film. Tutti i personaggi nascondono qualcosa. Nessuno è come sembra. Ed era proprio questo l’obiettivo della regista: “parlare dell’ambiguità e della fragilità delle persone moderne che non riuscendo più ad attaccarsi a nulla decidono di cambiare. In realtà sono tutti delle iene, pronti a diventare buoni o cattivi a seconda delle necessità“.

Un film che è un po’ commedia, un po’ dark, un po’ pulp, che fa sorridere ma anche riflettere. Un film dalle mille sfumature che può essere visto sotto diverse ottiche.

Alla fine chi sarà il vero cattivo? Scopritelo al cinema dal 26 marzo!

Piera Detassis
Piera Detassis modera la conferenza stampa

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